Olimpiadi di Milano-Cortina: quello che non vediamo e il bello che esiste

Racconti, retroscena, storie invisibili e momenti iconici delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 tra spettacolo mediatico ed emozioni

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Le Olimpiadi rappresentano un momento storico ed unico per i paesi organizzatori. I luoghi di svolgimento delle gare diventano palcoscenico sportivo e mondano di condivisione di rapporti umani. Milano e Cortina sono l’insieme dei luoghi che si ritrovano nello scenario degli sport invernali, con rappresentanze anche di nazioni che sono lontane anni luce dalla geografia delle montagne, ma come disse De Coubertin l’importante è partecipare. Olimpiadi come show televisivo, con immagini delle gare che esaltano i gesti atletici, con la grande tecnologia delle riprese realizzate con droni, steadycam ed elicotteri. Il circo mediatico è sempre l’aspetto più bello e controverso nel panorama olimpico, dopo pochi giorni alcuni protagonisti sportivi e non solo, nel bene e nel male, hanno lasciato e stanno lasciando il segno nella memoria della gente.

La cerimonia inaugurale e il caso della telecronaca Rai

Iniziamo dalla cerimonia inaugurale che ha messo in scena una vergognosa telecronaca da identificare nel nome di Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, che dopo avere esautorato Auro Bulbarelli, che avrebbe dovuto essere il commentatore ufficiale, punito per avere svelato la sorpresa dell’imbarazzante e retorico arrivo in tram, guidato da Valentino Rossi, del Presidente Mattarella. Cerimonia inaugurale molto bella, elegante e tecnologica, ma scarnificata dalla cronaca televisiva con la voce di Petrecca che ha inanellato una serie di gaffes sinonimo di “Guinness dei Primati” scambiando la presidente del CIO per la figlia di Mattarella, scambio di persona anche tra Matilda De Angelis e Mariah Carey, commenti ironici su provenienze geografiche di atleti, atlete della nazionale di volley femminile non riconosciute, Ghali ignorato nella performance con ballerini sul testo di Gianni Rodari. Imbarazzante! Risultato finale, Paolo Petrecca genera sorrisi e critiche a livello nazionale, sui social ed a livello politico e la RAI lo escluderà dalla cronaca della cerimonia di chiusura a Verona.

Olimpiadi invisibili: ambiente, infrastrutture e curiosità

Olimpiadi, tutto quello che non vediamo. Pista da bob a Cortina, con scempio di bosco per creare l’opera con grave danno ambientale e cementificazione di spazi stile Cetto La Qualunque.

La carrellata dei protagonisti inizia con Alicia Lewis, giornalista americana che arriva in albergo e si chiede cosa possa essere quel sanitario senza buco accanto al water. Noi italiani siamo creativi ed intimamente puliti ed usiamo il bidet. Il servizio giornalistico della Lewis con la richiesta di come si possa usare il bidet e perché l’acqua scorre dall’alto e non dal basso, ci fa immaginare, sorridendo, tutti i suoi movimenti del corpo e le posture per poterlo usare.

Il curling e il successo della comunicazione sportiva

Esistono belle storie di comunicazione, tecnica, strategia in nome di uno sport olimpico che dalle scorse olimpiadi di Torino ha conquistato l’Italia: il Curling. Nelle case degli italiani, pentole e bollitori vengono usati come “stones” e i pavimenti sono lavati a cera per farli scivolare meglio e diventano causa di cadute varie.

Sottolineo con la matita blu, non rossa perché corregge errori, i nomi di Stefania Constantini e Amos Mosaner, la straordinaria coppia della nazionale di Curling misto, che ha conquistato le semifinali e dimostra l’efficacia della comunicazione tra loro nella condivisione delle strategie e la forza fisica e mentale che in questa disciplina è fondamentale.

Lindsey Vonn e l’epilogo di una carriera olimpica

Titoli di coda per un’atleta sfortunata, tenace, mai doma. Lindsey Vonn sciatrice statunitense vittima di una caduta nella discesa libera femminile. L’atleta americana rappresenta la tenacia, la voglia di ripartire a 41 anni, dopo tanti infortuni subìti, che dal 2008 al 2012 ha dominato le scene mondiali. Il 12 dicembre 2025 vince a Saint Moritz la discesa libera e diventa la più anziana vincitrice della Coppa del Mondo. Il suo sogno è quello di conquistare una medaglia olimpica dopo il suo trionfo a Vancouver, ma dopo 13 secondi dalla sua discesa sulla pista Olympia delle Tofane, una caduta la riporta alla realtà. Rimane in pista con le gambe aperte verso l’alto, riportando una frattura scomposta alla gamba sinistra e le sue urla di dolore gelano il parterre del pubblico. L’epilogo finale segna la fine della sua storia olimpica, con il suo corpo sospeso nella lettiga tra cielo e terra, trasportato dall’elicottero.

Milano Cortina 2026: una storia ancora da scrivere

Olimpiadi Milano Cortina 2026, racconti, storie e tutto quello che accadrà di bello per i colori nazionali, in una storia da scrivere per gli appassionati dello sport.

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