Il Signor S e il filo della scrittura alla PBM
Domenica 19 aprile alla Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo il laboratorio del Signor S: Giuseppe Guerrera guida i bambini dal linguaggio alla scrittura
C’è un filo invisibile che unisce le parole e c’è un momento in cui il linguaggio smette di essere soltanto suono e diventa segno, traccia, memoria. È proprio in quello spazio sottile tra voce e scrittura che si inserisce il laboratorio ideato da Giuseppe Guerrera, in arte il “Signor S”, in programma domenica 19 aprile alla Piccola Biblioteca sul Mare (PBM) di Punta Pezzo, a Villa San Giovanni.
Un “Orientamento alla calligrafia” che è molto più di un semplice corso: è un viaggio che parte dalle origini del linguaggio e arriva fino alla pratica concreta della scrittura, pensato per bambine e bambini dagli 8 ai 10 anni (ore 17:30 – 20:30, info e prenotazioni: 349 8536100).
Dal progetto alla rinascita: la storia di Guerrera
Giuseppe Guerrera, per molti “Pino”, ha attraversato più vite professionali prima di approdare a questa nuova dimensione.
«Ho fatto l’architetto, poi ho lasciato. È una storia lunga», racconta con semplicità. Per anni è stato docente al liceo artistico, dove insegnava progettazione grafica. «Poi sono stato collocato a riposo, come dico io, per limiti d’età. E quindi mi sono chiesto: cosa posso fare adesso?».
La risposta è arrivata quasi naturalmente, da un’esperienza personale e affettiva: un laboratorio pensato inizialmente per suo nipote. Da lì, l’intuizione di un percorso più ampio, ancora “in itinere”, come lui stesso lo definisce, ma già ricco di visione.
Dalla nascita del linguaggio alla scrittura
Il cuore del laboratorio è un’idea tanto semplice quanto profonda: non si può comprendere la scrittura senza risalire al linguaggio.
«Studiando calligrafia mi sono imbattuto nella storia della scrittura, e da lì sono risalito al linguaggio. È un tema affascinante: ancora oggi non esiste una risposta definitiva sulla sua origine».
Guerrera sottolinea come il linguaggio sia un campo di ricerca ancora aperto, attraversato da discipline diverse. «La scrittura non può essere separata dal linguaggio. È un legame indissolubile: a un certo punto dell’evoluzione umana il linguaggio si trasforma e trova nella scrittura una forma stabile».
Segni, simboli e storie: il senso profondo del laboratorio
Il sottotitolo del minicorso – segni, simboli, storie – non è casuale. È la chiave di lettura dell’intero percorso.
«La scrittura è segno. Il simbolo è ciò che dà significato. Un segno da solo richiama sempre qualcosa di più grande», spiega Guerrera. Richiamando un’antica pratica romana, racconta del simbolo come frammento di un’unità: un oggetto spezzato in due, di cui ogni parte conserva il senso dell’intero.
Da qui nascono le storie: «Il linguaggio unisce segni per formare parole, e le parole insieme costruiscono significati. È questo passaggio che voglio far percepire».
Il Signor S: un gioco che diventa scoperta
A rendere unico il laboratorio è la figura del “Signor S”, un personaggio nato quasi per gioco e diventato struttura narrativa del progetto.
«Mi sono accorto che molte parole centrali iniziavano per S. Ho iniziato a immaginare un personaggio che parlasse solo attraverso queste parole. Così è nato il Signor S».
Il suo obiettivo però è svelare il nome segreto della “Signora S”: la scrittura.
Il percorso inizia con tre parole fondamentali: «sono, siamo, stiamo», le “S dell’esistenza”, che introducono una riflessione ispirata anche al pensiero di Stephen Hawking: la consapevolezza dell’essere umano nel cosmo.
Sgomitolare il tempo: un metodo per i bambini
Per rendere accessibili concetti complessi, Guerrera utilizza immagini concrete e coinvolgenti. Il laboratorio si apre con un gesto simbolico: sgomitolare un filo.
«Il tempo della nostra evoluzione è come un gomitolo che io porterò al laboratorio. Lo svolgeremo partendo da oggi e andando all’indietro. I nodi rappresentano gli eventi che ricordiamo».
Questo filo diventa una sorta di mappa visiva su cui appendere parole e concetti, aiutando i bambini a orientarsi nel racconto della storia umana e della scrittura.
Il percorso non resta astratto. Dopo la riflessione, arriva l’esperienza diretta. I bambini potranno incidere sull’argilla, usare il calamo e sperimentare con pennini e inchiostro.
Scrivere oggi: tra schermo e memoria
In un’epoca dominata dagli schermi e dalle emoticon, il laboratorio assume un valore ancora più attuale.
«Oggi il luogo della scrittura è diventato lo schermo. Questo percorso vuole restituire consapevolezza: mostrare che dietro la scrittura c’è una storia, una struttura, una pratica».
L’obiettivo non è nostalgia, ma orientamento: accompagnare i bambini verso una comprensione più profonda della scrittura, fino alla calligrafia come forma di bellezza e precisione.
La PBM: una scelta non casuale
La scelta della Piccola Biblioteca sul Mare non è casuale. È parte integrante del progetto.
«La scrittura è traduzione dei suoni in segni. Ma la lettura è il processo inverso: ridà vita a quei suoni. E questo – osserva Guerrera – si lega perfettamente alla PBM che con i suoi libri e gli albi illustrati è un luogo di lettura ma anche di condivisione».
Fondata da Patrizia Flecchia insieme al compagno Gianluca, la PBM è uno spazio costruito sulla cura e sulla comunità e rappresenta il contesto ideale per un’esperienza che unisce conoscenza e relazione.
Il laboratorio del 19 aprile alla Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo segna anche l’esordio pubblico del Signor S, un progetto destinato a crescere.
«Mi piacerebbe portarlo nelle scuole e svilupparlo anche in un libro», racconta Guerrera. Un percorso che continuerà, dunque, tra didattica e narrazione. E che alla PBM, tra il mare dello Stretto e le pagine vissute, vedrà il suo filo teso per la prima volta. Un filo che i bambini seguiranno, attraverso nodi e scoperte, cercando segni e significati e facendo tornare la scrittura un’esperienza viva e capace di unire.
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