Odeon, viaggio nelle colonne sonore del cinema

Ieri sera al Cineteatro Odeon di Reggio Calabria un concerto-evento del Cleophe Merenptah Ensemble tra Morricone, tango e musical: emozioni, memoria e arte in un viaggio tra le più celebri colonne sonore - FOTO E VIDEO

Cleophe ensemble Odeon Foto di Antonio Sollazzo

Al Cineteatro Odeon la serata di ieri, 2 aprile 2026 con il Cleophe Merenptah Ensemble si è trasformata in qualcosa che va oltre il semplice concerto: un vero viaggio nella memoria del cinema, costruito attraverso le sue colonne sonore più iconiche.

Un evento fuori cartellone, ma denso di significato, che ha saputo unire musica, racconto e identità culturale, restituendo al pubblico un’esperienza immersiva e partecipata.

Un omaggio al cinema e alla sua storia

A chiarire il senso dell’iniziativa è stato Saverio Cuoco, amministratore unico del Cineteatro Odeon, che ha raccontato la genesi della serata: “Si tratta di un evento che abbiamo voluto organizzare per celebrare il cinema. L’Odeon vanta oltre cinquant’anni di attività, prevalentemente cinematografica, e questa serata nasce proprio con l’intento di rendere omaggio alla sua storia. È un modo per ringraziare tutti: il pubblico, che ci ha sempre sostenuto, ma anche i fondatori, i gestori e i lavoratori che hanno contribuito a costruire questo percorso”. Un’iniziativa che si configura, dunque, come un gesto di restituzione verso la città e la sua comunità.

Uno spettacolo tra musica, danza e racconto

La serata è stata concepita come un’esperienza completa, non limitata alla sola esecuzione musicale. “Non è soltanto un concerto: è uno spettacolo vero e proprio. Abbiamo voluto creare un percorso che includesse anche altre forme artistiche – ha sottolineato ancora Cuoco – come il tango, per raccontare il cinema nella sua globalità. Non solo le immagini e i titoli, ma anche ciò che resta nella memoria”.

Un intreccio di linguaggi che riflette la natura stessa del cinema, capace di fondere suono, parola e movimento.

Il battito pulsante del cinema

Il cuore dell’evento è rappresentato dalle colonne sonore, definite da Cuoco con parole efficaci: “Le colonne sonore sono il battito pulsante del cinema: sono quelle che restano nel tempo, che riaffiorano nei ricordi. Sono parte della nostra memoria collettiva”.

E proprio su questa dimensione emotiva si è costruito il programma musicale: “Abbiamo scelto un repertorio molto ampio, che spazia da Morricone fino a Totò, passando per Piazzolla. Un percorso vario, capace di attraversare epoche e generi diversi.”

Il “concerto contenitore” di Federico Vozzella

Dal palco, Federico Vozzella direttore artistico e violinista, ha guidato il pubblico introducendo lo spirito della serata, con un tono diretto e coinvolgente: “Mi piace chiamarvi pubblico reggitano, perché in questo termine riconosco un valore: il calore, la resilienza, il gusto del bello che caratterizza il Sud. Sono sensazioni che, quando suono qui, difficilmente ritrovo altrove.”

E ha definito con precisione la natura dello spettacolo: “Quello di stasera è un viaggio. Un ‘concerto contenitore’ che parte da una dimensione cameristica e si trasforma progressivamente, arricchendosi di nuove presenze, nuovi suoni e nuovi linguaggi.”

Un progetto costruito attorno alla valorizzazione della musica da film italiana: “Nasce dalla volontà di mettere al centro la genialità dei nostri compositori. Accanto ai grandi nomi, abbiamo voluto includere anche autori meno eseguiti, ma altrettanto meritevoli di essere ascoltati e riscoperti.”

Memoria e identità come filo conduttore

Il tema della memoria ha attraversato tutta la serata, diventando un vero filo narrativo: “La memoria non va mai abbandonata. Non si tratta solo di ricordare Ennio Morricone, che è già patrimonio universale, ma anche tanti altri compositori che meritano riconoscimento e rispetto”.

Un discorso che si è esteso anche al legame con il territorio, in particolare con la presenza del soprano Maria Claudia Donato, in arte Cleophe: “È una vostra conterranea ed è per noi un grande piacere accompagnarla proprio qui, nella sua città. Porta con sé l’identità di questo luogo e lo valorizza ovunque si esibisca”.

Tra tango, poesia e musical

Il concerto ha attraversato generi e suggestioni diverse: dalla musica da film al tango argentino, con i ballerini Javier e Lidia, fino ai momenti più intimi e riflessivi.

Particolarmente significativo l’intervento di Franco Donato, che ha interpretato “Summertime” di Gershwin e dato voce a una poesia in vernacolo di Giuseppe Ginestra, omaggiata dal dottor Eduardo Lamberti Castronuovo presente in sala.

Il repertorio ha incluso autori come Morricone, Bacalov, Piovani, Trovajoli, Bernstein, Piazzolla e Williams, accompagnando il pubblico fino a un finale brillante di ispirazione Broadway.

Un finale condiviso con il pubblico

A chiudere la serata, l’entusiasmo degli artisti e del pubblico, sintetizzato dalle parole di Vozzella: “È stato un viaggio lungo e intenso, che abbiamo vissuto con grande piacere. Spero che anche per voi sia stato lo stesso”.

Dopo la presentazione dei musicisti – Giovanni Monti al pianoforte, Marco Pescosolido al violoncello, Daniele Dian al clarinetto – e dei protagonisti sul palco, il pubblico ha richiesto a gran voce il bis.

Un finale affidato alla tradizione napoletana, con “’O sole mio”, “Torna a Surriento” e “I’ te vurria vasà”, che ha suggellato una serata densa di emozioni.

Un teatro che guarda al futuro

L’Odeon continuerà ora con la propria programmazione. Come ha ricordato Cuoco: “La stagione proseguirà fino a maggio, con spettacoli come Carmen, dopo Butterfly e Traviata. Avremo anche il cabaret di Santo Palumbo, Nadia Labate con ‘New Smile’, Lunanzio e altri appuntamenti”. Senza dimenticare la vocazione cinematografica: “Continueremo anche con le proiezioni: ci sono diverse uscite importanti in anteprima. L’Odeon prosegue nel suo percorso – ha concluso l’amministratore – mantenendo viva la sua doppia anima di teatro e cinema”.

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