Il Lago dei Cigni conquista il teatro Cilea
Sold-out al Teatro Cilea ieri sera per “Il Lago dei Cigni”, secondo appuntamento di Le maschere e i volti 2026: grande balletto classico, pubblico partecipe e dialogo tra scena e formazione
Un teatro “Francesco Cilea” gremito in ogni ordine di posti, fino al loggione, ha accolto ieri sera “Il Lago dei Cigni”, secondo appuntamento della kermesse “Le maschere e i volti 2026“, promossa dalla Polis Cultura guidata da Lillo Chilà, che porta a casa un altro meritato sold out, confermandosi realtà culturale solida e capace di attrarre pubblico di ogni età.
Lo spettacolo, uno dei capolavori assoluti del repertorio classico, ha restituito tutta la magia senza tempo del balletto di Čajkovskij, tra romanticismo, dramma e poesia del movimento. Un evento che ha trasformato la massima culla dell’arte reggina in un luogo di pura suggestione, dove l’eleganza della danza si è fusa con la forza evocativa della musica e la bellezza scenica di un teatro vivo, partecipe, visibilmente emozionato.
A rendere ancora più significativa la serata, la presenza di una delegazione del Liceo Coreutico “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, che ha occupato il loggione, portando entusiasmo e attenzione consapevole. Gli studenti hanno incontrato i protagonisti dello spettacolo prima della messa in scena, dando vita a un momento di confronto autentico e stimolante: domande, curiosità e riflessioni sul lavoro del danzatore, sulla preparazione tecnica e sull’interpretazione artistica si sono alternate grazie al coordinamento attento della docente Gabriella Cutrupi, in un dialogo prezioso tra palcoscenico e formazione.
Sul piano artistico, “Il Lago dei Cigni” ha convinto per rigore stilistico e intensità interpretativa. Il corpo di ballo ha mostrato compattezza e precisione, soprattutto nelle celebri scene corali del secondo atto, dove l’unisono dei cigni ha creato un effetto visivo di grande impatto, sospeso tra grazia e malinconia. Le linee pulite, la cura delle dinamiche e l’equilibrio delle geometrie sceniche hanno restituito tutta la delicatezza e la tragicità dell’opera.
I protagonisti hanno saputo dare spessore emotivo ai personaggi, rendendo credibile il contrasto tra purezza e inganno, luce e oscurità. Odette e Odile sono apparse ben distinte non solo sul piano tecnico, ma soprattutto interpretativo: fragile e lirica la prima, seducente e tagliente la seconda. Il principe, dal canto suo, ha sostenuto con eleganza il racconto coreografico, mantenendo una presenza scenica solida e coerente.
Applausi convinti e prolungati hanno suggellato una serata di grande danza, confermando come il balletto classico, quando proposto con qualità e visione, continui a parlare al pubblico contemporaneo. Le maschere e i volti 2026 prosegue così nel segno dell’eccellenza, con una programmazione capace di coniugare spettacolo, formazione e partecipazione culturale.
Reggio Calabria risponde, il teatro è pieno, e la danza, ancora una volta, si conferma linguaggio universale capace di unire generazioni e sensibilità diverse.