Mandolino, il ritorno di una tradizione: emozioni e poesia al concerto finale

Dal più giovane di 11 anni agli allievi over 70, il concerto finale del corso di mandolino diretto dal maestro Alessandro Calcaramo ha emozionato Reggio Calabria con musica e poesia - GALLERY E VIDEO

Concerto corso di mandolino

Il suono delicato del mandolino, capace di evocare memorie familiari e paesaggi mediterranei, è tornato a risuonare nel cuore di Reggio Calabria grazie al concerto finale del corso di mandolino promosso dall’Associazione Corde Libere ETS, in collaborazione con il CRAL Mediterranea e la Filarmonica Metropolitana Reggina. 

L’appuntamento, ospitato il 24 giugno nell’Auditorium della Parrocchia SS. Salvatore, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso artistico e umano che ha coinvolto oltre venti partecipanti di tutte le età, uniti dalla scoperta di uno strumento che appartiene profondamente alla storia musicale del territorio.

A dirigere il concerto è stato il maestro Alessandro Calcaramo, ideatore del progetto e direttore del corso, affiancato dalle ospiti della serata, la mandolinista Rita Di Grande e la percussionista Santina Spezzano.

Ad arricchire ulteriormente l’evento, le poesie scritte dagli stessi musicisti e declamate dalla presentatrice Roberta Cullari, che ha accompagnato il pubblico lungo l’intero percorso musicale.

Un corso che ha unito generazioni diverse

Dal più giovane allievo di appena undici anni fino ai partecipanti oltre i settant’anni, il corso ha dimostrato come la musica possa abbattere ogni barriera anagrafica e diventare occasione di incontro e condivisione.

«Hanno partecipato oltre venti persone e soltanto due o tre avevano già qualche conoscenza del mandolino. Tutti gli altri erano assoluti principianti», ha raccontato il maestro Alessandro Calcaramo.

«Il mio primo amore è stata la chitarra classica, ma il mandolino mi ha conquistato progressivamente fino a diventare parte della mia identità musicale. Da autodidatta ho approfondito questo strumento e, nel tempo, è nato anche il desiderio di creare un’orchestra a plettro nella nostra città» ha rammentato ancora Calcaramo. Da qui, successivamente, il progetto formativo aperto alla cittadinanza. «Mi sono reso conto che soprattutto tra i giovani esisteva un interesse autentico verso il mandolino. Così mi sono chiesto perché non offrire a tutti la possibilità di riscoprire questo strumento, magari dimenticato in qualche cantina o custodito come ricordo dei nonni».

La sinergia tra associazioni e istituzioni

Il corso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Corde Libere ETS, la Filarmonica Metropolitana Reggina e il CRAL Mediterranea dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che ha messo a disposizione gli spazi per le lezioni.

«La dottoressa Letizia Casile ci ha dato la possibilità di utilizzare i locali del CRAL Mediterranea per svolgere il corso e questo sostegno è stato fondamentale per la riuscita del progetto», ha spiegato Calcaramo.

Una collaborazione che rappresenta un esempio concreto di rete culturale sul territorio.

Un successo musicale e umano

Per il direttore del corso il risultato più importante non è stato soltanto quello artistico.

«È stato emozionante vedere crescere questo gruppo non solo dal punto di vista musicale ma soprattutto umano. Si è creata una vera comunità fatta di condivisione, amicizia e sostegno reciproco».

L’aspetto intergenerazionale è stato uno degli elementi più significativi dell’esperienza.

«Dal più piccolo di undici anni fino agli allievi oltre i settant’anni, tutti hanno trovato nel mandolino un linguaggio comune. È stata un’esperienza che ha arricchito prima di tutto me».

Il progetto, inoltre, proseguirà anche nei prossimi mesi.

«A ottobre, ripartiremo con una seconda edizione del corso. L’obiettivo è continuare a consolidare la presenza del mandolino nel territorio reggino e far crescere ulteriormente l’Orchestra a Plettro Città di Reggio Calabria. Questo strumento ha avuto un ruolo importante nella nostra storia musicale ed è giusto che torni ad avere il posto che merita».

L’emozione del maestro Calcaramo durante il concerto

Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato al termine dell’esibizione, quando il maestro Calcaramo ha ricevuto un omaggio dai propri allievi e ha voluto rivolgere loro un pensiero.

