Il vento che racconta Reggio: un giardino sonoro a Calamizzi

Un giardino sonoro con arpe eoliche a Punta Calamizzi: la proposta del direttore del MAAF Nunzio Tripodi per il Parco Lineare Sud di Reggio Calabria tra memoria, arte e benessere

giardino sonoro arpa

Alla foce del Calopinace, a punta Calamizzi, nel Parco Lineare Sud, dove il mare incontra il vento e dove, secondo la tradizione, è iniziata la storia di Reggio Calabria potrebbe nascere un “giardino sonoro” capace di trasformare il suono della natura in musica, il paesaggio in arte e la memoria in esperienza sensoriale.

La proposta è stata lanciata da Nunzio Tripodi, direttore del Museo d’Arte Alfonso Frangipane (MAAF), durante la Giornata dei Giusti 2026 celebrata nel parco con la piantumazione di due melograni dedicati a Bianca Ripepi e Giorgio Perlasca. Nel corso dell’iniziativa Tripodi ha illustrato l’idea al consigliere comunale Massimiliano Merenda, delegato a parchi, giardini, decoro e arredo urbano, che ha accolto positivamente la proposta: «È una bellissima idea».

Un parco che suona con il vento

L’idea nasce dalle caratteristiche naturali del luogo, una zona particolarmente ventilata e lontana dalle abitazioni.

«In un posto come questo», ha spiegato Tripodi, «si potrebbe creare qualcosa di davvero speciale: un parco che dialoga con il vento. Qui il vento non manca e si potrebbe realizzare un vero giardino sonoro con le arpe eoliche».

Si tratta di strumenti musicali che producono suoni grazie al passaggio dell’aria tra le corde. Collocate in diversi punti del parco e accordate in modo differente, le arpe potrebbero generare una musica naturale e continua.

«Sarebbe una proposta capace di creare musica ogni giorno, senza costi», ha aggiunto. «Le persone potrebbero venire qui semplicemente per ascoltare: ascoltare il vento e la storia di Reggio attraverso le arpe».

Punta Calamizzi, luogo dove nasce la città

Per Tripodi il valore del progetto non è solo artistico o paesaggistico, ma anche storico.

«Questo è un luogo fondamentale per la nostra città», ha ricordato. «Siamo a Punta Calamizzi, il punto in cui in sostanza nasce Reggio. Qui arrivarono i Greci ed è stato uno dei primi punti di attrazione della città. Per questo è un luogo che deve continuare a custodire e raccontare la sua storia».

Un racconto che può passare anche attraverso le emozioni e i sensi.

«In un’area come questa hai già tutto: il paesaggio, il mare, la terra, l’acqua. Manca soltanto il suono. Il suono è il vento e noi possiamo catturarne il linguaggio con le arpe eoliche».

Il risultato potrebbe essere uno spazio di contemplazione, dove fermarsi a leggere, passeggiare o incontrarsi mentre il vento compone la sua musica.

Un museo a cielo aperto tra arte e natura

Il giardino sonoro potrebbe diventare anche un elemento di forte attrazione culturale e turistica.

«Con uno studio accurato e con arpe collocate in punti diversi, ognuna produrrebbe un suono distinto. Insieme formerebbero una vera orchestra» ha osservato Tripodi.

Le installazioni potrebbero assumere anche forme artistiche, trasformando l’area in una sorta di museo all’aperto.

«Le arpe eoliche potrebbero essere progettate anche come opere d’arte», ha spiegato. «Si potrebbero coinvolgere gli artisti del territorio e gli studenti. Alla fine diventerebbe un grande racconto della città attraverso l’arte e i suoni del vento».

Un racconto della città lungo la costa

L’idea del giardino sonoro si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione del Parco Lineare Sud.

«Se leggiamo tutta la costa come un percorso», ha detto Tripodi, «si parte dal lungomare, poi ci sono gli alberi antichi, il tempietto, la zona sportiva e qui potrebbe nascere il giardino sonoro».

Un itinerario fatto di tappe culturali e paesaggistiche, dove ogni luogo racconta un frammento della storia della città.

«Potrebbe essere un progetto capace di dare valore a questo luogo».

Il prossimo passo è stato quello di portare formalmente la proposta nelle sedi istituzionali.

Cultura, benessere e città sostenibile

La proposta è stata illustrata, infatti, mercoledì scorso, durante un’audizione di Tripodi in V Commissione consiliare del Comune di Reggio Calabria, dedicata al tema “Dalla cultura al benessere della comunità”.

Nel suo intervento il direttore del MAAF ha collegato il progetto agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare al terzo obiettivo sulla salute e il benessere e all’obiettivo 11 sulle città e comunità sostenibili.

«La cultura può diventare uno strumento di benessere per la comunità», ha spiegato. «I musei e i luoghi culturali possono trasformarsi in spazi che promuovono la salute e la qualità della vita».

Secondo questa visione, il giardino sonoro rappresenterebbe un esempio di welfare culturale, capace di integrare arte, patrimonio e paesaggio per migliorare il benessere delle persone.

Un luogo dove la memoria diventa esperienza

L’area del Parco Lineare Sud dove è stata lanciata la proposta è già oggi un luogo simbolico per la città. Durante la Giornata dei Giusti 2026, infatti, sono stati piantati due alberi di melograno dedicati a Bianca Ripepi e Giorgio Perlasca, due figure che salvarono vite umane nei momenti più difficili della storia.

L’iniziativa è stata promossa dal Comitato di quartiere Ferrovieri-Pescatori insieme al Liceo T. Campanella – M. Preti – A. Frangipane, guidato dalla dirigente Lucia Zavettieri, con la collaborazione della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dell’Archivio di Stato e della Fondazione Perlasca. Nell’occasione sono state installate anche panchine decorate dagli studenti.

In questo scenario il giardino sonoro potrebbe aggiungere un nuovo livello di racconto.

«Immagina di essere qui», ha concluso Tripodi, «guardare il mare, sentire il vento e ascoltare le sonorità suggestive create dalle arpe. In quel momento quel luogo ti sta raccontando la storia di Reggio e allo stesso tempo ti permette di stare bene».

Se l’idea prenderà forma, Punta Calamizzi potrebbe diventare un luogo unico: un museo all’aperto dove il vento diventa orchestra e la città continua a raccontarsi attraverso la natura, l’arte e la memoria.

Share via