La Vedova Allegra ammalia il Cilea: un trionfo di eleganza, musica e leggerezza
Dopo la prima di ieri sera, l'operetta di Lehàr, uno degli appuntamenti più attesi della stagione invernale della Polis Cultura, torna oggi pomeriggio in replica alle 17:30 (Foto e video)
Ieri sera, il sipario del Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria si è alzato su uno degli appuntamenti più attesi della Stagione invernale della Polis Cultura, regalando al pubblico un autentico piacere teatrale. Terzo evento della rassegna “Le maschere e i volti 2026”, La Vedova Allegra di Franz Lehár ha confermato, ancora una volta, perché l’operetta continui a essere un genere amatissimo e capace di riempire le sale.
L’allestimento firmato dalla storica Compagnia Corrado Abbati, impreziosito dalla presenza del Balletto di Parma, ha restituito tutta la freschezza e l’eleganza di un capolavoro senza tempo. La platea, numerosa e partecipe, ha seguito con entusiasmo una narrazione che, pur muovendosi su un canovaccio noto, riesce sempre a sorprendere grazie alla forza della musica e alla vitalità della messinscena.
Le celebri melodie di Lehár – dalla travolgente marcia “Donne, donne, eterni dei…” ai valzer più lirici e sognanti – hanno scandito una vicenda che parla ancora al presente: potere e denaro, gelosie e strategie diplomatiche, ma soprattutto amore, quello autentico, scelto contro ogni convenienza. La figura della vedova miliardaria, spinta al matrimonio per ragion di Stato ma determinata a seguire il cuore, risuona oggi con una sorprendente modernità, quasi fosse uscita dalle cronache mondane contemporanee.
La regia di Corrado Abbati punta dichiaratamente sulla “leggerezza”, intesa nel senso calviniano di reazione al peso del vivere. Ed è proprio questa leggerezza, mai superficiale, a diventare la cifra dominante dello spettacolo: un sorriso che attraversa tutta la rappresentazione, sostenuto da una macchina teatrale precisa, elegante, capace di alternare momenti di raffinata ironia a esplosioni di gioiosa vitalità, tra valzer e irresistibili can-can.
Particolarmente riuscita la scelta di abbattere idealmente la quarta parete, creando un dialogo continuo tra palcoscenico e platea. Il pubblico non è semplice spettatore, ma parte di una festa collettiva, chiamato a condividere quell’“evasione gioiosa” che è l’anima più autentica dell’operetta. Applausi calorosi e convinti hanno salutato il finale, confermando il successo di una proposta che riesce a coniugare tradizione e freschezza.
In scena ieri sera e in replica oggi pomeriggio alle 17.30, La Vedova Allegra al Teatro Cilea si impone come uno degli appuntamenti più riusciti della stagione: uno spettacolo che non nasconde la propria vocazione all’allegria, anzi la rivendica con orgoglio, ricordandoci che, a volte, il teatro può e deve essere anche questo: una festa elegante, condivisa, capace di farci uscire dalla sala con il sorriso.
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