Nuove ceneri, antiche ferite: Pasolini secondo Mittica a Casa Condò
Le ceneri di Pasolini di Marco Mittica a Reggio Calabria: uno spettacolo teatrale su emigrazione, memoria e illusioni del progresso, in scena domani 29 dicembre 2025 alla Casa del popolo Ruggero Condò
Reggio Calabria si prepara ad accogliere un teatro che parla piano ma lascia segni profondi. Non una celebrazione, non una lezione, ma un racconto incarnato che attraversa vite comuni, pensieri e memoria. Domani sera, 29 dicembre 2025, alla Casa del popolo Ruggero Condò, in scena Le ceneri di Pasolini di e con Marco Mittica.
Il ritorno della Lapa & Art
Dopo la Lapa Reggina a piazza Orange, Marco Mittica torna in città con il suo teatro su tre ruote per presentare uno dei lavori più intensi del suo percorso artistico nella sede Anpi Reggio Calabria, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini.
Uno spettacolo che non è un omaggio celebrativo, ma un attraversamento critico del pensiero pasoliniano, intrecciato alle storie di emigrazione, alle radici del Sud, alla memoria di un mondo che resiste. Mittica porta in scena la voce di Pasolini, la sua rabbia lucida, facendola risuonare dentro una vicenda familiare che appartiene a molti.
Una famiglia del Sud, l’emigrazione, il Nord
La narrazione prende corpo attraverso le vicende di una famiglia calabrese emigrata a Torino alla fine degli anni Settanta. È da qui che si sviluppa il viaggio teatrale: una storia intima che diventa collettiva, capace di rendere viva la poetica del grande intellettuale friulano.
«Racconto la mia famiglia – spiega Mittica – che poi è la storia di tante famiglie del Sud. Partono per Torino in cerca di lavoro e, attraverso di loro, provo a mostrare ciò che Pasolini aveva intuito: l’uomo sedotto e poi svuotato da un mondo capitalistico che promette tutto e non restituisce felicità».
L’illusione del progresso, le cassette di Coca-Cola e la “scalata” sociale
Il momento simbolico è l’ingresso della famiglia nel supermercato, luogo della scoperta e dell’inganno. «È lì – racconta l’attore – che nasce l’illusione: tutto sembra possibile, persino trovare l’anguria a Natale. Ma dietro quell’abbondanza non c’è felicità. È la perdita della bussola, la vera malattia del nostro tempo». Elemento scenico centrale sono otto cassette di Coca-Cola, oggetti semplici che Mittica trasforma continuamente: diventano treno, fabbrica, casa, fino a costruire un palazzo, simbolo della scalata sociale della famiglia emigrata. Alla fine vengono buttate giù rappresentando la metafora del crollo dell’illusione. Di un progresso che non porta da nessuna parte. Di un popolo travolto dal mito dello sviluppo.
Uno spettacolo per tutti
Le ceneri di Pasolini è uno spettacolo fruibile anche da chi non ha mai letto Pasolini. La narrazione è diretta, a tratti ironica, a tratti commovente. I pensieri del poeta si traducono in storie familiari concrete, in figure quotidiane – un operaio, un insegnante, una madre, un figlio – nelle quali ciascuno può riconoscersi.
«Le ceneri di Pasolini è un racconto in cui, attraverso le vicende di una famiglia calabrese emigrata a Torino alla fine degli anni ’70, si vede come i premonimenti di Pasolini su una società capitalista capace di trasformare l’uomo in un automa disumanizzato diventino carne viva. Una ricerca ossessiva del consumo, di oggetti inutili e superficiali, che finisce per sgretolare tutto, compresa la famiglia stessa».
Un teatro essenziale, che non consola ma interroga. Un ritorno alle origini in cui le ceneri di Pasolini continuano a parlare al presente, chiedendo ascolto.