Kento e la sua voce ribelle alla libreria Ave
Il rapper e scrittore Francesco “Kento” Carlo ha presentato ieri a Reggio Calabria il suo nuovo libro “Il nonno, il rapper e altri ribelli”. Durante l’evento, il corteo pro Palestina si è fermato davanti alla libreria Ave per salutarlo - FOTO E VIDEO
12/10/2025Antonio CiroEventi, Prima0
Si è tenuta ieri pomeriggio, sabato 11 ottobre, alla libreria Ave Ubik di Reggio Calabria, la presentazione del nuovo libro di Francesco “Kento” Carlo, intitolato “Il nonno, il rapper e altri ribelli. Storie al confine tra giustizia e legalità” (edito da Piemme).
A dialogare con l’autore è stata Eva Nicolò, dirigente scolastica, in un incontro intenso e partecipato dedicato ai temi della giustizia, della legalità e della ribellione consapevole.
Kento, noto al grande pubblico come rapper e attivista sociale, ma anche come autore di talento, ha raggiunto con quest’ultima pubblicazione la sua quarta opera letteraria. Il libro è dedicato al nipote, ma si rivolge idealmente a tutti i ragazzi — in particolare a chi la società considera “ai margini” — per invitarli a riflettere, pensare con la propria testa e non arrendersi alle ingiustizie.
“Cosa fare quando una legge è ingiusta?”
Parlando al lettore come uno zio cantastorie, Kento intreccia esperienze personali, racconti veri e riflessioni sul confine fragile tra legalità e giustizia, obbedienza e libertà.
Con uno stile diretto e poetico, l’autore stimola la curiosità e pone la domanda chiave che attraversa tutto il libro: “Cosa dobbiamo fare quando una legge è ingiusta?”
Le storie raccolte nel volume sono pensate per i giovani, ma parlano a tutti: mostrano come anche i gesti quotidiani possano essere strumenti di cambiamento, e come ribellarsi, in certi casi, significhi semplicemente scegliere di restare umani.
L’impegno sociale tra musica, scrittura e carceri minorili
Da anni Kento porta la sua arte oltre i palchi, entrando nelle scuole e nelle carceri minorili di tutta Italia, dove usa il rap e la scrittura come strumenti di educazione e riscatto.
Il suo linguaggio, schietto ma pieno di poesia, restituisce voce a chi spesso non ne ha, trasformando la parola in un mezzo di libertà e consapevolezza.
Le sue opere si collocano nel punto d’incontro tra cultura urbana, impegno civile ed educazione, in un dialogo costante con le nuove generazioni.
Un momento inatteso: il saluto del corteo pro Palestina
Durante il firma-copie, la presentazione ha vissuto un momento di forte emozione.
Il corteo pro Palestina, che nel pomeriggio attraversava il corso Garibaldi, si è fermato davanti alla libreria Ave per salutare Kento, da sempre vicino alle cause sociali e ai diritti umani.
Ricordiamo che l’idea del corteo nasce all’indomani dell’attacco all’ospedale al-Shifa, una delle strutture mediche più importanti nella Striscia di Gaza, adesso in rovina, con reparti bruciati, costellato di fori di proiettili e crateri.
Visibilmente commosso, l’artista ha rivolto alcune parole ai manifestanti. Un gesto che ha dato ancora più forza al significato dell’incontro: la ribellione come atto d’amore e giustizia, anche — e soprattutto — quando passa dalla cultura e dalla parola.