Note a margine, tra musica e parole Nicola Piovani incanta piazza De Nava

Ieri sera il concerto-spettacolo del premio Oscar Nicola Piovani a Reggio Calabria: musica, miti, cinema e ironia nel 54° anniversario dei Bronzi di Riace - GALLERY E VIDEO

Nicola Piovani a RC Immagini e montaggio video di Antonio Ciro

Una piazza De Nava stracolma di pubblico ha fatto da cornice, ieri sera, domenica 16 agosto, al concerto-spettacolo “Note a margine” di Nicola Piovani, promosso dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria in occasione del 54° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, avvenuto il 16 agosto 1972 nelle acque del Mar Ionio reggino.

Un appuntamento che ha chiuso il “Mese dei Bronzi di Riace”, trasformando ancora una volta gli spazi davanti al Museo Archeologico Nazionale in un grande palcoscenico a cielo aperto. Alle spalle degli artisti, la facciata di Palazzo Piacentini ha accolto le immagini e i disegni di Milo Manara, intrecciati alla musica e al racconto di Piovani.

Sul palco, insieme al premio Oscar, Marco Loddo al contrabbasso, Marina Cesari al sassofono e Vittorino Naso alla batteria.

La musica come racconto, tra cinema e mito

“Note a margine” è stato soprattutto un dialogo con il pubblico. Piovani ha alternato l’esecuzione musicale a racconti, ricordi, aneddoti e riflessioni sulla musica, spiegando la genesi di alcuni brani e accompagnando gli spettatori dentro mondi diversi: dal cinema alla mitologia greca.

E così, tra una musica e l’altra, sono arrivati i ricordi di Federico Fellini, raccontato attraverso un irresistibile episodio ambientato nella notte romana, quando il regista e Piovani si ritrovarono a cercare una strada nella zona della Tuscolana. Fellini, davanti a un paesaggio fatto di copertoni e rifiuti, riuscì a trasformare quella scena in un “paesaggio post atomico” grazie alla sua inesauribile capacità di usare gli aggettivi.

Alla fine, dopo aver ritrovato l’uscita, Piovani racconta di aver confessato al regista il timore di perdersi nuovamente. La risposta di Fellini, con il suo sorriso paternalistico, fu semplicemente: “Speriamo!”. Una battuta che ha strappato il sorriso alla piazza.

Il musicista ha poi accompagnato il pubblico nel mondo del cinema muto e dei pianisti che, nelle sale di inizio Novecento, dovevano commentare le immagini dal vivo. Da questa riflessione è nato il racconto che ha introdotto “Il pianino delle meraviglie”, brano dedicato proprio a quei musicisti rimasti spesso anonimi, nonostante talento e capacità.

I miti greci e l’ironia di Piovani

La seconda parte dello spettacolo ha avuto come filo conduttore la mitologia greca, alla quale Piovani ha dedicato diverse composizioni. Da Icaro a Narciso, passando per le Sirene e Partenope, il racconto musicale è diventato anche un’occasione per giocare con l’attualità.

Presentando “Il volo di Icaro”, Piovani ha scherzato sulla scelta, a suo dire poco felice, di chiamare “Icaro” una barca a vela appartenuta a un importante uomo politico italiano: “Icaro è un personaggio che finisce affogato nel mare. Come si fa a chiamare una barca col nome di uno per essere affogato in acqua?”, ha detto, prima della battuta sull’“asilo Erode” che ha provocato le risate del pubblico.

Poi Narciso, non semplicemente simbolo della vanità, ma personaggio che, nella lettura proposta da Piovani, “cancella il prossimo”: per Narciso l’altro non esiste, se non come ammiratore. Una riflessione che ha portato il musicista a una stoccata ironica sulla classe dirigente e sui “mezzi narcisi”, accolta dalla piazza con una risata e un applauso.

Il racconto delle Sirene ha invece condotto fino a Partenope, la sirena che, secondo il mito narrato da Piovani, dopo la morte sarebbe stata deposta sulla costa napoletana. Da qui il brano omonimo, dedicato alla sirena e alla città di Napoli.

Il valore della musica suonata dal vivo

Nel finale Piovani ha parlato direttamente del senso dello spettacolo e del rapporto con il pubblico. Ha difeso la forza dell’esperienza condivisa, quella di artisti e spettatori che si incontrano fisicamente nello stesso luogo, senza schermi o filtri.

Vale la pena”, ha detto parlando dei sacrifici necessari per portare la musica dal vivo nei teatri e nelle piazze. E ha ricordato come, per lui, la musica dal vivo rappresenti una tradizione che affonda le proprie radici in millenni di storia e che può continuare ad avere un futuro.

Poi, con la consueta ironia, ha ribaltato una vecchia sentenza secondo cui ciò che non passa in televisione non esisterebbe: “Noi questa sera qui non siamo esistiti e io sono felicissimo di quest’ora e mezza di inesistenza che ho passato insieme a voi qui a Reggio Calabria”.

Un’ultima battuta prima di presentare i suoi musicisti e consegnare alla piazza l’applauso finale.

Sudano: “Una chiusura in bellezza”

Prima dello spettacolo è intervenuto Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, che ha tracciato ai microfoni di CULT un bilancio delle iniziative dedicate ai Bronzi.

“È stato un periodo molto compresso e denso di attività ed eventi, realizzati grazie alla legge regionale e al Dipartimento Turismo della Regione Calabria”, ha spiegato Sudano. “Il museo si è sperimentato anche in questa novità, dando attuazione a una legge regionale del 2023 che aspettavamo da tempo di poter applicare. Siamo finalmente riusciti a farlo, chiudendo in bellezza”.

Il direttore ha ricordato anche il concerto organizzato l’anno precedente in piazza De Nava e la scelta, per questa edizione: “Quest’anno abbiamo scelto veramente un artista, una star internazionale come Nicola Piovani, che spero possa lasciare un bel ricordo di questo 54esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace”.

Con “Note a margine” si è dunque concluso il programma del Mese dei Bronzi di Riace, una serie di appuntamenti (realizzato con la direzione artistica e generale dell’Accademia Senocrito) che ha concentrato in pochi giorni musica, cultura e iniziative attorno alle due celebri statue. E ieri sera, davanti al Museo e ai due guerrieri, è stata soprattutto la musica a prendere la parola.

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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