Movimento Terra allo Shaka: la rivoluzione folk di Fabio Macagnino
La seconda serata della rassegna musicale estiva ha acceso lo Shaka di Pellaro con il concerto di Fabio Macagnino. Tra folk contemporaneo e impegno sociale, debutta il tour 2025
Sullo sfondo del mare di Pellaro, è andato in scena venerdì scorso il secondo appuntamento della rassegna estiva allo Shaka, sotto la consueta direzione artistica di Alessio Laganà. Un concerto gratuito (come tutta la rassegna), che si inserisce in un calendario 2025 pensato come una vera e propria mappa sonora, capace di attraversare stili e latitudini.
Dopo l’apertura del 6 luglio con Bunna degli Africa Unite, il testimone è passato a Fabio Macagnino, artista calabrese (vincitore anche della semifinale del premio De Andrè) che ha dato il via al suo tour estivo proprio dal palco dello Shaka.
“Movimento Terra”: musica, denuncia e partecipazione
“Essendo io una persona molto simbolica, il fatto che anche l’anno scorso abbiamo suonato qui l’11 luglio lo prendo come un buon segno,” ha commentato Macagnino ai microfoni di Cult. Il concerto è stato aperto dal nuovo singolo Movimento Terra, un brano ritmico e incisivo che mescola energia sonora e linguaggio diretto.
Un invito chiaro al cambiamento, alla partecipazione attiva contro l’indifferenza e le logiche di potere che alimentano guerre e disuguaglianze. “Movimento Terra è una canzone di protesta che invita a una rivoluzione allegra, non violenta, ma non pacifista. È una rivoluzione molto decisa ma con i metodi della non violenza. Una festa rivoluzionaria” ha spiegato il musicista. Il brano è anche il manifesto del nuovo tour 2025 di Macagnino, nonché il suggello di un progetto che lo vede affiancato, da due anni, dall’omonimo gruppo Movimento Terra.
![]()
La band è composta da musicisti [Rocco Montepaone (basso elettrico), Rocco Novella (chitarra elettrica, mandolino), Gabriele “Gnawa” Macrì (lira calabrese e pipita), Guido Tassone (chitarre, mandola), Saverio Pittelli (fisarmonica)] che coniugano strumenti della tradizione popolare calabrese con quelli della musica rock contemporanea: dalla pipita alla lira calabrese, passando per mandola, fisarmonica e chitarre elettriche.
Il folk che guarda avanti: tra tradizione e frutti del presente
La proposta musicale di Fabio Macagnino è un viaggio tra tradizione e futuro. “La mia musica è un attingere alle nostre radici ma guardando avanti. Io mi concentro sui frutti. Il nostro mondo popolare è il punto di partenza, ma le tematiche sono contemporanee. Dietro c’è lo spirito della convivialità unica delle feste popolari però i miei testi parlano di oggi, di proteste, di critica sociale, anche d’amore ma attingono all’attualità, alla quotidianità che viviamo”.
![]()
Nel live allestito allo Shaka, oltre all’inedito, Macagnino ha portato, accompagnato dalla sua band, i brani dei cinque album precedenti riletti in chiave folk contemporaneo, una cifra stilistica che rompe gli schemi pur mantenendo un legame profondo con il patrimonio musicale del Sud.
![]()
“Non ci poniamo più il problema di essere filologici, ormai la lezione è appresa quella della riscoperta dell’identità, fa parte del nostro DNA morfologico e con questi tasselli andiamo oltre, non cerchiamo di essere coerenti con il mondo della musica popolare che fa storcere il naso ai puristi. Insomma – ha concluso Macagnino con ironia – sono contento di avere appreso dalla tradizione, però poi la tradisco”.
Un’estate senza confini
Dopo il live di Macagnino, la “Musica senza confini” allo Shaka prosegue il 20 luglio con un altro viaggio sonoro d’eccezione: i Matsumoto Zoku Band, tra Australia e Giappone, proporranno un’onda psichedelica di beatbox, handpan e didgeridoo, fondendo groove, funky e sperimentazione.
Per scoprire gli altri appuntamenti leggi Musica senza confini: al via la rassegna allo Shaka