Pagliacci di Leoncavallo: la tragedia che nasce in Calabria debutta al Cilea

Al Teatro Cilea di Reggio Calabria debutta domani 30 gennaio Pagliacci di Leoncavallo: un capolavoro verista tra storia, identità calabrese e grande opera per Polis Cultura

Pagliacci

Tutto pronto al Teatro Cilea di Reggio Calabria per accogliere il debutto della prima delle due Opere proposte per il 2026 dalla Polis Cultura, meritoria organizzazione culturale reggina che da 41 anni lavora costantemente nel settore dello spettacolo dal vivo con stagioni di successo tra estiva presso l’Arena Alberto Neri e invernale al Teatro Cilea.
Domani, venerdì 30 Gennaio alle 21 sarà il debutto per Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, spettacolo inserito nella sezione Le Maschere e i Volti 2026, un progetto finanziato dalla Regione Calabria con risorse POC 2015/2020 Az. 6.8.3.

Le origini “calabresi” dell’opera

Rappresentata per la prima volta al Teatro dal Verme di Milano nel 1892 con la direzione d’orchestra di un giovane e ancora poco noto Arturo Toscanini, l’opera è un caposaldo del repertorio verista, ispirata ad un fatto di sangue realmente accaduto a Montalto Uffugo (CS) dove Leoncavallo visse qualche anno della sua infanzia. Un’Opera, quindi, che ci appartiene in termini territoriali.

Il fatto di cronaca che ispirò Leoncavallo

È la notte del 5 marzo 1865 quando la cittadinanza viene sconvolta da un omicidio per mano di Luigi e Giovanni D’Alessandro ai danni del ventenne Gaetano Scavello, al servizio della famiglia del compositore. Sembra che Scavello avesse frustato, con un ramo d’albero, alle gambe un tale Pasquale Esposito, garzone di Luigi D’Alessandro, per essersi rifiutato di spiegare il motivo per cui aveva accompagnato la ragazza nella casa colonica del suo padrone. La sera successiva Luigi D’Alessandro, insieme con il fratello Giovanni, decise di lavare con il sangue l’affronto subito uccidendo il rivale all’uscita da uno spettacolo. Il padre di Leoncavallo, all’epoca dei fatti, magistrato in Calabria, istruì, nella parte iniziale il processo che si concluse con la condanna dell’uxoricida a vent’anni di reclusione per Luigi e ai lavori forzati a vita per Giovanni.

Il valore drammatico e l’attualità di Pagliacci

Ciò che rende l’Opera immortale risiede nello straordinario equilibrio drammatico tra elaborazione del soggetto legato all’ambiguità tra realtà e finzione, uomo/attore, vita/teatro, la forza espressiva dell’orchestrazione e una trama d’impatto. Una compagnia teatrale giunge in un paesino del Meridione italiano. Gelosia e tradimento scatenano la tragedia con Canio/Pagliaccio che uccide la moglie Nedda/Colombina e il giovane amante mentre sono in scena davanti al pubblico. Una violenza di genere, con i suoi tratti di possessività e gelosia, che rende l’Opera sempre attuale, trasformando il melodramma in una denuncia sociale per sottolineare la persistenza del fenomeno del femminicidio.

La direzione musicale e la produzione

La messa in scena vanta un cast artistico e tecnico di grande livello a partire dal Maestro concertatore e Direttore d’Orchestra Filippo Arlìa che, assieme al patron Chilà, ha voluto fortemente rinnovare la collaborazione con la Polis Cultura dopo i successi degli scorsi anni con Carmen di Bizet, l’omaggio a Maria Callas e la straordinaria Aida nella versione originale di Franco Zeffirelli. Durante la sua breve ma intensa carriera, Arlìa ha girato il mondo solcando grandi palcoscenici, dal Carnegie Hall di New York, all’Auditorio Nacional de Musica di Madrid per arrivare al Cairo Opera House e al Teatro alla Scala di Milano, dirigendo Orchestre come l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, Cairo Symphony Orchestra, Jerusalem Symphony Orchestra, Berliner Symphoniker, I Virtuosi del Teatro alla Scala. Non ultimo il concerto della Vigilia di Natale dalla Basilica di Santa Maria Maggiore andato in onda su Rai1. La produzione di Pagliacci è curata dalla stessa Polis Cultura in coproduzione con il Conservatorio Statale di Musica Tchaikovsky diretto da Valentina Currenti con la partecipazione dell’Orchestra sinfonica denominata Orchestra Filarmonica della Calabria.

