La poesia incontra la memoria: il premio Pensabene al circolo Polimeni

Al Circolo Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria si è svolta oggi la XV edizione del Premio di poesia “Incontriamoci Sempre – Ettore Pensabene”: parole, musica e memoria per celebrare l’arte e il territorio

premio Pensabene 2026 I 6 vincitori delle sezioni italiano e dialetto

A volte la parola smette di essere soltanto suono e diventa casa. È quanto accaduto oggi, domenica 1 febbraio, nella Sala Benedetta del Circolo Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria, dove la poesia ha intrecciato memoria, musica e impegno civile nella XV edizione del Premio Internazionale di Poesia “Incontriamoci Sempre – Ettore Pensabene”. Un appuntamento ormai identitario per la città, capace di riunire poeti provenienti da tutta Italia, artisti, istituzioni e pubblico attento, nel segno di una figura che continua a illuminare il cammino culturale del territorio: Ettore Pensabene.

Un premio che nasce dall’incontro

A condurre la serata è stato Marco Mauro, che fin dalle prime battute ha restituito il senso profondo dell’evento, ricordando come nel corso degli anni siano giunti al premio circa settemila componimenti, segno di un bisogno diffuso di affidare alla poesia emozioni, pensieri e stati d’animo. Numeri importanti che raccontano una comunità viva e partecipe.

Mauro ha voluto subito ringraziare gli allievi del Centro Studi Musicale “Giuseppe Verdi”, diretti dal maestro Sergio Romeo, che hanno impreziosito l’evento con interventi musicali di alto livello, creando un dialogo continuo tra parola poetica e musica. Ringraziamenti anche a tutti gli artisti presenti, tra cui Mimmo Cavallaro e Aurelio Mandica, al maestro Vincenzo Ferraro, agli imprenditori Santo Forti e Franco Tramontana e alla presenza istituzionale del presidente del consiglio comunale Enzo Marra. 

La memoria di Ettore Pensabene nelle parole del figlio Luciano

A portare la testimonianza più intima è stato Luciano Pensabene, figlio di Ettore, che ha voluto ricordare con parole dirette e sentite il senso profondo di questo premio: «Ci ritroviamo qui ancora una volta, insieme all’associazione Incontriamoci Sempre, per ricordare la figura di mio padre Ettore Pensabene, un operatore culturale instancabile della nostra città, che si è speso tutta la vita per il teatro, la poesia, la pittura, per tutte quelle arti che praticava quotidianamente».

Luciano ha ringraziato il presidente Pino Strati e l’associazione «per la sensibilità dimostrata in tutti questi anni verso la figura di Ettore e verso la cultura in generale», sottolineando come la kermesse poetica rappresenti oggi un appuntamento di rilievo nazionale, con la partecipazione di poeti provenienti da tutta Italia.

Ripercorrendo il cammino umano e artistico del padre, lo ha ricordato come un “poeta marinaio”: «Ettore ha cominciato a dilettarsi di poesia sin da giovane, tanto da essere definito un poeta marinaio. Ha solcato i mari di mezzo mondo, e nel tempo libero si nutriva di letture dei grandi classici. È stata proprio la poesia a ispirare poi tutta la sua attività di drammaturgo e di autore teatrale».

Un percorso che ha trovato compimento in opere come La baia dei sogni e nella raccolta di scritti che attraversano quarant’anni di attività, tra spettacoli teatrali e liriche, dove la poesia è rimasta sempre «il faro guida», capace di attraversare miti greci, leggende dello Stretto di Messina e impegno civile.

Luciano Pensabene ha infine ricordato il ruolo centrale di Ettore nella storia culturale reggina, dal Teatro Calabria fino alla nascita di Poliscultura e Catona Teatro, sottolineando come figure di questo spessore meritino un riconoscimento più ampio, nella speranza che questo premio possa avere un’eco sempre maggiore, per arrivare alle orecchie di chi può intitolare qualcosa di importante a uno dei figli più celebri del nostro territorio.

Pino Strati e l’impegno di Incontriamoci Sempre

Il presidente di Incontriamoci Sempre, Pino Strati, ha ringraziato i poeti che hanno partecipato numerosi anche quest’anno – oltre trecento i componimenti – e la commissione che, con impegno e rigore, ha valutato i testi sin dalle settimane successive alle festività natalizie.

Strati ha espresso gratitudine al Circolo Tennis Rocco Polimeni per l’ospitalità costante e ha ricordato il valore storico del circolo, fondato nel 1929 e prossimo a celebrare i cento anni di attività. Ha poi citato gli ospiti e i sostenitori della serata, dagli artisti agli imprenditori, fino ai rappresentanti istituzionali, sottolineando come la manifestazione sia il frutto di una rete culturale ampia e generosa.

