Mediterranee: arte, spazio e visione nella mostra dedicata a Versace

Inaugurata stamattina al MArRC, la mostra “Mediterranee” dedicata a Gianni Versace: studenti e architettura dialogano con il passato tra installazioni e videomapping - FOTO E VIDEO

Questa mattina è stata inaugurata la mostra “Mediterranee. Architettura e Design per Gianni Versace”, nuovo tassello del programma espositivo “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute”, a cura di Sabina Albano e Fabrizio Sudano.

L’iniziativa rappresenta il contributo del Dipartimento di Architettura e Design (dAeD) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, attraverso un progetto che coinvolge attivamente gli studenti dei tre corsi di studio: Architettura, Design e Design per le Culture Mediterranee – Prodotto | Spazio | Comunicazione.

Il percorso progettuale è stato sviluppato sotto la supervisione del comitato scientifico e curatoriale composto da Marinella Arena, Francesco Armato, Alessandra Barresi, Nino Sulfaro e Marina Tornatora, con il coordinamento di Tommaso Manfredi e Consuelo Nava.

Al centro della mostra vi è la rilettura contemporanea delle visioni mediterranee di Gianni Versace. Gli studenti reinterpretano modelli e contesti culturali dello stilista secondo un approccio interdisciplinare, confrontandosi con lo spazio architettonico e con il patrimonio archeologico del Museo. Un dialogo che restituisce pienamente la concezione versaciana del passato come “via per il futuro”.

Suggestiva l’installazione allestita in piazza Orsi: una sfilata di totem figurati disposti secondo una scomposizione geometrica della “greca”, elemento iconico del linguaggio estetico di Versace. L’intervento crea una compenetrazione visiva e concettuale tra le creazioni dello stilista e le collezioni museali, sullo sfondo simbolico del suo ritratto accanto alle statue dei Bronzi di Riace.

La reinterpretazione trova ulteriore espressione nel progetto di videomapping sulla facciata principale del Museo. Ogni sera, per tutta la durata della mostra, piazza De Nava si trasformerà in uno scenario digitale, animato da una narrazione visiva che intreccia architettura e design, passato e futuro, in un continuo rimando tra memoria e innovazione.

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