Musica senza confini: al via la rassegna allo Shaka

Concerti gratuiti, artisti internazionali e un mix di generi: la rassegna musicale dello Shaka a Pellaro, diretta da Alessio Laganà, porta sul mare l’energia della world music

shaka

L’estate 2025 a Pellaro promette di essere un viaggio sonoro senza confini. Lo Shaka di Punta Pellaro, associazione sportiva e luogo di incontro tra sport, cultura ed eventi, apre le porte anche quest’anno alla rassegna musicale estiva dove l’unica regola, si legge nel manifesto dell’evento è “sentirsi liberi di amare, cantare, ballare e vivere le proprie emozioni”. Tra la sabbia, le tavole da kitesurf, il buon cibo e i drink ghiacciati, la musica sarà la protagonista di luglio e agosto, con una programmazione gratuita che porta sul mare l’energia della world music.

Una rassegna internazionale tra reggae, rock e world music

La direzione artistica è di Alessio Laganà, che da anni firma la proposta musicale dello Shaka.

“La mia missione è proporre musica di qualità e creare un mix di generi che faccia divertire, senza dimenticare la ricerca e l’originalità. È un programma che unisce la tradizione del territorio alle contaminazioni internazionali”, spiega Laganà.

Il calendario 2025 è una “mappa” sonora che attraversa stili e latitudini.

Ecco gli ospiti:

6 luglio – Bunna (Africa Unite) + Perdido

Reggae roots e ska con il frontman (e fondatore insieme a Madaski) della band più longeva del reggae italiano. Un set tra dj set e voce dal vivo, accompagnato da vinili originali giamaicani che porterà a Reggio sonorità reggae Ska Ragamuffin accompagnato dal reggino Perdido in “be to be”.

11 luglio – Fabio Macagnino

Canzone d’autore e folk rock, con tutta la band, per l’apertura del suo tour estivo, Fabio Macagnino porterà sul palco l’energia che lo contraddistingue e che gli ha fatto vincere anche la semifinale del premio De Andrè.

20 luglio – Matsumoto Zoku Band

Dall’Australia al Giappone, una miscela di beatbox, handpan e didgeridoo che creano un’onda di groove con una essenza psichedelica di funky grazie a chitarra e basso.

31 luglio – Martin Craig and The Black City

Dal funk al rock, con un occhio di riguardo al blues e al soul, una carriera ventennale e importanti collaborazioni, l’italo americano Martin Craig porterà sul palco dello Shaka anche l’agguerrita formazione dei The Black City e la voce potente di Elisa Brown.

7 agosto – Strike

Rockabilly scatenato per il gruppo originario di Ragusa che riporterà il pubblico nella musica senza tempo degli anni ’50, con le sonorità inconfondibili del rock’n’roll, del swing, del blues e del boogie woogie.

8 agosto – Zingarua

Balkan beat, world music e contaminazioni elettroniche in un concerto adrenalinico ad opera del trio calabro-salentino che ha collaborato anche con Brunori Sas, Mannarino, Tonino Carotone e che l’anno scorso ha aperto il concerto di Manu Chao a Diamante.

21 agosto – Unkle Kook

Surf rock all’americana, ispirato alla spensieratezza dei Beach Boys, quello dei cinque un-surfing, per liberare un’energia tempestosa a suon di chitarre in sedicesimi e rullate oceaniche.

29 agosto – Walking Trees

Ultimo appuntamento della rassegna con il southern rock e il blues più tradizionale grazie alla band calabrese che racconta l’anima più intensa e viscerale della musica americana.

Mare e musica per un progetto che guarda lontano

“Una rassegna che nasce per dare spazio a proposte originali e di qualità, alternando artisti del territorio e ospiti internazionali in una location come lo Shaka che non è solo un locale estivo, ma una vera e propria Asd con una vocazione sportiva, culturale e sociale” sottolinea Laganà.

In riva allo Ionio, ogni serata sarà un’occasione per ballare, incontrarsi e scoprire suoni nuovi. “L’idea è quella di un’estate dove la gente possa divertirsi con musica coinvolgente e mai banale. È un potpourri di situazioni diverse” aggiunge Laganà. Perché in fondo la musica serve anche a sentirsi parte di un mondo più grande. Così tra reggae, rock, funk e vibrazioni balcaniche, l’estate diventa un inno alla libertà. E per dirla con il motto della rassegna: “Free entry, live, love, dance. Not war”. 

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