Michele Di Raco, il segno che resta

Addio a Michele Di Raco, scultore, docente e dirigente scolastico. Oltre 160 opere e una vita dedicata all’arte e all’istruzione. Domani i funerali a Reggio Calabria

Di Raco Il maestro Michele Di Raco

Michele Di Raco, nato a Taurianova nel 1934, è morto il 20 agosto, lasciando un patrimonio artistico e culturale che attraversa la storia recente di Reggio Calabria e della Calabria. Scultore, docente e dirigente scolastico, ha dedicato la propria vita alla ricerca artistica e alla formazione, realizzando nel corso della sua lunga attività oltre 160 opere.

La sua vicenda professionale si è sviluppata tra la produzione artistica e l’impegno nell’istruzione. Dopo la formazione al Liceo Artistico Mattia Preti di Reggio Calabria, frequentò negli anni Cinquanta l’Accademia di Belle Arti di Roma, allora diretta da Michele Guerrisi. Fu allievo di Alfonso Frangipane e ricevette importanti insegnamenti sulla forma dagli artisti Antonio Bonfiglio e Maria Arria Malara. Nella capitale completò poi la propria preparazione sotto la guida dello scultore Alessandro Monteleone.

Dopo gli anni della formazione scelse di tornare a vivere e lavorare nella sua terra. Una decisione che segnò profondamente il suo percorso: l’arte, per Di Raco, non fu mai separata dalla vita e dal rapporto con il territorio. La Calabria divenne così non soltanto il luogo in cui operare, ma anche una fonte continua di memoria, identità, mito e ispirazione.

La scultura tra arte, fede e memoria

A Reggio Calabria e nel territorio circostante rimangono numerose testimonianze della sua attività. Di Raco ha lavorato tanto nell’ambito civile quanto in quello religioso, confrontandosi con il monumentale ma anche con opere di dimensioni più contenute.

Tra le sue realizzazioni vengono ricordati il monumento a San Paolo sulla collina di Pentimele, il monumento tombale dedicato a monsignor Giovanni Ferro nella Cattedrale, il monumento “Parallelo 38” a Bocale e la monumentale fontana “Fata Morgana”.

Nelle sue opere trovano spazio anche il mito e le leggende della Calabria, trasformati attraverso la scultura in immagini capaci di dialogare con la storia e con l’identità del territorio.

Lo studioso John Spike ha sintetizzato così il rapporto dell’artista con la tradizione: «La tradizione rinascimentale dell’artista universale al servizio della chiesa è stata precocemente assimilata da Michele Di Raco su suggerimento del suo ispiratore Alfonso Frangipane».

E ancora: «Di Raco ha fatto propria la lezione, non ha mai dimenticato la tradizione e ha posto il suo talento e la sua creatività al servizio di opere piccole come una medaglia, grandiose come un’abside».

Le opere nella chiesa di Santa Lucia

Tra i luoghi che conservano alcune delle testimonianze più significative della sua produzione c’è la storica chiesa di Santa Lucia a Reggio Calabria, dove saranno celebrate le esequie.

Qui il lavoro di Di Raco si ritrova lungo le stazioni della Via Crucis e nelle figure della santa e degli angeli che compongono l’altare maggiore. All’ingresso della navata sinistra si trova inoltre la pala bronzea della Resurrezione, nella quale l’artista inserì anche il proprio autoritratto.

Una presenza che è stata interpretata non come un gesto di autocelebrazione, ma come una testimonianza personale davanti al tema della salvezza e della speranza di una vita oltre la morte.

Un’intera carriera al servizio dell’istruzione artistica

Accanto alla scultura, Di Raco ha costruito un percorso altrettanto significativo nel mondo della scuola.

Al Liceo Artistico cittadino ha insegnato Ceramica e Scultura, contribuendo alla formazione di numerose generazioni di studenti. Successivamente ha assunto l’incarico di dirigente scolastico e, in seguito, quello di dirigente superiore per i servizi ispettivi, partecipando ai processi di riforma dell’Istruzione Artistica.

Il suo impegno è stato riconosciuto anche con la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica quale Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte.

È proprio nell’incontro tra creazione e insegnamento che si trova uno degli aspetti più rilevanti della sua eredità: non soltanto le opere lasciate sul territorio, dunque, ma anche le competenze e la sensibilità trasmesse agli studenti nel corso degli anni.

Il cordoglio del Liceo Preti-Frangipane e del Museo d’Arte Frangipane

La notizia della scomparsa ha suscitato il cordoglio del Liceo Artistico “Preti-Frangipane” e del Museo d’Arte “Alfonso Frangipane” di Reggio Calabria.

La dirigente scolastica, avv. Lucia Zavettieri, il direttore del Museo d’Arte “Alfonso Frangipane”, arch. Annunziato Tripodi, i professori Roberta Filardi, Antonio Barbera, Salvatore Palmeri, Paola Minniti, Maurizio Campagna e Giuseppina Russo e tutto il personale e i tirocinanti hanno ricordato il ruolo di Di Raco nel panorama artistico e scolastico calabrese.

Nel messaggio diffuso dal Liceo sui social e nell’omaggio che domani sarà reso in chiesa, si legge, tra l’altro, che l’artista ha rappresentato «una figura di straordinario rilievo nel panorama dell’arte e dell’istruzione artistica calabrese».

La comunità scolastica ha inoltre sottolineato che con la sua morte viene meno «una stagione di grandi maestri della cultura figurativa del Novecento», evidenziando però la permanenza di un’eredità fatta dalle opere, dall’insegnamento e dal rapporto con le generazioni di giovani formate nel corso della sua carriera.

Il cordoglio è stato rivolto anche alla moglie Gisa D’Ortona, già dirigente del Liceo Artistico “Mattia Preti”, e ai figli Giulio, Agnese e Carlo.

Domani i funerali a Reggio Calabria

I funerali di Michele Di Raco saranno celebrati domani, 22 agosto, alle ore 10, nella chiesa di Santa Lucia.

Sarà proprio uno dei luoghi nei quali la sua arte continua a essere visibile ad accogliere l’ultimo saluto allo scultore. Reggio Calabria si confronterà così con l’assenza di un artista che ha scelto di rimanere profondamente legato alla propria terra e che, attraverso la materia, la scuola e le opere disseminate nel territorio, ha contribuito a costruire una parte della memoria figurativa calabrese.

La sua scomparsa chiude una lunga esperienza umana e professionale, ma non cancella il segno lasciato da oltre sessant’anni di attività. Le sculture, i monumenti, le opere religiose e l’insegnamento resteranno come parti diverse di una stessa eredità: quella di un artista che ha fatto della propria terra il luogo della sua ricerca e della propria arte una forma di testimonianza.

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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