Nasce a Reggio la Casa delle Donne: il primo spazio di cura, relazione e comunità

Inaugurata ieri pomeriggio in via Trento la "Casa delle Donne - Social Point": uno spazio di comunità, cura e autodeterminazione promosso dalla Diaconia Valdese con associazioni del territorio (FOTO E VIDEO)

Casa delle Donne

Non un ufficio, non una sede istituzionale, non una casa delle associazioni. Ma una casa vera, un luogo che comincia dalle persone, da abitare insieme. Con queste premesse è stata inaugurata ieri, 14 gennaio, in via Trento 9, nel pieno centro di Reggio Calabria, la Casa delle Donne – Social Point, uno spazio di comunità pensato per donne e libere soggettività, nato dal basso e destinato a crescere con chi lo attraverserà.

Un appartamento semplice, volutamente minimale, con più ambienti e una stanza dedicata anche a bambine e bambini, ancora da arredare insieme. Su una parete, una bacheca già viva: post-it colorati rispondono a tre domande aperte – “Come ti potrebbe somigliare questo luogo?”, “Cosa vorresti trovare qui?”, “Quale parola, sentimento o pensiero può rappresentarlo?” – parole che contribuiranno anche alla costruzione del logo della Casa.

Un progetto nato da un impulso e diventato percorso

La Casa delle Donne – Social Point è un progetto promosso dalla Diaconia Valdese, su impulso della Chiesa Valdese di Reggio Calabria, in collaborazione con ActionAid, Agedo Reggio Calabria, Non Una Di Meno Reggio Calabria, Adexo, EMERGENCY e Antigone – Osservatorio sulla ’ndrangheta.

Ad aprire l’inaugurazione è stata Monica Natali, diacona valdese, che ha voluto subito chiarire il senso profondo di questo spazio: «Non stiamo inaugurando la sede di un ufficio istituzionale, amministrativo o di un ente. Questa non è una casa delle associazioni. È una casa, una casa comune per donne e libere soggettività».

Natali ha spiegato come la scelta di un’impostazione informale fosse intenzionale: «Non consegniamo un prodotto finito, ma apriamo un processo. Il futuro è tutto da costruire», indicando proprio nella bacheca uno degli strumenti attraverso cui chi frequenterà la Casa potrà contribuire a definirne identità e direzione.

Relazione, comunità e cura: il cuore del progetto

Raccontando il percorso che ha portato all’apertura, Monica Natali ha richiamato tre parole chiave: relazione, comunità, cura. «Questo progetto nasce dalle relazioni, molte delle quali intrecciate con donne, in modo naturale, nel mio ministero e nella mia esperienza su questo territorio», ha spiegato, ricordando anche un gruppo informale di donne che per mesi si è incontrato senza avere una casa fisica, vagabondando per la città.

Un gruppo intergenerazionale, interculturale e interconfessionale che ha saputo stare insieme «a partire dalle proprie soggettività e non perché portatrici di bandierine associative». Una sfida che oggi diventa anche quella della Casa: «Superare l’autoreferenzialità e costruire uno spazio realmente condiviso».

La comunità, ha precisato Natali, non è uniformità: «Non è un luogo di persone identiche, ma uno spazio dove sentirsi libere di esprimere soggettività differenti». E il prendersi cura non è assistenzialismo, ma responsabilità collettiva: «Il prendersi cura è il cuore pulsante di una cittadinanza partecipata, consapevole e responsabile».

Un’entità dinamica, non un prodotto finito

La Casa delle Donne – Social Point si definisce come entità dinamica, un luogo in continuo divenire. «Lo vedete anche dall’arredo minimale: c’è il minimo indispensabile per iniziare, perché questo spazio prenderà forma dalle persone che lo abiteranno», ha spiegato Natali. Una poltrona in più, un angolo di lettura, una stanza che cambia funzione: «Un frutto provvisorio, in itinere, un vero work in progress».