La regia e il cast vocale

La regia di Pagliacci è affidata alle mani sicure di Mario De Carlo, artista di origini reggine che vanta importanti collaborazioni in Italia e all’estero. E’ assistente in teatri quali Fenice di Venezia, Filarmonica di Verona, Opera Giocosa di Savona, Arena di Verona, Teatro Massimo di Palermo. Firma i suoi primi spettacoli al Festival Pucciniano di Torre del Lago (Le villi e Il tabarro) e al Teatro Scientifico del Bibiena di Mantova per l’Accademia Lirica di Katia Ricciarelli (Il barbiere di Siviglia di Paisiello, trasmesso da RAI 1). Svolge la sua attività soprattutto all’estero: Belgrado, Timişoara, Skopje, Bucarest, Seoul. In Romania ha ricevuto per tre volte l’Oscar per l’Opera, premio istituito dal Ministero della Cultura Romeno. Nel ruolo di Canio il tenore Walter Fraccaro che vanta una prestigiosa carriera internazionale. Debutta nel 1994 in Nabucco al Liceu di Barcellona dopo aver vinto, l’anno prima, il Premio Domingo come miglior tenore ed il Premio Montserrat Caballé come migliore interprete verdiano. Tra le sue recite più significative troviamo Simon Boccanegra al teatro Massimo di Palermo; il Trovatore a Oviedo, Nizza, Atene, Tokyo, Belem (Brasile), Città del Messico; Cavalleria rusticana alla Fenice di Venezia e Tokyo; Otello a Venezia, Trieste e Zurigo; Aida alle Terme di Caracalla a Roma, e a Venezia, Verona, Monaco, San Diego. Nedda è interpretata da Marta Leung, soprano italo-mauriziano, apprezzata dalla critica per la morbidezza della voce, la bellezza del timbro e una musicalità istintiva e raffinata. Si è esibita in teatri e festival di rilievo tra cui: Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Busseto e di Trieste, Coliseu dos Recreios di Lisbona, Teatro della Valletta (Malta), Tokyo Bunka Kaikan, Osaka Festival Hall, Anfiteatro romano di Amman. Tonio è il baritono Ivan Inverardi, importanti tra le tante le interpretazioni di Rigoletto e Nabucco all’Arena di Verona e Sharpless in Madama Butterfly diretta da Franco Zeffirelli. Nel 2025, per la prima volta all’Opernhaus di Lipsia nel ruolo di Jago nell’Otello di Verdi e nelle vesti di Scarpia al Festival Puccini a Torre del Lago, Gianciotto e Scarpia a Ottobre/Novembre alla Deusche Oper di Berlino. Tra gli altri protagonisti il tenore Francesco Napoleoni nel ruolo di Beppe e il baritono Gianni Giuga in quello di Silvio.

Il coro e le voci bianche

Il Coro è l’International Opera Choir diretto da Giovanni Mirabile, fondato nel 2014, è il progetto principale dell’Associazione Frequenze&Armonici. Ha inaugurato diverse edizioni del Festival dei Due Mondi di Spoleto con la trilogia mozartiana (Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte) con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta dal M° James Conlon. Ha calcato palcoscenici di grande prestigio e ha collaborato con l’Orchestra Italiana del Cinema per produzioni multimediali di enorme successo dedicate ai film Il Gladiatore di Ridley Scott e Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban.

Note Celesti, diretto da Alessandro Bagnato, è il Coro di voci bianche composto da piccoli cantori nato in seno all’Associazione Mater Dei di Reggio Calabria con la direzione artistica di Mariaflavia Bellantone e Caterina Zeffiro.

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