La Giornata della Memoria per il Sudan e la Palestina

Martedì 27 gennaio alle ore 18:30 presso la Casa del Popolo Condò la giornata della Memoria sarà dedicata al genocidio in Sudan e Palestina

ANPI Condò - Locandina evento 2026-01-27
In occasione della Giornata della Memoria, martedì 27 gennaio alle ore 18:30 presso la Casa del Popolo Condò, si parlerà di ricorsi della storia: il genocidio in Sudan e Palestina.
“Come ANPI sezione Condò crediamo fortemente in una memoria attiva: la tragedia della Shoah, con l’annientamento industriale di vite umane, deve insegnarci a riconoscere i segnali dell’abisso nel presente e non ridursi a un vuoto esercizio commemorativo e retorico. È proprio la logica dell’annientamento su larga scala ciò che accomuna la brutalità della Germania nazista con quanto sta oggi avvenendo in Sudan e in Palestina, corredato da una retorica deumanizzante e da una complicità internazionale che è nostro dovere denunciare e contrastare” si legge nella nota ufficiale.
Secondo le Nazioni Unite, sono almeno 70.000 le vittime palestinesi da ottobre 2023 ad oggi, circa 180.000 secondo la rivista scientifica The Lancet che include le morti indirette; anche dopo i cosiddetti “accordi di pace”, almeno 150 bambini palestinesi sono stati uccisi sotto i bombardamenti di Israele e nelle incursioni armate dei coloni in Cisgiordania.
In Sudan, invece, si stimano circa 150.000 vittime da aprile 2023, il ricorso sistemico alla tortura e all’utilizzo della fame come arma di guerra, in un silenzio generale e della comunità internazionale ancora più assordante.
La testimonianza di due attivisti provenienti da entrambi i Paesi racconterà la situazione di quei territori, e un filo conduttore tra le responsabilità nel genocidio a Gaza e quelle sul sostegno alle RSF, le milizie paramilitari sudanesi che stanno seminando terrore e distruzione tra la popolazione civile.
“L’incontro sarà un momento di informazione e confronto pubblico, a cui raccomandiamo caldamente la partecipazione – conclude la nota, perchè – la memoria non è una ricorrenza da celebrare, ma una responsabilità da esercitare oggi più che mai nella Storia”.
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