Nel bosco delle relazioni: giovani in cammino con “Non so se sto bene”
La mobilità nazionale del progetto europeo “Non so se sto bene” si è svolta a Reggio Calabria dall’1 al 4 dicembre 2025, coinvolgendo giovani da tutta Italia e numerosi partner, tra cui Apice. Centrale l’esperienza con la Piccola Biblioteca sul Mare e il “Bosco degli albi illustrati”
Dal 1° al 4 dicembre 2025 Reggio Calabria ha ospitato la mobilità nazionale di “Non so se sto bene – Benessere o malessere?”, un progetto europeo dedicato alla partecipazione giovanile e al benessere nelle sue dimensioni fisica, sociale e mentale. Quattro giorni intensi, 25 giovani provenienti da diverse regioni, un programma costruito sull’educazione non formale e sulla creazione di spazi sicuri di confronto. E soprattutto una rete di partner che ha reso possibile un percorso corale: Vedogiovane (capofila), Apice, Sol.Co. Verona, Aurive, Arciragazzi Portici e L’Aquilone. Tra i momenti più significativi, la partecipazione della Piccola Biblioteca sul Mare (PBM) di Punta Pezzo (Villa S.G.), realtà mappata dai giovani come luogo del benessere e protagonista di un laboratorio che ha lasciato una traccia profonda.
Il progetto e la rete dei partner
La mobilità di Reggio Calabria è stata la terza tappa nazionale del progetto, dopo Druogno a luglio e Portici a ottobre. Il percorso si concluderà con un festival ad Arona.
Carmen Ranieri, consigliera di Apice – Associazione di promozione integrata per i cittadini in Europa – spiega: “Apice lavora da undici anni sul territorio reggino, nazionale e internazionale occupandosi di mobilità giovanile, progettazione europea e attività di educazione non formale. Creiamo ambienti sicuri, orizzontali, in cui i giovani possano confrontarsi liberamente, esprimere opinioni, scoprire e costruire strumenti utili per il loro benessere.”
Il progetto “Non so se sto bene”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Gioventù nell’ambito di Erasmus Plus, nasce per promuovere il benessere giovanile e la partecipazione attiva attraverso attività educative, scambi e mobilità nazionali.
La mappatura dei luoghi del benessere
Nelle tappe precedenti, i giovani coinvolti avevano già iniziato una mappatura dei luoghi e dei servizi del benessere presenti nei rispettivi territori. A Reggio Calabria questa mappatura è proseguita e ha incluso realtà come Smail, di Villa S. Giovanni, il movimento giovanile Sottosopra e la Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo.
“Visitando la PBM – racconta Ranieri – i giovani hanno trascorso del tempo con i fondatori, Patrizia e Gianluca, ascoltando che cosa fanno e come lavorano. Abbiamo compilato una scheda valutativa e inserito la PBM nella mappatura nazionale che sarà poi pubblicata sui canali del progetto”.
La mappatura, che raccoglierà i luoghi del benessere individuati nelle diverse città dei partner, sarà prossimamente accessibile online.
Verso una Carta dei servizi inclusivi
Durante la mobilità, i partecipanti hanno anche iniziato a lavorare a una Carta dei servizi inclusivi per i giovani, altro prodotto del progetto.
L’obiettivo: definire che cosa renda un servizio davvero inclusivo e quindi capace di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni.
“Molti gli spunti emersi, tra cui ad esempio, il fatto che per i giovani – spiega Ranieri – un luogo del benessere deve essere aperto negli orari in cui loro possono andarci, deve usare un linguaggio inclusivo e deve avere un approccio accogliente. Hanno portato esempi concreti, come le sale d’attesa dei consultori, che spesso non parlano la loro lingua”.
Il cuore dell’esperienza: il “Bosco degli albi illustrati” della PBM
Il laboratorio condotto da Patrizia Flecchia e Gianluca Mulone della Piccola Biblioteca sul Mare è stato uno dei momenti più intensi e ricordati dai partecipanti. “È stata una delle collaborazioni più belle avute finora. Ho portato un’esperienza articolata intrecciando le mie competenze e la formazione in arteterapia, utilizzando albi illustrati e scrittura poetica – racconta Flecchia – per favorire un dialogo profondo tra linguaggio iconico e linguaggio testuale”.
Al centro dell’attività, Il Bosco degli albi illustrati, un’installazione composta da cento albi donati da tutta Italia alla PBM: “Ogni albo è un gesto di cura che diventa radice comune. Il bosco è una metafora, uno spazio vivente che prende forma grazie a chi lo attraversa. I ragazzi selezionano, interpretano, spostano i libri: l’opera cresce attraverso la loro presenza. Il valore non risiede nel libro in sé, ma nell’esperienza condivisa che esso attiva”.
Venticinque ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni sono diventati coautori dell’opera, trasformandola con le loro scelte.
Scrittura creativa e restituzione poetica
L’installazione si è conclusa con una sessione di scrittura creativa dal titolo “Io e te – come in una relazione amorosa”. “Abbiamo immaginato un dialogo con la pagina, con l’immagine o il testo che ci aveva più colpito. Ognuno ha scritto restituendo qualcosa di sé, in un intreccio di sguardi e parole. Ci siamo salutati – conclude Patrizia Flecchia – chiedendoci che cosa resta delle esperienze tra le ciglia, nei polpastrelli, nelle relazioni, nel nostro modo di abitare il mondo”.
Il workshop è stato così significativo che, come conferma la Ranieri, “molti giovani, nei giorni successivi, continuavano a parlarne tra le attività”. In un post su Instagram, Apice ha voluto condividere un ringraziamento nei confronti della PBM: “Grazie al progetto Non so se sto bene abbiamo conosciuto questa piccola realtà nata a Villa San Giovanni nel 2023. A volte le cose speciali nascono da un bisogno, e la PBM nasce dal desiderio autentico di mettere qualcosa di proprio al servizio della comunità. La collezione di albi illustrati è cresciuta grazie a chi ha voluto condividere bellezza e benessere. I giovani partecipanti hanno vissuto un momento speciale”.
Un sentiero vivo e intrecciato
La mobilità nazionale di Reggio Calabria si è chiusa con emozioni ancora vive e la sensazione di aver generato piccole trasformazioni personali e collettive.
Un percorso che continuerà nella prossima tappa di Arona, ma che ha già lasciato radici profonde nei giovani e nelle realtà coinvolte.
Come nel Bosco degli albi illustrati, ogni esperienza si è fatta sentiero vivo e intrecciato. E da ognuno di questi sentieri, molti giovani ripartiranno con parole nuove per abitare il mondo.