“La Vedova Allegra” incanta l’Arena dello Stretto

Grande successo ieri sera all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria per La Vedova Allegra di Lehár, nel 120° anniversario. Tra imprevisti tecnici, pubblico caloroso e un cast di eccellenze, l’operetta ha consacrato il Cilea Liric & Classic Music Festival - INTERVISTE, FOTO E VIDEO

La vedova allegra Arena

Reggio Calabria ha vissuto ieri una serata indimenticabile con la rappresentazione de La Vedova Allegra di Franz Lehár, andata in scena all’Arena dello Stretto nell’ambito della seconda edizione del Cilea Liric & Classic Music Festival. L’opera, che celebra i suoi 120 anni dalla prima rappresentazione, è stata proposta in forma integrale, con orchestra sinfonica, coro lirico e un cast di cantanti lirici di prestigio.

Il pubblico ha gremito l’arena, confermando l’affetto e la partecipazione verso un festival che, come ha sottolineato il direttore artistico Alessandro Tirotta, nasce per offrire alla città un panorama lirico e classico di respiro internazionale:
«La gente è il più grande spettacolo del mondo e non si paga il biglietto. Siamo qui per voi, ospiti in questa magnifica cornice. Abbiamo voluto accogliere tutti, anche con qualche sacrificio tecnico, per condividere insieme la regina delle operette».

Il progetto Cilea Opera Festival: un futuro per la lirica a Reggio

Durante la serata, Tirotta ha annunciato un progetto ambizioso: il Cilea Opera Festival, che debutterà a ottobre a Reggio Calabria come festival ministeriale dedicato al compositore Francesco Cilea.
«Partiamo con poche risorse ma con la prospettiva di crescere fino a diventare un riferimento stabile come i festival più blasonati d’Italia dedicati a Rossini, Puccini e Verdi» – ha spiegato Tirotta – «Vogliamo che Reggio non sia solo città del teatro, ma anche città della lirica».

L’obiettivo è quello di collocare Reggio Calabria nel circuito dei grandi festival lirici italiani. A margine, lo stesso Tirotta ha dichiarato ai microfoni di CULT: «La risposta del pubblico è sempre più calorosa, anno dopo anno. È la conferma che stiamo lavorando bene e che Reggio vuole la normalità di una città grande, con produzioni liriche di livello anche tutti i mesi».

L’interpretazione scenica: l’atemporalità di Zamfir

La regia è stata affidata al noto regista rumeno Antoniu Zamfir, al suo debutto con La Vedova Allegra che ha voluto rendere la messinscena “atemporale”, fondendo elementi ottocenteschi e moderni, tra cui il balletto, i costumi, anche per adattarsi alla particolare cornice dell’Arena dello Stretto. «Ho scelto un allestimento atemporale – ha affermato infatti – adattandomi a una location suggestiva ma complessa. Non è stato semplice, perché l’operetta richiede agli artisti di recitare e cantare allo stesso tempo. Ma la grande risposta del pubblico mi ha emozionato profondamente».

Zamfir ha poi aggiunto parole di stima per Gigi Miseferi: «Lavorare con lui è stato un privilegio, un vero gioco di squadra che ha reso questa produzione unica». Parole di apprezzamento anche per Reggio Calabria, dove il regista è già stato qualche anno fa. «E – ha ammesso – me ne sono proprio innamorato».

La direzione musicale di Claudio Cohen

Il maestro Claudio Cohen, direttore dell’Orchestra del Teatro Nazionale di Brasilia, ha diretto l’Orchestra del Teatro Cilea con intensità: «È stato emozionante dirigere questa musica viva, fatta di valzer, marce e melodie allegre che toccano l’anima delle persone».

«La mia prima volta a Reggio Calabria – ha aggiunto il maestro – mi ha sorpreso per la qualità della musica e della città. Resterà indimenticabile».

Gigi Miseferi, mattatore della serata

Al suo debutto nell’operetta, Gigi Miseferi ha conquistato il pubblico con la sua ironia e con un’interpretazione capace di fondere comicità e raffinatezza. Durante il blackout che ha interrotto lo spettacolo, ha improvvisato battute che hanno strappato risate: «Volevo cambiare il titolo da Vedova Allegra a Vedova Accesa».

Miseferi ha poi definito ai microfoni di CULT il suo personaggio Njegus «interpretato peraltro in passato da attori brillantissimi quali Elio Pandolfi e Lando Buzzanca una macchia geniale di Lehár, un cartone animato che diventa il metronomo della vicenda, un ruolo che considero una pietra miliare del mio mestiere» auspicando future repliche.

«È stata un’operazione fighissima e ringrazio tutta la squadra per questa splendida avventura. Questo mestiere è fatto di energia che si scambia, in un do ut des e ci siamo tutti ritrovati sulla stessa frequenza d’onda. La mia gente poi – ha concluso Miseferi ringraziando il pubblico per l’ovazione tributata – è sempre fantastica, affettuosa, straordinaria e risponde alla grande».

Un cast di eccellenze

La produzione ha visto la presenza di artisti di livello internazionale e di numerosi talenti calabresi, a testimonianza di un festival che unisce radici locali e respiro globale.

Strepitosa Marily Santoro nei panni della vedova Hanna Glawari ed Eleonora Pisano nei panni di Valencienne.

Ad arricchire il cast anche il tenore Raffaele Facciolà che ha interpretato il conte Danilo Danilovich, insieme a Davide Benigno – Camille de Rossillon. E ancora, oltre al nostro Gigi Miseferi, nelle vesti di Njegus: Enzo Crucitti, Angelo Mazza, Domenico Paviglianiti, Daniele Muscolino, Maria Antonietta Corradino, Giuseppe Taverriti, Delia Mazzamati, Demetrio Marino, Milena Calarco, Federika Gallo, Gabriella Grassi, Caterina Fassari, Maria Grazia Costantino, Anna Maria Casile, Angela Marciano.

Ad aggiungere eleganza e freschezza ad una rappresentazione briosa e frizzante il corpo di ballo con la prima ballerina e coreografa Samuela Piccolo e le ballerine Sofia Faucitano e Francesca Assumma.

I costumi, curati da Renee Bruzzese e realizzati dalla sartoria “Stile d’epoca”, hanno contribuito a dare un tocco raffinato alla produzione.

Un successo che guarda avanti

La serata ha confermato l’importanza di una Reggio Calabria sempre più protagonista nel panorama lirico nazionale. Il pubblico ha applaudito con calore ogni scena, trasformando anche gli imprevisti in momenti di condivisione con applausi a scena aperta anche durante il blackout. Il successo de La Vedova Allegra nella sua veste originale, con orchestra sinfonica completa e interpreti lirici di primo livello, conferma che la città vuole essere non solo spettatrice, ma anche culla e palcoscenico della grande musica. Una città della lirica, capace di dialogare con i grandi festival italiani e internazionali.

   

 

 

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