La Graziella: storia e miracoli dell’antica chiesa di Sbarre
La storia della secentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta “La Graziella”, tra miracoli, abbandono e restauro nel cuore di Sbarre a Reggio Calabria
La chiesa di Santa Maria delle Grazie, comunemente denominata “La Graziella”, è fra i più antichi edifici sacri di Reggio Calabria. La chiesa sorge sulla via Sbarre Superiori ed è stata restaurata di recente, dopo un periodo di abbandono durato quasi tutto il Novecento, nel corso del quale ha subito numerose spoliazioni che la hanno privata degli arredi originali. Ci voleva la tenacia, oseremmo dire, la testardaggine di Monsignor Nicola Ferrante, all’epoca parroco di S. Maria di Loreto, per riportare la chiesa al suo antico e decoroso splendore, quasi che la Madonna delle Grazie volesse rientrare nell’ambito della parrocchia del Loreto.
Origini e denominazione della “Graziella”
La Graziella, appunto, ha una denominazione esatta di “Santa Maria delle Grazie”: la chiesa venne costruita nel ‘600. Tanto è tormentata la storia relativa a questa chiesetta, tanto è ricca di notizie la sua storia stessa.
Possiamo partire proprio dalla lapide apposta sulla facciata principale, sul lato sinistro dell’ingresso. La lettura del testo della lapide risulta abbastanza problematica, a motivo del suo cattivo stato di conservazione, soprattutto sul lato sinistro.
Ci fidiamo delle trascrizioni rese da Monsignor Ferrante:
PLACUIT D.O.M. ANNO 1641 MISERICORDIAR ABISSUM PER VIRGINEUM FONTEM ANTIQUE IMAGINIS B. MARIAE OMNIUM GRATIARUM IN CONTIGUI VIRIDARII ANGULO DEPICTAE SUPER HOS POPULOS INNUMERIS MIRACULIS DIFFUNDERE UNDE PIUS FIDELIUM COETUS TEMPLUM HOC AD TANTI THESAURI CUSTODIA CONSTRUERE STATUIT IN QUO DENIQ COMMUNIB SUFFRAGIJS ABSOLUTO SACRA IMAGI CUM MURI FRAGMENTO SOLEMNI TRANSLATIONE COLLOCAVIT
DIE 28 MARTII 1691
L’origine del culto alla Madonna delle Grazie
Dal testo di questa iscrizione si ricava, dunque, l’origine del culto alla Madonna delle Grazie a Sbarre. Esisteva, all’epoca, un’immagine dipinta della Madonna, posta in un’edicola su di un muro vicino. È scritto nell’epigrafe che nel 1641 si siano verificati numerosi miracoli attraverso quest’immagine, per cui i contadini di Sbarre abbiano provveduto alla costruzione di questo sacro tempio e vi abbiano collocato all’interno l’immagine insieme al frammento del muro, il 29 marzo del 1691, dopo una solenne processione.
E fino a questo punto, la storia della “Graziella” appare serena, gioiosa e priva di difficoltà.
Purtroppo, sul finire del ‘700, si innescano questioni di natura patrimoniale su alcuni giardini che erano stati donati alla chiesa per il proprio mantenimento; verso la fine dell’800 risulta riconosciuto un diritto di patronato sulla chiesa, alla famiglia Putortì, che manterrà la cappellania ancora fino alla prima metà del Novecento.
Più di recente, soprattutto nel periodo in cui è Arcivescovo della Diocesi di Reggio – Bova il caro Monsignor Giovanni Ferro, la “Graziella” appare in stato di completo abbandono, è un rudere ormai quasi completamente spogliato degli arredi sacri.
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Il recupero e il restauro della chiesa
La positiva azione di sensibilizzazione svolta da Monsignor Ferrante, ma vorremmo ricordare anche l’impegno di Guido Crucitti, porterà ad una positiva conclusione della vicenda: il 19 ottobre del 1989 viene stipulato l’atto di acquisto dello storico edificio sacro con cui il Comune di Reggio Calabria diventa, finalmente, proprietario della “Graziella”.
Comincia subito il restauro, con i fondi del “Decreto Reggio” (L. 5.7.1989, n. 246); la chiesa, meravigliosamente ripristinata, è affidata dall’Amministrazione Comunale alla Parrocchia di S. Maria del Loreto, e viene inaugurata il 30 aprile del 2000, alla presenza dell’Arcivescovo della Diocesi di Reggio – Bova, Monsignor Vittorio Mondello, e dell’indimenticato sindaco di Reggio Calabria, il caro professore Italo Falcomatà.
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La Graziella nella memoria poetica di Sbarre
Il poeta reggino Nicola Giunta, nel suo celebre componimento “Sir’a Sbarra”, ricorda, con struggente nostalgia, la gente di Sbarre che si reca alla Chiesa della Graziella, alla messa vespertina:
… Cchiù avanti di ‘na cresia,
d’aundi sbrendurìa
‘na luci supr’a via
di menza porta, ddhà. …
Nescinu i vecchiareddhi,
truppichiandu e, o scuru,
strisciunu muru muru
vannu a durmiri già …