Obitus, la violenza invisibile: teatro e verità al Metropolitano
L’11 febbraio al Cine-Teatro Metropolitano alle 20:30 torna Obitus della Compagnia Ucrìu: un monologo intenso sulla violenza nascosta, tra parola, corpo e musica
La violenza abita anche le case perfette, i salotti ordinati e le vite che sembrano non avere crepe. È da questa consapevolezza che riparte Obitus, lo spettacolo teatrale della Compagnia Ucrìu che ritorna mercoledì 11 febbraio alle ore 20,30 al Cineteatro Metropolitano di Reggio Calabria, portando in scena una storia necessaria, dura e profondamente contemporanea.
Obitus torna in scena a Reggio Calabria
Obitus è un monologo teatrale tratto dal volume La cura provvisoria dei tratti fragili, edito da Città del Sole Edizioni. La drammaturgia nasce da un racconto scritto dalle stesse autrici, Tiziana Bianca Calabrò ed Eleonora Scrivo, ed è portata in scena con la regia di Basilio Musolino.
Sul palco, l’interpretazione intensa dell’attrice Renata Falcone, accompagnata dalle musiche originali di Antonio Aprile, dà corpo e voce a una narrazione che procede come un flusso interiore, rapido e perturbante.
Lo spettacolo ha debuttato nell’agosto 2024 nell’ambito del Balenando in Burrasca Festival, confermando il percorso artistico della Compagnia Ucrìu, da sempre attenta a intrecciare osservazione della realtà, impegno sociale e invenzione scenica.
Vittoria e il volto nascosto della perfezione
La storia è quella di Vittoria, una donna che dietro una vita apparentemente impeccabile e perfetta nasconde il dramma della violenza, che si consuma in segreto tra le mura di casa. Tutto accade in una narrazione veloce e quasi psichedelica dove il corpo stesso diventa parola agita.
Come spiega Tiziana Bianca Calabrò, senza svelare troppo allo spettatore: Vittoria “si muove in un salotto e, nel farlo, racconta. Dietro l’immagine di una vita perfetta, altoborghese, quasi patinata, emergono invece gli scheletri nascosti, ciò che quella perfezione cerca disperatamente di occultare”.
È qui che Obitus rivela il suo nucleo più profondo: un vissuto di violenza consumata tra le mura domestiche, raccontata senza retorica, senza didascalismi, da una prospettiva volutamente insolita.
Obitus è un testo che parla di violenza, ma lo fa evitando scorciatoie emotive. “Il nostro intento – chiarisce Tiziana Bianca Calabrò – è raccontarla senza retorica, da un punto di vista che aiuti a comprendere come la violenza non appartenga a una classe sociale specifica. È trasversale, è un fatto culturale”.
Il corpo come parola agita
Obitus è un lavoro attoriale complesso, che richiede di tenere insieme più livelli emotivi e narrativi.
Renata Falcone racconta come il testo abbia sostenuto moltissimo la ricerca e l’interpretazione: “interpretare Vittoria significa sostenere più livelli contemporaneamente, cercando ogni volta i canali giusti per veicolare il messaggio centrale, quello di una violenza trasversale, che attraversa ogni contesto sociale”.
La regia e la scelta della sobrietà
Il risultato è una presenza scenica che non cerca l’enfasi, ma una verità nuda, esposta, come conferma lo stesso regista Basilio Musolino. “La regia, insieme allo studio delle luci e della scenografia è interamente orientata a mettere in risalto la personalità di Vittoria e i suoi rapporti con chi la circonda” ammette infatti. “Un lavoro che non cerca il pietismo o la lacrima facile, o ancora l’emozione da parte del pubblico, ma vuole mettere lo spettatore di fronte ad una situazione ilo più possibile reale” aggiunge.
Un percorso artistico condiviso
Obitus è anche il risultato di un percorso collettivo. Il lavoro si è avvalso della consulenza artistica del coreografo Giuseppe Muscarello e del drammaturgo Tino Caspanello, oltre al contributo di DRACMA Teatro, che ha ospitato la Compagnia Ucrìu per due settimane di residenza artistica presso il Teatro Comunale di Polistena.
“Un’esperienza preziosa e che ci ha arricchito, resa possibile grazie ad Andrea Naso” ha concluso la Calabrò ricordando l’appuntamento dell’11 febbraio al Metropolitano con uno spettacolo che non chiede applausi facili, ma presenza e ascolto, perché ciò che accade nel silenzio delle case riguarda ognuno di noi.
Info e prenotazioni: 353 3922373