Lazzaro: Cicerone e la gallina d’oro
Lazzaro, l’antica Leucopetra, tra storici, leggende di galline d'oro nascoste e resti di gloriose dimore romane dove soggiornò nientemeno che Cicerone
L’odierna Lazzaro, anticamente nota come Leucopetra, “dal bianco colore, a 50 stadi, da Reghion verso Levante, lì dove finiscono gli Appennini”, come scriveva il greco Strabone, profumata di gelsomino e bergamotto, si erge sulle limpide acque dello Ionio reggino, col promontorio roccioso di Capo d’Armi, il faro e le cave della ‘pietra reggina’, raccontando diverse leggende legate, soprattutto, alla gloriosa epoca romana.
Si dice, infatti, che un tempo, mentre i greci sulla cima della bianca scogliera di Leucopetra innalzavano templi agli dei, i romani, considerando il luogo ideale, data la dolcezza del clima, costruirono delle bellissime ville dove passare la bella stagione godendo del riposo sulle rive dello Ionio.
La più sontuosa, racconta la tradizione, era la villa del patrizio Publio Valerio, ricca di mosaici, fontane monumentali e statue, in mezzo alle quali, secondo la leggenda, ve n’era una, poggiata su un pregiato tavolo di legno intagliato, raffigurante una chioccia interamente d’oro massiccio, con intorno ventuno uova anch’esse tutte d’oro.
La statua era scolpita così bene che la chioccia sembrava quasi prendere vita ed era talmente preziosa che tutti, nel circondario e, persino, a Reggio, sapevano della sua esistenza.
Ma la villa di Publio Valerio è nota anche per aver avuto tra i propri ospiti il più grande oratore di tutti i tempi: Marco Tullio Cicerone.
La storia afferma che il filosofo fu ospite della villa mentre cercava di raggiungere la Grecia, dopo la morte di Cesare, in quanto temeva per la propria vita. Trasportato dai venti dalla Sicilia fino a Leucopetra, tentò di riprendere il viaggio via mare ma fu costretto dalle intemperie a tornare indietro, per cui Publio Valerio lo ospitò nella propria villa offrendogli un rifugio sicuro.
A ricordare l’episodio è lo stesso Cicerone nella Prima Filippica esaltando l’accoglienza ricevuta e definendo Publio Valerio compagno e amico.
La permanenza a Leucopetra appartiene agli ultimi suoi mesi di vita, perchè il 7 dicembre del 43 a.C. il grande oratore fu raggiunto a Formia dai sicari di Marco Antonio e assassinato.
Oggi, a testimonianza della gloria passata, Lazzaro ha intitolato il lungomare proprio a Cicerone e restituisce fiera i resti di una villa romana di età imperiale che potrebbe essere proprio quella appartenuta a Publio Valerio.
Quanto alla gallina, invece, dopo la caduta dell’impero e l’abbandono della villa, se ne persero le tracce.
Ma, tuttora, c’è chi giura che sia nascosta da qualche parte e spera di ritrovarla.