«Mi avete fatto commuovere. Sono abituato a preparare le note, non le parole, quindi parlo sempre a braccio. Grazie a tutti voi per aver creduto in me, nel corso e soprattutto nelle possibilità di questo straordinario strumento».

Il direttore ha poi sottolineato la straordinaria versatilità del mandolino e il bisogno di nuove proposte culturali per il territorio.

«Molti di voi si sono innamorati del mandolino e alcuni hanno persino lasciato altri strumenti per dedicarsi completamente a lui. Questo dimostra che il nostro territorio ha bisogno di varietà, innovazione e nuove occasioni culturali. La musica, per me, non è soltanto intrattenimento: è cultura, è espressione dell’anima, è la capacità di evocare emozioni e stati d’animo attraverso le note».

Infine il ringraziamento ai partecipanti: «Grazie per i sorrisi che mi avete regalato e per la straordinaria umanità che avete portato in questo percorso».

La voce di Roberta Cullari: “La musica non ha età”

A presentare la serata è stata Roberta Cullari, che ha anche interpretato le poesie scritte dagli stessi musicisti.

«Abbiamo condiviso una serata bellissima e desidero fare ancora un applauso a tutti gli allievi per i progressi straordinari compiuti durante quest’anno».

La Cullari ha evidenziato il valore inclusivo della musica: «La musica non ha età e non conosce barriere. Sul palco abbiamo visto bambini e adulti condividere la stessa passione ed è questa l’immagine più bella che la musica possa regalarci». Ha poi rivolto un pensiero agli autori delle poesie: «Ho letto i vostri testi con il mio sentimento, che è sempre quello di chi legge una poesia e prova a darle voce. Vi ringrazio per avermi affidato le vostre parole e per avermi dato questo privilegio».

La Filarmonica Metropolitana Reggina al fianco del progetto

Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente della Filarmonica Metropolitana Reggina, Silvana Velonà.

«Il maestro Alessandro Calcaramo è il direttore artistico della nostra Filarmonica e quest’anno ha avuto l’idea, davvero brillante, di dare vita a questo corso che ha ottenuto un successo importante. Questo concerto rappresenta il coronamento di un percorso bellissimo».

La presidente ha inoltre annunciato nuovi appuntamenti culturali in programma nei prossimi mesi.

«Abbiamo già in cantiere tanti altri concerti e iniziative e speriamo di continuare a coinvolgere il pubblico con nuove occasioni di incontro attraverso la musica».

Letizia Casile: “Le sinergie culturali fanno crescere la città”

Anche la presidente del CRAL Mediterranea, Letizia Casile, ha sottolineato il valore dell’iniziativa e della collaborazione tra le realtà associative cittadine.

«Il CRAL dell’Università Mediterranea è un circolo ricreativo aperto ai dipendenti universitari ma anche alla cittadinanza, essendo un’associazione di promozione sociale. Con Alessandro abbiamo già collaborato in diverse iniziative musicali e abbiamo accolto subito con entusiasmo la proposta di questo corso».

Un progetto che ha saputo coniugare cultura e inclusione.

«Il mandolino è uno strumento profondamente legato alla tradizione mediterranea e italiana. Offrire gratuitamente un percorso formativo di questo tipo rappresenta un valore enorme per la comunità».

La presidente ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra associazioni: «Questa esperienza dimostra che le sinergie tra realtà diverse possono funzionare e generare autentici prodotti culturali per il territorio».

Infine una riflessione sul valore sociale della musica: «La musica affina gli animi, promuove inclusione sociale e contribuisce alla crescita delle persone. Reggio Calabria ha bisogno di iniziative culturali come questa e il CRAL sarà sempre disponibile a sostenerle».

Tra note e poesia, il mandolino torna a parlare alla città

Le note dei brani eseguiti, intrecciate alle parole delle poesie scritte dagli stessi musicisti, hanno trasformato il concerto finale in un racconto collettivo fatto di emozioni, ricordi e speranze.

Il mandolino ha dimostrato invece di avere ancora molto da dire alle nuove generazioni e alla comunità reggina. E forse il successo più grande della serata è stato proprio questo: restituire voce a una tradizione antica e, allo stesso tempo, aprire la strada a un nuovo futuro fatto di musica condivisa, cultura e partecipazione.

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