Nuovo presidio al Cilea dopo lo stop alla Flotilla: Reggio non resta in silenzio
Ancora una volta in piazza per manifestare la solidarietà alla Global Sumud Flotilla abbordata da Israele. Presidi al Cilea, di fronte ai Riuniti e domani lo sciopero generale
Le scalinate del Teatro Cilea si sono trasformate oggi pomeriggio, per l’ennesima volta, in un luogo di protesta e solidarietà. A partire dalle ore 18:00, molta gente ha risposto all’appello delle diverse realtà territoriali, tra cui la community ProPal e il coordinamento Pro Palestina reggino, scendendo in piazza per manifestare contro l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla, avvenuto nelle acque internazionali a 70 miglia da Gaza.
Le 41 imbarcazioni che trasportavano aiuti umanitari sono state bloccate dall’esercito israeliano, con 450 attivisti arrestati, tra cui 46 italiani. Alcuni dei fermati saranno trasferiti nel carcere di Ketziot, con rischio di processo in tribunali speciali.
Alecci: “Vergognosa la posizione del governo italiano”
Il presidio si è aperto con le parole di Simone Alecci, rappresentante del coordinamento Pro Palestina reggino, che ha sottolineato la gravità non solo dell’abbordaggio, ma anche degli attacchi avvenuti nelle settimane precedenti: “I nostri connazionali sono stati arrestati, ma i fatti più gravi sono avvenuti prima: attacchi incendiari in acque internazionali, con sospetti che partivano dall’Italia. Episodi sottovalutati e mai affrontati seriamente. Vergognosa è la posizione del governo italiano che si è completamente sfilato dalle proprie responsabilità, lasciando gli attivisti senza tutela e proponendo mediazioni vane”.
Ai microfoni di Cult, Alecci ha criticato con forza l’atteggiamento delle istituzioni: “Israele va fermato. La Flotilla compie un atto umanitario e politico positivo, non una passerella. Noi chiediamo un cambio di rotta, perché l’Italia e nessun altro paese possono far finta di vivere in normalità davanti a queste ingiustizie”.
Solidarietà e mobilitazioni diffuse
Durante il presidio è stato ricordato anche lo sciopero generale indetto dalla CGIL per la giornata di domani, cui hanno aderito altre sigle sindacali. A Reggio Calabria il corteo partirà alle ore 9:30 da Piazza De Nava.
Alecci ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è creare uno stato di agitazione permanente. Non basta la testimonianza: serve un movimento che sappia fermare i rapporti politici ed economici con Israele. Per questo siamo in piazza, uniti da un ecosistema di realtà territoriali che in queste ore hanno promosso iniziative importanti, come il presidio improvvisato di stanotte dopo il sequestro della Flotilla”.
Marra (USB): “Per la Palestina e per la nostra dignità”
Anche Giuseppe Marra, dell’USB, ha collegato la protesta alla mobilitazione sindacale: “Scioperiamo non solo per la Palestina, ma per la nostra dignità. Non possiamo accettare che l’Italia sia complice di uno Stato genocida. Continueremo a mobilitarci finché non si interromperanno le relazioni commerciali e politiche con Israele”. Marra ha poi ricordato l’importanza del contributo della Flotilla come segnale di risveglio: “Ci hanno dato la spinta per uscire dall’impotenza. Non possiamo più restare spettatori”. Domani “saremo in piazza anche a Gioia Tauro” invitando tutti a manifestare “ovunque riteniate più comodo, l’importante è che partecipiate”.
Barbagallo: “Il piano USA è un inganno”
Un’altra voce emersa dal presidio è quella di Emiliano Barbagallo, attivista, che ha denunciato la risoluzione approvata oggi alla Camera dei Deputati che sostiene l’iniziativa di pace messa in campo dagli USA: “Il cosiddetto piano di pace americano non prevede né la fine dell’assedio né la ricostruzione di Gaza. È un progetto di normalizzazione della sottomissione, che nega al popolo palestinese sovranità e autodeterminazione. Sostenere quel piano significa schierarsi con i potenti e tradire chi chiede giustizia”.
Flashmob per i sanitari uccisi
In serata si è svolto anche il flashmob “Luci sulla Palestina” davanti agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Qui, i manifestanti hanno ricordato i 1.677 operatori sanitari palestinesi uccisi a Gaza, leggendo ad alta voce i loro nomi.
Reggio in prima linea
Il presidio di Reggio Calabria al Cilea e le altre manifestazioni di stasera e domani rappresentano momenti di forte partecipazione civile. Tra slogan, interventi e flashmob, il messaggio è chiaro: bisogna scegliere da che parte stare e Reggio ha scelto Gaza. Come ha ribadito Simone Alecci, “l’Italia non può rimanere in una condizione di normalità davanti al genocidio in corso”. Le voci dal Cilea hanno fatto eco a quelle di decine di città italiane: un grido collettivo per fermare l’assedio e restituire dignità al popolo palestinese.