Il Lago dei Cigni conquista il teatro Cilea

Sold-out al Teatro Cilea ieri sera per “Il Lago dei Cigni”, secondo appuntamento di Le maschere e i volti 2026: grande balletto classico, pubblico partecipe e dialogo tra scena e formazione

Lago dei Cigni Foto di Antonio Sollazzo

Un teatro “Francesco Cilea” gremito in ogni ordine di posti, fino al loggione, ha accolto ieri sera “Il Lago dei Cigni”, secondo appuntamento della kermesse “Le maschere e i volti 2026“, promossa dalla Polis Cultura guidata da Lillo Chilà, che porta a casa un altro meritato sold out, confermandosi realtà culturale solida e capace di attrarre pubblico di ogni età.

Lo spettacolo, uno dei capolavori assoluti del repertorio classico, ha restituito tutta la magia senza tempo del balletto di Čajkovskij, tra romanticismo, dramma e poesia del movimento. Un evento che ha trasformato la massima culla dell’arte reggina in un luogo di pura suggestione, dove l’eleganza della danza si è fusa con la forza evocativa della musica e la bellezza scenica di un teatro vivo, partecipe, visibilmente emozionato.

A rendere ancora più significativa la serata, la presenza di una delegazione del Liceo Coreutico “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, che ha occupato il loggione, portando entusiasmo e attenzione consapevole. Gli studenti hanno incontrato i protagonisti dello spettacolo prima della messa in scena, dando vita a un momento di confronto autentico e stimolante: domande, curiosità e riflessioni sul lavoro del danzatore, sulla preparazione tecnica e sull’interpretazione artistica si sono alternate grazie al coordinamento attento della docente Gabriella Cutrupi, in un dialogo prezioso tra palcoscenico e formazione.

Sul piano artistico, “Il Lago dei Cigni” ha convinto per rigore stilistico e intensità interpretativa. Il corpo di ballo ha mostrato compattezza e precisione, soprattutto nelle celebri scene corali del secondo atto, dove l’unisono dei cigni ha creato un effetto visivo di grande impatto, sospeso tra grazia e malinconia. Le linee pulite, la cura delle dinamiche e l’equilibrio delle geometrie sceniche hanno restituito tutta la delicatezza e la tragicità dell’opera.

I protagonisti hanno saputo dare spessore emotivo ai personaggi, rendendo credibile il contrasto tra purezza e inganno, luce e oscurità. Odette e Odile sono apparse ben distinte non solo sul piano tecnico, ma soprattutto interpretativo: fragile e lirica la prima, seducente e tagliente la seconda. Il principe, dal canto suo, ha sostenuto con eleganza il racconto coreografico, mantenendo una presenza scenica solida e coerente.

Applausi convinti e prolungati hanno suggellato una serata di grande danza, confermando come il balletto classico, quando proposto con qualità e visione, continui a parlare al pubblico contemporaneo. Le maschere e i volti 2026 prosegue così nel segno dell’eccellenza, con una programmazione capace di coniugare spettacolo, formazione e partecipazione culturale.

Reggio Calabria risponde, il teatro è pieno, e la danza, ancora una volta, si conferma linguaggio universale capace di unire generazioni e sensibilità diverse.

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