Liberi di Scegliere: dalla Calabria ora è legge anche in Sicilia

Il progetto che mira a diffondere la cultura della legalità promosso dall’associazione Biesse e dal giudice Roberto Di Bella assurge a legge anche nell’isola. Ora si attende la legge nazionale

Siviglia e Di Bella Bruna Siviglia e il giudice Di Bella

Non ci sono vite segnate per sempre. C’è sempre la possibilità di prendere in mano la propria esistenza e di svincolarsi dai contesti malavitosi, anche se sono rappresentati dalla famiglia all’interno della quale si cresce. In queste parole, del giudice Roberto di Bella, si condensa tutto il messaggio di “Liberi di Scegliere”, il progetto che mira a diffondere la cultura della legalità tra i giovani, coinvolgendoli in un percorso educativo basato sul contrasto alla criminalità, nato dalla collaborazione tra il magistrato e l’associazione Biesse capitanata da Bruna Siviglia. 

Il “metodo Di Bella”

Un progetto che in Calabria è già legge regionale dal 2023 e che adesso è assurto a legge anche in Sicilia.

Ieri infatti l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ha approvato il ddl che recepisce normativamente il percorso ideato in Calabria dallo stesso Di Bella, allora presidente del tribunale dei minori di Reggio Calabria, che ha supportato:

  • dal punto di vista giudiziario, oltre 200 minori e più di 40 mamme, che hanno intrapreso la strada della collaborazione dopo l’intervento sui loro figli;
  • dal punto di vista “educativo”, il coinvolgimento di decine di migliaia di studenti e scuole in un grande lavoro di prevenzione ed educazione ai valori della scelta e della libertà.

Un traguardo importante che parte da Reggio Calabria

Grande la gioia della presidente Biesse, Bruna Siviglia, soddisfatta “dell’immenso lavoro svolto che oggi produce i suoi frutti”. Si tratta di “un traguardo importante che parte da Reggio Calabria e che adesso è diventato normativa in ben due regioni. Una forma di riscatto per la nostra terra e un plauso alle istituzioni calabresi e siciliane che hanno fatto delle scelte rilevanti” ha aggiunto la Siviglia.

“Adesso, come dice il presidente Di Bella – ha concluso – auspichiamo che si pervenga ad una legge nazionale, sulla quale sta già lavorando la Commissione parlamentare antimafia”.

Share via