Movida e … attentati: ennesimo incendio al CSOA Cartella
Nella notte di San Lorenzo, il Centro sociale “Angelina Cartella” di Reggio Calabria subisce il quinto attentato incendiario. La denuncia su Facebook
Reggio Calabria, città della movida estiva e dei grandi eventi, si ritrova ancora una volta a fare i conti con un atto che colpisce al cuore la sua scena culturale alternativa. Nella notte di San Lorenzo, quella dei fuochi e delle stelle cadenti, qualcuno ha dato alle fiamme il Centro sociale “Angelina Cartella”, unico vero “polo controculturale” del territorio, come lo ha definito il giornalista Roberto Calabrò su Blow Up.
A denunciare l’episodio è lo stesso CSOA Cartella in un post su Facebook: “E ci risiamo… Nella notte di San Lorenzo, la notte dei fuochi, qualche sbadatone, invece di accendere un falò sulla spiaggia, tra le due e le tre ha messo fuoco al Centro sociale ‘Cartella’. Per fortuna nessun grosso danno alla struttura, se non a beni di uso comune delle persone che vivono il posto”.
“Che dire? Ricominciamo da 5 – scrivono ancora dal Centro – nel senso del numero di attentati che abbiamo subito fino ad ora. Tra l’altro con un tempismo, forse casuale, ma comunque perfetto” denunciano, visto che “quest’ultimo incendio è avvenuto il giorno dopo la nostra partecipazione alla manifestazione No Ponte a Messina”. Sarà un caso? Toccherà alle autorità scoprirlo.
Nel frattempo, i fatti oggettivi raccontano che quello della scorsa notte è il quinto attentato incendiario in ventidue anni di attività. Un record amaro per un luogo che rappresenta l’unico vero presidio di cultura indipendente a Reggio Calabria da oltre 20 anni.
Il parco “Angelina Cartella” di Gallico Marina, infatti, nasce negli anni ’90 come “parco aperto”, fruibile da tutti, senza cancelli e orari. Abbandonato per anni al degrado, è stato recuperato e restituito alla città dal CSOA, che da oltre due decenni lo porta avanti in autogestione, organizzando attività culturali, sociali e ricreative per tutta la comunità. Tutto in autofinanziamento, comprese le spese per la ricostruzione a seguito dei precedenti quattro incendi, l’ultimo dei quali aveva già causato gravi danni.
Ora il quinto episodio riapre ferite mai rimarginate e alimenta la preoccupazione per la sicurezza del centro e delle persone che lo vivono.
La redazione di CULT esprime piena solidarietà a tutti gli attivisti e le attiviste del CSOA Cartella, nella speranza che le autorità competenti intervengano affinché questa sia davvero l’ultima volta.
«Solidarietà e vicinanza» agli attivisti del centro sociale “Angelina Cartella” di Gallico marina arrivano dal sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, e dal consigliere delegato alle Politiche giovanili, Michele Conia, che, in una nota stampa, esprimono preoccupazione per l’incendio che, la scorsa notte, si è propagato all’interno del parco di via Quarnaro. «E’ la quinta volta – affermano – che il centro sociale “Cartella” subisce danni che, in questa circostanza e soltanto per pura fatalità, hanno risparmiato zone portanti della struttura. Restano l’amarezza e lo sdegno, tuttavia, per l’ennesimo episodio che vuole minare la passione, la serenità e l’impegno di chi opera in un luogo in cui la democrazia ed il sano confronto politico rappresentano un motore che alimenta uno degli spazi più belli del quartiere».
«Sperando si possa fare, al più presto, piena luce sull’accaduto – commentano – arrivi il nostro più forte incoraggiamento ai ragazzi ed alle ragazze del “Cartella” affinché, ma ne siamo sicuri, si continuino a portare avanti, con immutati vigore e passione, le numerose e importanti battaglie comuni per la salvaguardia, la promozione, il rispetto ed il valore etico e sociale dei beni comuni».
Sdegno per l’accaduto arriva anche da Massimiliano Merenda, consigliere comunale delegato ai Parchi ed ai Giardini, che si è detto «profondamente indignato per un fatto che colpisce l’intera comunità».
«L’episodio squallido e riprovevole – conclude Merenda – contribuisce ad alzare il livello di attenzione contro i balordi che, sfruttando i favori del buio, remano contro la città e il benessere dei cittadini».
Perché a Reggio Calabria, la cultura dal basso non può continuare a bruciare.