Luca Lombardo con Poubelle strega il pubblico del Cilea

Ieri sera lo spettacolo del trasformista di fama internazionale nell'ambito della kermesse dell'Officina dell'Arte è stato protagonista di una serata memorabile al teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria

Luca Lombardo

Una platea rapita, silenziosa e poi esplosiva negli applausi ha accolto ieri sera al Teatro “Francesco Cilea” lo spettacolo Poubelle di Luca Lombardo, trasformista di fama internazionale, protagonista di una serata memorabile inserita nella prestigiosa kermesse dell’Officina dell’Arte diretta da Peppe Piromalli. Un evento che ha confermato ancora una volta come Reggio Calabria sappia riconoscere e accogliere l’arte autentica, quella capace di emozionare, sorprendere e far riflettere.

“Poubelle”, spettacolo che ha già girato 15 nazioni, si presenta come un viaggio teatrale fuori dagli schemi. La prima parte, di circa 30-40 minuti, spiazza volutamente il pubblico: Lombardo entra in scena in totale silenzio, affidandosi esclusivamente alla mimica. Un linguaggio universale, eredità dei grandi palcoscenici internazionali, che cattura lo spettatore e lo conduce in una dimensione sospesa, poetica, quasi onirica. Solo successivamente l’artista rompe il silenzio e apre uno spazio più intimo, raccontando frammenti della propria vita, delle proprie scelte, delle proprie cadute e rinascite.

Proprio a Reggio Calabria, e in esclusiva per il Teatro Cilea, Lombardo ha inserito una parte inedita del nuovo spettacolo che debutterà il prossimo anno. Una sezione completamente rinnovata, dove “tutto cambia” e dove è prevista anche una sorpresa per una persona del pubblico. Il filo conduttore resta però profondamente umano: far incontrare il fanciullo che vive in ognuno di noi con l’adulto nevrotico che siamo diventati. Non uno scontro, ma una convivenza possibile, mano nella mano, senza attacchi, senza rifiuti.

Nel racconto emerge anche una scelta di vita forte e coraggiosa: dodici anni fa Luca Lombardo ha lasciato il “posto fisso”. Era militare, aveva partecipato a missioni all’estero. Poi la decisione di seguire una chiamata più profonda: partire per lavorare in un circo in Francia. Al ritorno, mentre stava per rientrare in servizio, arrivò un’altra chiamata, questa volta da Dubai. Un segnale chiaro, definitivo. Da lì Cina, Qatar e numerosi altri Paesi.

“Questo mestiere è una vocazione – racconta prima di salire sul palco – e penso che a un certo punto arrivi una chiamata che non puoi ignorare”.

Tra i tanti personaggi e abiti che indossa in scena, quello in cui Lombardo si riconosce di più è proprio Poubelle, il clochard-bambino: un personaggio poetico e struggente, che conserva il desiderio di giocare ma è perfettamente consapevole delle angosce dell’età adulta. Un’anima che usa magia e fantasia come strumenti di speranza, per resistere e continuare a sognare.

Il ritorno a Reggio Calabria segna anche il consolidarsi del rapporto con l’Officina dell’Arte. Dopo la partecipazione al premio “Guerrieri” promosso dall’ODA, la fiducia rinnovata dal direttore artistico Peppe Piromalli con lo spettacolo completo rappresenta per Lombardo un motivo di grande orgoglio.

“Essere qui, in un teatro storico come il Cilea, è una grande emozione e un privilegio enorme. Spero che il pubblico vada via felice e sognante” – confessa.

E ai giovani che vorrebbero intraprendere lo stesso percorso, il messaggio è chiaro e potente: “seguire ciò che si ama. Coltivare e difendere le passioni, in un’epoca in cui l’entusiasmo rischia di essere soffocato dalla tecnologia e persino dall’intelligenza artificiale” – aggiunge ancora il noto trasformista.

“Poubelle” non è solo uno spettacolo, ma un manifesto poetico che invita a riscoprire l’essenza dell’essere umano, il valore dei sogni e il coraggio delle scelte.

Una serata che resterà impressa nella memoria del pubblico reggino e che conferma Luca Lombardo come uno degli artisti più intensi e autentici del panorama teatrale contemporaneo.

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