Mob in Med 2025: mobilità giovanile nel Mediterraneo a Reggio Calabria
Dal 1° al 4 ottobre 2025 si è tenuto a Reggio Calabria l’incontro “Mob in Med!”, dedicato alla mobilità giovanile nel Mediterraneo. Attivisti da nove Paesi hanno discusso strategie sostenibili e inclusive per una mobilità equa nella regione euromediterranea
Si è concluso a Reggio Calabria l’incontro di Mob in Med!, la campagna di sensibilizzazione sulla mobilità giovanile nel Mediterraneo a cura di Réseau Euromed France (REF) e Jeunesses Med – Med Youth Network, in collaborazione con Mana Chuma Teatro.
19 attiviste e attivisti provenienti da Algeria, Giordania, Libano, Libia, Palestina, Tunisia, Italia, Francia e Spagna hanno preso parte a riunioni e laboratori per sviluppare insieme strategie sostenibili e inclusive capaci di affrontare le sfide imposte dalle crescenti difficoltà di circolazione nella regione.
Laboratori di advocacy, dibattiti e confronto con le istituzioni
La prima giornata è stata inaugurata nella terrazza del Medinblu Hotel con un workshop introduttivo che ha permesso al gruppo di conoscersi di persona dopo mesi di laboratori online, nei quali sono stati definiti la linea editoriale, il piano di comunicazione e l’advocacy del progetto.
Nel pomeriggio, la Libreria Spazio Open ha ospitato l’incontro con l’assessora comunale all’Istruzione, all’Università e alle Pari Opportunità Anna Maria Briante, alla quale è stata presentata la campagna. Briante ha dimostrato un sincero interesse nei confronti dell’iniziativa, dichiarandosi intenzionata ad acquisire nuove idee utili alla città, dove il piano di mobilità urbana non sempre riesce a rispondere alle esigenze dei giovani che vivono nelle aree più periferiche e nei piccoli paesi di provincia.
L’indomani, sempre allo Spazio Open, è intervenuto Domenico Marino, docente di Politica economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e membro del movimento “No Ponte”, che ha illustrato caratteristiche e criticità del complesso progetto ingegneristico che dovrebbe collegare le città di Reggio Calabria e Messina. Analizzandone fattibilità e sostenibilità, Marino ha messo in luce le conseguenze economiche, sociali e ambientali che l’infrastruttura avrebbe sul territorio e sulle popolazioni locali, completamente escluse da un processo decisionale prettamente politico che non tiene conto dei loro bisogni.
Sia in Calabria sia in Sicilia, infatti, le reti stradali sono ancora carenti, i servizi di trasporto pubblico inefficienti e le linee ferroviarie così poco sviluppate da condannare chi abita nelle aree interne a un forzato isolamento.
Alcuni partecipanti hanno raccontato che anche nei propri paesi gli investimenti milionari stanziati dai governi raramente rispecchiano le reali necessità delle persone, o perché di scarso impatto sulla loro qualità della vita o perché restano poco pratici e inaccessibili. È stato, inoltre, sottolineato il ruolo della società civile nella sensibilizzazione su queste tematiche.
L’intervento di giovani di Reggio Calabria ha spostato, infine, l’attenzione sul crescente coinvolgimento delle nuove generazioni nel dibattito pubblico locale, come hanno dimostrato le recenti proteste contro il genocidio in corso a Gaza. Sono sempre più numerose, infatti, le persone che, terminati gli studi o grazie all’ormai diffuso smart working, tornano a vivere al Sud per contribuire al suo cambiamento con nuove competenze e prospettive.
Nel pomeriggio Palazzo Alvaro, la sede della Città metropolitana, ha ospitato i laboratori di advocacy sulla mobilità locale e regionale. I giovani hanno dialogato su alcuni aspetti chiave del sistema dei trasporti nei diversi paesi di provenienza, individuandone specificità ed elementi comuni, con l’obiettivo di promuovere una mobilità più connessa, equa e sostenibile nella regione euromediterranea attraverso specifiche raccomandazioni.
Due aspetti importanti emersi durante la sessione sono stati la sicurezza, che riguarda soprattutto le donne e la loro fruizione notturna dei mezzi di trasporto, nelle aree rurali del Nord Africa come nelle grandi banlieue parigine, e le barriere architettoniche che limitano l’accessibilità alle persone con disabilità impedendo alla mobilità di essere pienamente inclusiva.
Si è, infine, discussa la possibilità di creare una regolamentazione condivisa a livello transnazionale per agevolare gli accordi tra i diversi governi e garantire spostamenti più agevoli e legali all’interno del “Med Space”.
Verso nuove prospettive
La mattina del 4 ottobre alla Libreria Spazio Open si è svolto un vivace brainstorming dedicato ai modi più efficaci e innovativi per comunicare i contenuti della campagna, anche grazie a strumenti digitali e approcci partecipativi. Sono state individuate alcune organizzazioni coinvolte sul tema della mobilità nel Mediterraneo, reti locali e media indipendenti per garantire maggiore visibilità al progetto e favorire la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulle tematiche affrontate.
L’evento si è concluso con l’incontro pomeridiano a Palazzo Alvaro con Serena Franco, del progetto “Jungi Mundu” di Eurocoop Camini, Haseeb Bukhari e Shajib Mattuber, due mediatori culturali e linguistici coinvolti nell’iniziativa. Le loro testimonianze hanno consentito alle attiviste e agli attivisti di Mob in Med! di conoscere un modello virtuoso di accoglienza e integrazione che ha permesso a una piccola comunità a rischio di estinzione di rinascere grazie al contributo di richiedenti asilo, rifugiati politici e migranti e al coinvolgimento diretto della cittadinanza.
Il confronto ha dato luogo a un dialogo approfondito sulle tematiche dell’inclusione e dello sviluppo territoriale e sull’importanza di affrontare il fenomeno con un approccio condiviso e partecipativo.
Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro integrerà le raccomandazioni con i contenuti affrontati in questi giorni di intenso confronto dal vivo.
Saranno, infine, completati quattro video girati dai partecipanti nella banlieue parigina di Seine-Saint-Denis, in Calabria, in Libano e in Palestina con il mentoring del regista Felice d’Agostino, e un libretto illustrato dall’artista franco-egiziana Tiana Kader sui racconti di viaggio di 10 ospiti del Med Youth Meeting, organizzato a Reggio Calabria dalle stesse associazioni nel 2024.
La pubblicazione, in francese e in inglese, ha l’obiettivo di far riflettere sulle difficoltà e sulle sfide da loro incontrate per raggiungere il sud Italia, luogo simbolico, oltre che geografico, dove la cronica carenza di infrastrutture e le scarse opportunità di lavoro spingono ancora oggi migliaia di giovani a emigrare, come in ogni altro “Sud” del mondo.