L’Abbentu dei Mattanza emoziona piazza Duomo

Ieri sera il concerto dei Mattanza a Reggio Calabria in occasione delle celebrazioni dell’accensione dell’albero di Natale in Piazza Duomo (servizio di Antonio Ciro)

Mattanza duomo


Una Natività raccontata, cantata e interpretata dai Mattanza in un’atmosfera fiabesca illuminata dal grande albero appena acceso ha aperto ieri, 5 dicembre, ufficialmente le festività natalizie reggine. Piazza Duomo si è trasformata in un luogo sospeso tra musica, tradizione e magia, grazie all’accensione del grande albero, cuore pulsante dell’avvio degli eventi di “Reggio Città Natale” che ha richiamato famiglie, bambini e cittadini di ogni età, radunati attorno all’imponente abete che ha acceso l’entusiasmo di tutti in un abbraccio collettivo.

Reggio Città Natale

Una celebrazione iniziata sin dal pomeriggio, con mascotte, elfi, artisti di strada, performance musicali e la Calastreet Band che hanno scandito l’attesa, fino al momento culminante dell’illuminazione, seguito da un trionfo di bolle di sapone e neve artificiale. Il saluto del sindaco Giuseppe Falcomatà, circondato da giunta e consiglieri, alla “grande famiglia reggina” ha dato il via ufficialmente al Natale reggino.

Ma a rendere più intensa la magia della serata è arrivata la musica: quella dei Mattanza, la storica formazione calabrese che dagli anni ’70 porta avanti un percorso unico di ricerca e valorizzazione della cultura mediterranea.

Abbentu: la Natività secondo i Mattanza

      Il gruppo è salito sul palco con “Abbentu”, uno spettacolo dedicato al racconto della Natività secondo la sensibilità artistica e musicale dei Mattanza, alternando canti, testi popolari e brani inediti tratti dal loro archivio storico.

Mario Lo Cascio, chitarra, lira calabrese e voce, ha spiegato lo spirito della scelta artistica: «Per noi è un ritorno, siamo già stati qua tre anni fa mi pare, con uno spettacolo diverso. Stasera proponiamo Abbentu, che è il nostro spettacolo natalizio che racconta appunto la natività in base ai testi tradizionali, anche se questo è un testo scritto di recente dal nostro drammaturgo Lorenzo Praticò che stasera non è con noi; lo sostituisce Gabriele Profazio, alla voce recitante.
E quindi attraverso il racconto appunto recitato e le canzoni, le nostre canzoni, alcune scritte appositamente per questo spettacolo, altre prese dall’archivio Mattanza, tra cui alcuni inediti di Mimmo Martino, raccontiamo la Natività a modo nostro, puntando il fuoco sull’umanità dei personaggi, anche di quell’evento storico. E facciamo raccontare la storia a Gabriele, all’Arcangelo Gabriele».

Sullo sfondo, la voce limpida e intensa di Rosamaria Scopelliti ha vestito la piazza di un’atmosfera incantata, amplificata dalla delicatezza delle armonie del gruppo e dalla profondità della voce narrante.

Il ricordo di Mimmo Martino e i progetti futuri

Non è mancato il ricordo di Mimmo Martino, fondatore del gruppo e figura centrale della loro storia artistica. Rosamaria Scopelliti ha condiviso ai microfoni di Cult il peso e la forza di questa eredità in un momento storico come questo e in un anno colmo di stravolgimenti: «Mimmo avrebbe reagito come stiamo cercando umilmente di fare noi, raccogliendo la sua eredità, quindi con la rabbia che lo contraddistingueva, con il modello alternativo alla violenza strutturale che lui amava proporre, con il nostro veicolo privilegiato che è la musica, con la lotta alle sopraffazioni, alle mattanze di tutti i tipi e chiaramente con il suo spirito e la poesia che devo dire continuano a muovere le nostre scelte, le nostre rotte in ogni tempo».

Un calendario natalizio in cammino

Il percorso dei Mattanza continua oltre il palco di Piazza Duomo: «Abbiamo inaugurato Abbentu un paio di giorni fa con la prima che è stata realizzata a Varapodio. Abbiamo adesso un bel calendario che provvederemo a pubblicare su tutte le nostre piattaforme e che prevede la realizzazione in chiese e teatri di questo nostro avvento, l’avvento secondo Mattanza nell’ottica della tradizione folclorica. Poi abbiamo in cantiere una serie di progetti che riguardano principalmente la composizione di alcuni inediti o l’arrangiamento di alcuni brani che già sono stati scritti e il riarrangiamento di brani storici nell’ottica di un nuovo prodotto discografico» conferma la Scopelliti.

E sul futuro dei loro tour: «Sicuramente in Calabria per quello che attiene ad Abbentu e poi in programma sicuramente quello di spostarci, come sempre è il nostro costume fare».

Una piazza che diventa racconto

In una piazza Duomo vestita di suoni, luci e risate dei bambini, i Mattanza con le loro radici profonde calabresi e mediterranee hanno regalato un momento di condivisione, un rito collettivo che ha inaugurato il Natale con autenticità e sentimento. Una musica che ha lasciato l’eco dolce di una promessa e di una speranza, quella di un nuovo Avvento. 

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