Mandolino e memoria: emozioni alla Chiesa degli Artisti
Ieri il concerto della Filarmonica Metropolitana Reggina alla Chiesa degli artisti di Reggio Calabria: il maestro Mauro Squillante protagonista tra tradizione e ricerca sul mandolino - FOTOGALLERY
Una serata intensa, densa di memoria e visione, quella di ieri, domenica 26 aprile 2026 alla Chiesa di S. Giorgio al Corso – Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria, dove la Filarmonica Metropolitana Reggina ha dato vita a un concerto capace di coniugare ricerca e passione.
Protagonista dell’incontro è stato il maestro Mauro Squillante, tra i più autorevoli specialisti degli strumenti antichi a plettro, che ha dialogato musicalmente con il maestro Alessandro Calcaramo, direttore artistico, prima di lasciare spazio all’Orchestra a plettro “Città di Reggio Calabria” diretta dal maestro Giuseppe Maira.
Un programma articolato in due parti che ha offerto al pubblico un percorso attraverso i secoli, dal Settecento ai primi del Novecento, restituendo la complessità e la ricchezza di uno strumento trascurato dalla modernità: il mandolino.
Il mandolino tra ricerca e riscoperta
Il maestro Mauro Squillante ha sottolineato il valore della ricerca storica legata allo strumento, su cui “c’è tanto da scoprire, sia per quanto riguarda le fonti, sia per la ricostruzione della vita che si svolgeva attorno allo stesso”.
Un lavoro che non riguarda solo la musica ma “anche lo strumento, nelle sue varie fasi di evoluzione” e che vede il maestro napoletano impegnato “in un progetto dell’Università di Bologna e dell’Università di Uppsala in Svezia: è un lavoro di squadra”.
Il concerto ha rappresentato proprio questo: “un piccolo esempio del mandolino nelle sue fasi principali”, tra Settecento, Ottocento e primo Novecento, “giusto un assaggio” di un repertorio molto più vasto.
Un linguaggio universale
Nel dialogo con il pubblico, Squillante ha evidenziato la dimensione globale del mandolino: “È vero che si tratta di uno strumento napoletano, ma si è fermato in ogni parte del mondo e ogni cultura lo ha assimilato, facendolo proprio. Esiste un mandolino napoletano, ma anche un mandolino calabrese, pugliese, americano”.
Da qui l’invito a una riscoperta locale: “Ci piacerebbe che anche qui a Reggio Calabria iniziasse un movimento più consapevole, recuperando la storia del posto. Molti, soprattutto i più anziani, hanno memoria dello strumento”.
Quanto alla versatilità, con il mandolino “si può suonare musica di tutti i generi” ha sottolineato Squillante “anche repertori moderni”.
L’incontro con Alessandro Calcaramo e il progetto territoriale
Fondamentale il ruolo del maestro Alessandro Calcaramo, promotore dell’iniziativa e direttore artistico: “Ho avuto il piacere di conoscere il maestro Squillante qualche anno fa durante un concerto a Palmi. Da lì ho approfondito lo studio del mandolino anche grazie a lui”.
Calcaramo ha spiegato la composizione dell’ensemble: “L’orchestra a plettro è formata da mandolini, mandole, mandoloncelli, chitarre e contrabbasso”. E ha chiarito l’obiettivo culturale: “Il mio compito è diffondere questo strumento sul territorio. Questa occasione è stata importante per portare a Reggio una figura di livello internazionale e rafforzare questo percorso”.
Ha inoltre ricordato il profilo artistico di Squillante: “Ha collaborato con artisti di grande fama, come la Nuova Compagnia di Canto Popolare e Sergio Bruni, e oggi sperimenta anche nuovi linguaggi, con arrangiamenti che spaziano fino ai Pink Floyd e ai Genesis. Quindi noi come Filarmonica Metropolitana Reggina insieme all’associazione Corde Libere siamo contentissimi di ospitarlo qui a Reggio”.
La visione della Filarmonica Metropolitana Reggina
La presidente e fondatrice della Filarmonica Metropolitana Reggina Silvana Velonà ha raccontato la nascita del progetto: “Per mesi quest’idea mi ha inseguito. Sono stata audace, ma ho avuto la fortuna di incontrare persone straordinarie come il vicepresidente Ferdinando Polimeni e il maestro Alessandro Calcaramo”.
Una realtà che guarda oltre i confini cittadini: “Si chiama Filarmonica Metropolitana perché non intendiamo fermarci a Reggio. Vogliamo arrivare nelle periferie e nei paesi dove la musica forse non si è mai realizzata, per dare la possibilità di suonare la bellezza”.
L’orchestra e la direzione di Giuseppe Maira
Alla guida dell’orchestra, il maestro Giuseppe Maira ha espresso entusiasmo: “Ho conosciuto in questa occasione il maestro Squillante, una persona squisita. Ringrazio Alessandro Calcaramo per avermi voluto alla direzione di questo nuovo progetto”.
E sulle potenzialità dell’organico: “Le possibilità che strumenti come mandolini, mandola, mandoloncello e contrabbasso offrono sono davvero rilevanti. Sono fiero di far parte di questo gruppo”.
Un repertorio tra storia e divulgazione
Durante la presentazione, Squillante ha illustrato il programma: dal “Saltarello” di Raffaele Calace alla “Rossiniana” di Carlo Mounier, fino ai brani di Gabriele Leone.
Un repertorio che racconta anche un fenomeno sociale: “Le orchestre a plettro e le bande portavano la musica lirica fuori dai teatri, nelle piazze e nei salotti, permettendo a tutti di conoscerla”. E ancora: “Il mandolino ha avuto due grandi fasi storiche, nel Settecento e dopo l’Unità d’Italia, legate anche a eventi politici che ne hanno favorito la diffusione”.
Colpito dalla giovane età dei musicisti, Squillante ha sottolineato: “Il gruppo è composto soprattutto da giovani e giovanissimi: questa cosa mi ha meravigliato e non vedo l’ora di fare musica con loro”. E ha lanciato un auspicio chiaro: “Il desiderio è che qui nasca una vera scuola. La tradizione c’è stata, come in tutte le città italiane, e può tornare a vivere”.