L’angolo dell’illustratrice: “Non sono più solo”

Con l’illustrazione “Non sono più solo”, la rubrica di Cult celebra la Giornata Internazionale della Luce con una favola che illumina il cuore, tra poesia, scienza e speranza.

In occasione della Giornata Internazionale della Luce, celebrata ogni anno il 16 maggio su iniziativa dell’UNESCO, CULT dedica l’illustrazione di oggi a un tema universale e profondamente umano: la luce come presenza, conforto e speranza.

L’opera, dal titolo “Non sono più solo”, racconta una delicata favola capace di parlare tanto ai bambini quanto agli adulti, trasformando il linguaggio dell’illustrazione in un messaggio di fiducia contro le paure e le ombre della solitudine.

“C’era una volta un piccolo passerotto di nome Tic. Aveva piume soffici e leggere, ma un cuore un po’ timoroso. Per lui il momento più difficile della giornata era il tramonto: quando il sole scivolava dietro le montagne, la paura del buio e della solitudine cominciava lentamente a farsi sentire.

Una notte di novilunio la foresta diventò una distesa di ombre silenziose. Il piccolo Tic, seduto sopra un fungo, tremava pensando di essere l’unico essere sveglio in un mondo troppo grande e troppo scuro.

All’improvviso, però, un minuscolo punto dorato danzò davanti al suo becco. Poi ne arrivò un altro, e un altro ancora. Erano le lucciole, che con le loro piccole lanterne naturali stavano illuminando la foresta come un cielo pieno di stelle cadute sulla terra.

Tic smise di tremare. Seguendo quei bagliori gentili e amici, comprese che anche nel buio più profondo non si è mai davvero soli. Avvolto da quella luce magica e dalla compagnia delle lucciole, il piccolo passerotto chiuse gli occhi e, per la prima volta, si addormentò felice nel cuore della notte.”

Una favola semplice solo in apparenza, che si intreccia perfettamente con il significato della Giornata Internazionale della Luce, istituita ufficialmente dall’UNESCO nel 2018 per promuovere il valore della luce nella vita dell’uomo, nella scienza, nella cultura e nello sviluppo sostenibile.

La data del 16 maggio non è casuale: ricorda infatti il giorno del 1960 in cui il fisico e ingegnere Theodore Maiman realizzò con successo il primo laser, una scoperta destinata a cambiare profondamente il mondo moderno.

Lo studio della luce e delle tecnologie ad essa collegate ha infatti rivoluzionato la vita quotidiana e la ricerca scientifica: dai microscopi ai telescopi, dalle radiografie alle fibre ottiche, fino alle macchine fotografiche, agli schermi e alle moderne tecnologie mediche.

Secondo l’UNESCO, la Giornata Internazionale della Luce nasce con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione scientifica internazionale e valorizzare il potenziale della luce come strumento di pace, conoscenza e progresso.

Ma la luce non è soltanto tecnologia. È anche simbolo universale di incontro, speranza e vicinanza umana. Ed è proprio questo il messaggio custodito nell’illustrazione di Cult: anche nei momenti più bui può sempre apparire una piccola scintilla capace di guidare il cammino.

Come accade al piccolo Tic, basta talvolta una luce gentile per ricordarci che non siamo soli. 

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