James Senese, il riassunto della musica del mondo, di Napoli e anche un pò di Reggio Calabria

Omaggio a James Senese, simbolo di Napoli e della multiculturalità, il suo legame con Reggio Calabria e la musica che supera i confini e diventa del mondo

James Senese Napoli Centrale

La guerra è finita, le jeep targate U.S.A. entrano a Napoli, i soldati lanciano caramelle alla gente.La fantasia partenopea si colora a stelle a strisce, si scompone in sigarette, in barrette di cioccolata, di bandierine e di musica, swing, orchestre, Rhythm’n Blues e Jazz. I soldati americani ammiccano alle ragazze, confusi tra i vicoli ed il profumo di pizze a portafoglio attrae i passanti, nascono le prime storie d’amore, di brevi avventure o soltanto un fugace momento di piacere sessuale. James Smith afroamericano è un soldato che milita nella 92sima divisione della fanteria americana, conosce Annarè, ma chiamiamola Anna, l’attrazione è fatale e dopo nove mesi come regalo della Befana, il 6 gennaio del 1945, nasce un bambino: un batuffolino a cui viene dato il nome James. Dopo due anni il padre abbandona la famiglia. Anna Senese è la madre e lo svolgimento del racconto ha un nome e cognome: James Senese.

Parte da lontano l’universo musicale di una Napoli che accoglie, che mescola razze, mescola suoni e riesce a farlo in modo dignitoso, affiancandola alla musica tradizionale delle canzoni di Nunzio Gallo, di Roberto Murolo e di Sergio Bruni.

Dalla Napoli degli Showmen alla nascita di “Napoli Centrale”

La musica è la sua passione ed inizia a suonare con i “4Conny”. La prima grande occasione per James Senese nasce con gli Showmen, un gruppo che ha due protagonisti figli di una Napoli “conquistata” dagli americani. Il frontman del gruppo è Mario Musella, anche lui come James ha il padre che diventa protagonista di una notte d’amore. Il suo genitore è originario dei nativi americani, è un pellerossa e la voce di Mario ha il timbro black ed è tra i migliori interpreti vocali italiani di sempre, alla stregua dello sperimentatore Demetrio Stratos. Il sassofono di James regala il groove al sound Rn’b degli “Showmen”, che diventano l’antefatto di una storia musicale con grandi musicisti del calibro di Elio D’Anna, che poi fonderà gli Osanna, di Franco Del Prete, di Luciano Maglioccola e di Giuseppe Botta e suonano inizialmente il repertorio di Otis Redding, James Brown e Marvin Gaye, facendo diventare Napoli l’ombelico del mondo.

Dopo lo scioglimento degli Showmen insieme a Franco Del Prete fonda “Napoli Centrale”, gruppo etno rock jazz, è il 1974 e sono gli anni del Rock Progressivo e “Campagna” diventa la prima canzone di successo che darà il via ad un mondo pieno di collaborazioni artistiche, insieme a Pino Daniele ed in seguito con Gil Evans, Bob Marley, Lester Bowie. Nel 1990 all”Apollo Theather” di New York viene definito dagli statunitensi “Brother in Soul”.

Il legame con Reggio Calabria e la musica oltre i confini

Le storie iniziano, hanno il loro svolgimento, luci ed ombre ed anche luoghi e narrazioni.

La bellezza della musica è quella di essere senza confini e di vivere anche in città lontane dai panorami culturali nazionali.Fine degli anni settanta, la città della Fata Morgana, Reggio Calabria nel riepilogo della memoria è piegata su se stessa, cerca di riprendersi dopo i Moti del 1970 ed esiste un fermento musicale sotterraneo, nascono le prime radio libere ed è facile incontrare sul corso Garibaldi James Senese, sposato con una donna reggina, passeggiare con l’amico impresario Maurizio Scuncia e con il suo manager Mario Mastronardi, per poi fermarsi al Bar Conti per ordinare la sua bevanda preferita, la gazzosa al caffè che soltanto a Reggio esisteva ed esiste nei bar.

Libero dai concerti ritorna a trovare la moglie in città, poi la loro unione finisce.

Il grande evento reggino e le contaminazioni sonore

Storie di un secolo trascorso e sembra strano immaginare oggi e rivivere quello che accadde allo stadio comunale per un grande evento, organizzato dallo stesso Maurizio Scuncia, inserito nelle Feste Patronali con un cast unico.Un mega concerto, costo del biglietto 2000 lire, con Napoli Centrale, Yuri Camisasca, Franco Battiato, Patty Pravo e la girl band danese delle Lady Bird. Sprazzi di storia reggina, con James Senese protagonista con il gruppo napoletano ed un esordiente Franco Battiato con il suo repertorio di musica sperimentale, che irrita il pubblico che scaglia contro di lui oggetti per fare concludere l’esibizione.
Sul palco anche Yuri Camisasca e star della serata Patty Pravo, la ragazza del Piper ed esibizione in topless delle Lady Bird danesi, censurata dal vescovo dell’epoca, con cambio di abiti di scena per lo show.

Le strade della musica sono piene di incroci, di set cinematografici nell’interpretare se stesso e il tempo scorre, con le canzoni, con il riassunto dell’incontro di corpi di diversa etnia, in una stanza di un vicolo di Napoli, con il sottofondo di una canzone di Sergio Bruni.

James Senese, l’anima tra Napoli e il mondo

Il bianco e il nero, la mescolanza di tutti i colori del mondo, oltre il politically correct, oltre la cultura woke, esiste un sassofono, una voce roca, uno slang afro napoletano, un volto sornione ed un cespuglio di capelli che definiscono un uomo.

Otto decenni bastano per vivere una vita e tante vite, per lasciare la scia di un suono che attraversa ostacoli e viaggia tra i vicoli, i suoi testi delle canzoni, la lingua napoletana, il groove Soul Rn’b fino ad arrivare all’Apollo Theather di New York.

E’ tutto quello che è stato, tutto quello che rimane di un vicolo buio alla fine della guerra in una notte d’amore. 
Di James, di Napoli, del mondo. 

“Prèg o’ signorè
Ch fermà chesta terra
Tèrr nostrà, terrà e’ Diò
Ch fa crescèr chesta vità
E a’ vità si ne va
Prèg a’ notta e pregò o’ juorno ca’ finìsc chesta guerra
Còm fai a capi’ ca’ a’ vità nun finìsc quà
E se ne va
Tèrr nostrà, terrà e’ Diò
Ch fa crescèr chesta vità
E a’ vità se ne va
Tèrr nostrà, terrà mià
Ch o’ sape sul Diò
Ch ce facimme ca’ “
“O’ Sanghe” James Senese

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