Nicky Nicolai e Stefano Di Battista conquistano Reggio con Mille bolle blu
Nicky Nicolai e Stefano Di Battista conquistano il pubblico del MArRC e promettono di tornare perchè "Non si può stare lontani da Reggio Calabria"
Insieme sono magia, ma anche tanto amore. Sono legati da un sodalizio umano ed artistico e lo si percepisce subito sul palco già dalle prime note. Nicky Nicolai e Stefano di Battista, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per Museo in Fest, hanno omaggiato la grande canzone italiana con lo spettacolo “Mille bolle blu” ricreando per qualche ora, atmosfere sofisticate e musica jazz. Prima di dare spazio alla magia, è il sassofonista romano Di Battista a ribadire che questo live “punta a far divertire ed unire: la musica è capace di creare una fusione di anime”.
“Ogni volta che mi esibisco, cerco di suonare liberandomi da ciò che ho studiato in passato, non penso a nulla perché chiaramente il problema è anche lo studio – afferma Stefano -. Se ci rimane incollato addosso in maniera forte, riusciamo a suonare, ma predominano meccanismi un po’ meccanici. Non c’è una regola precisa, sicuramente, più si è rilassati, meglio è”.
Lei e Nicky riuscite a portare in scena un repertorio le cui difficoltà oltre ad essere tecniche, sono anche psicologiche, come fate?
“Respiro, mi getto nella musica perchè è lei che ci dà la spinta per fare questi progetti importanti e poi, penso ai benefici che avrà chi la ascolterà, come migliorerà la qualità della vita di ognuno”.
In poche ore, raccontate un passato che non è passato. Bella impresa.
“Una scommessa vinta direi. Ogni sera, sono entusiasta nel vedere giovani, adulti, ragazzini attratti dal mix di musica italiana ed internazionale reinterpretati in chiave swing e jazz. Partecipano, cantano i grandi successi degli anni ’60, ’70, capolavori intramontabili”.
Nicky invece, ci racconta come è nato “Mille bolle blu” e che vede insieme ai due big anche lo straordinario Trio Jazz, formato da Andrea Rea al pianoforte, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Luigi Del Prete alle percussioni.
“Riscopriamo canzoni di un tempo, da “Se stasera sono qui” a “Non gioco più”, da “Se telefonando” a “Che sarà” fino a “All my loving” e “Smoke on the water” e tante altre – aggiunge Nicky -. Brani che ancora oggi ci accompagnano, musiche che hanno un posto importante nella nostra vita, nel cuore”.
In scaletta, una vasta selezione del cantautorato italiano, come è avvenuta la scelta dei brani?
“Il cantautorato italiano è fonte di ispirazione per me, abbiamo scelto pezzi che onorano la memoria, celebrano la musica italiana, i suoi artisti ma, soprattutto, siano un riflesso di esperienze ed emozioni”.
E dei Bronzi di Riace cosa mi dite?
“Sono due opere d’arte incredibili, veri capolavori e ci sentiamo infinitamente piccoli di fronte tale bellezza. Avete risorse pregiatissime, godete di una ricchezza naturale che non tutti hanno. Staremmo ore a guardare i guerrieri, le sculture e tutto il patrimonio custodito al museo. Torneremo presto, perché non si può stare lontano da Reggio Calabria”.