Particolarmente apprezzati i premi donati, che hanno unito arte, simbolo e territorio: dai preziosi realizzati da Michele Affidato, alle opere del maestro ceramista Vincenzo Ferraro, fino a un manufatto raffigurante una rotaia, simbolo della storia ferroviaria e dell’identità dell’associazione Incontriamoci Sempre. A questi si sono aggiunti i vini dell’azienda di Mariolina Baccellieri, con una bottiglia speciale dedicata a Beatrice Baccellieri, e i momenti conviviali finali con lo spritz al bergamotto curato dal bartender Carmelo Martino, coordinatore regionale ABI Calabria, accompagnato dai dolci dell’APAR, l’associazione dei pasticceri reggini.

Il saluto di Igino Postorino

Il presidente onorario del Circolo, Igino Postorino, ha portato il saluto del presidente Ezio Privitera e del Consiglio direttivo, ribadendo l’orgoglio del Circolo Polimeni nel collaborare con l’associazione Incontriamoci Sempre.

Ha elogiato la capacità di Pino Strati di coinvolgere cittadini, sponsor e artisti e ha sottolineato come la musica, insieme alla poesia, rappresenti un filo conduttore indispensabile per dare profondità e anima a manifestazioni di questo tipo.

La musica: giovani talenti e grandi autori

La serata è stata scandita dagli interventi musicali degli allievi della Scuola di Musica “Giuseppe Verdi”, magistralmente guidati dal maestro Sergio Romeo. Il pubblico ha potuto ascoltare pagine di Friedman, Chopin, Debussy, Schubert ed Ennio Morricone, eseguite da giovani interpreti che hanno dimostrato maturità e sensibilità artistica.

Tra i momenti più apprezzati, il Chiaro di luna di Debussy eseguito da Federica Caracciolo, il valzer in si minore di Schubert interpretato da Emma Facciolo, Giovanni Benedetto con Friedman, Chopin con Antonino Coppola e, in chiusura, le emozionanti note di Nuovo Cinema Paradiso di Morricone, affidate a Emanuele Edani.

Il direttore Sergio Romeo ha voluto ringraziare anche i docenti, il maestro Stefano Raffa, la maestra Manuela Romeo e tutto lo staff della scuola, sottolineando la qualità del percorso formativo.

I premi e i protagonisti della poesia

La premiazione ha attraversato le sezioni italiano e dialetto, restituendo un affresco corale di voci, temi e sensibilità. Accanto ai premi principali, sono state conferite numerose menzioni speciali, che hanno valorizzato componimenti di grande intensità:

  • Per la sezione italiano, il Premio Rossana Rossomando è stato assegnato ad Andrea Lo Bianco per la poesia Su strade di mandorla; il Premio Antonio Affidato a Renato Di Pane con Il rumore del silenzio; il Premio Francesco Inzitari a Valeria Polimeni per Attimi intorno; il Premio Beatrice Baccellieri a Maria Rosaria Saturnino con Una crepa nell’anima; il Premio Leonida Repaci a Carmelo Fiorino per Un angolo di paradiso; il Premio Tommaso Campanella a Silvio Di Fabio con Cenere di vita.
  • Per la sezione dialetto, il Premio Saverio Strati è andato a Giuseppe Ambrogio con Tu sì; il Premio Corrado Alvaro a Domenico Favasuli per U salutu; il Premio Giuseppe Morabito a Cetti Perrone con U tiempu chi passa; il Premio Otello Profazio a Lino Panetta per Mamma; il Premio Nicola Giunta a Paolo La Cava con A culla e a’ naca; il Premio Natale Cutrupi a Ferdinando Spanò per Nu’ mindicanti. Il premio speciale “Le nostre radici, la nostra storia – Incontriamoci Sempre” è stato conferito ad Angela Mauro per la poesia Mongolfiere.

I premi principali hanno visto, per la sezione dialetto, il primo posto di Paolo Landrelli con I tempi du vraseri, una poesia che affonda nella memoria contadina calabrese, seguito da Rocco Criseo con A rovina i ll’omu e Antonino Bonaccorso con E’ iddhu, intenso omaggio civile dedicato al magistrato Nicola Gratteri.

Per la sezione italiano, il gradino più alto del podio è stato occupato da Caterina Silipo con Greve sottrazione, componimento essenziale e profondo, seguito da Grazia Dottore con Lamenti oltre il mare e Angela Maria Diano con Come un filo di perle, dedicato alla Calabria, terra di contraddizioni e bellezza.

A leggere le motivazioni dei primi tre classificati per ogni categoria, la commissione che si è occupata della valutazione dei componimenti: Elena Presta, Elisa Comisso, Immacolata Cassalia e Francesco Miroddi. 

A chiudere la XV edizione del Premio Pensabene, un momento conviviale che, nella sala Benedetta del Circolo ha suggellato un patto tra la città e la poesia, con la consapevolezza che ogni verso quando incontra la memoria e il territorio, diventa gesto civile e resistenza gentile contro l’oblio. E finchè ci sarà qualcuno disposto ad “Incontrarsi sempre”, la poesia troverà sempre la propria casa. 

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