Il Social Point: uno spazio senza discriminazioni

A spiegare cosa sia un Social Point è stata Claudia Garbuglia, della Diaconia Valdese: «I Social Point sono spazi di incontro e di comunità interculturali, senza discriminazioni. A Reggio Calabria questo è il primo servizio di questo tipo e per noi è una grande sfida».

Garbuglia ha sottolineato il valore della rete costruita: «Siamo molto contente di portare il nostro contributo su questo territorio insieme ai partner che affronteranno con noi questo nuovo percorso», ringraziando per la grande partecipazione all’inaugurazione.

A partire da febbraio, il coordinamento della Casa sarà affidato a Raquel Maria Parejo Rey, che ha espresso emozione e gratitudine: «Sono molto contenta e motivata di far parte di questa casa delle donne. Ringrazio davvero tutte e tutti coloro che hanno reso possibile questo spazio».

I contributi delle associazioni partner

Mirella Giuffrè di Agedo Reggio Calabria ha spiegato: «Offriremo accoglienza e supporto alle famiglie delle persone Lgbtqia+, ma anche alle libere soggettività. Questo deve essere un luogo sicuro, dove essere se stesse senza giudizio e senza pregiudizio».

Per Non Una Di Meno Reggio Calabria, Antonella Tassitano ha illustrato le attività previste: «Parleremo di contraccezione, malattie sessualmente trasmissibili, educazione sessuo-affettiva, in un ambiente safe e non giudicante. Tutti gli input che verranno da voi saranno per noi occasione di crescita».

Eleonora Scrivo di ActionAid ha ribadito l’impegno nel costruire comunità inclusive: «Vogliamo creare un luogo comune fuori dai luoghi comuni, dove ciascuna possa sentirsi parte della comunità cittadina». Annunciata anche una prima attività immediata: «Partirà una formazione sull’educazione finanziaria e sulla gestione del bilancio familiare, dedicata a donne di ogni nazionalità».

Per Antigone – Osservatorio sulla ’ndrangheta, l’avvocata Silvia Martino ha spiegato: «Il mio contributo sarà ascoltare, orientare e offrire assistenza legale, ma anche favorire la conoscenza dei diritti».

Katia Colica di Adexo porterà il teatro sociale: «Non lavoriamo per lo spettacolo, ma per la crescita personale e collettiva, per la consapevolezza di sé e dei propri diritti».

Per EMERGENCY, Mauro De Stefano ha evidenziato il valore del luogo: «Già l’idea di comunità è cura e salute. Ci occuperemo di orientamento socio-sanitario e mediazione culturale, per superare le barriere di accesso ai servizi».

I servizi gratuiti della Casa delle Donne

Tra i servizi gratuiti offerti già nell’immediatezza da Casa delle Donne – Social Point ci sono:

  • Lunedì (17:30–19:30): teatro sociale e drammaturgia per la consapevolezza emotiva e l’autostima.
  • Martedì (17:00–19:00): ascolto, supporto all’accesso ai servizi pubblici, assistenza legale, orientamento al lavoro e alla formazione, accoglienza e sensibilizzazione Lgbtqia+.
  • Mercoledì (15:00–18:00): orientamento sociosanitario e mediazione culturale.
  • Giovedì (10:00–12:00): orientamento e consulenza sociale e legale.
  • Giovedì (17:00–19:00): ascolto, assistenza legale, orientamento al lavoro e “Una stanza tutta per sé” su salute, autodeterminazione ed educazione sessuo-affettiva.

Un inizio non un traguardo

A chiudere l’inaugurazione, la pastora Dorothea Müller, vice moderatora della Tavola Valdese: «Questo luogo che state costruendo insieme è molto bello e prezioso. È faticoso, ma vale la pena». Ha ricordato come il desiderio di un progetto per le donne fosse presente da anni nella Chiesa valdese di Reggio Calabria e ha concluso con un augurio simbolico: «Porterò una farfalla, che vola libera, perché forse potrà diventare anche un simbolo di questo luogo».

La Casa delle Donne – Social Point apre le sue porte come spazio da abitare, trasformare e custodire insieme. Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Un luogo che comincia dalle persone.

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