Piazza Federico Genoese, una storia scolpita nella città
Storia e significato di Piazza Federico Genoese a Reggio Calabria dedicata a colui che meritò il titolo di "benefattore" da parte della città
07/01/2026Giuseppe CantarellaApertura, Frammenti di città0
Piazza Federico Genoese si raggiunge immediatamente dal Corso Garibaldi prendendo, sulla destra, Via del Plebiscito, che è quella traversa, un po’ prima del Duomo, che porta verso l’Istituto Tecnico Commerciale “Raffaele Piria”. È uno slargo che recentemente è stato oggetto di un interessante lavoro di riqualificazione con cui è stata valorizzata la funzione di spazio pedonale, all’interno del centro storico.
La statua di Federico Genoese
Il fiore all’occhiello della piazzetta è, certamente, la statua che raffigura Federico Genoese, cui è intitolato il luogo.
La statua è opera di Rocco Larussa, lo scultore di Villa San Giovanni che tante opere splendide ha realizzato per la nostra bella ed amata città.
La figura storica di Federico Genoese
Federico Genoese, appartenente ad una delle famiglie nobili più in vista di Reggio Calabria, nacque il 23 marzo del 1805. Venne attratto, come tanti della sua generazione, dalle idee patriottiche, e partecipò, quindi, alla sommossa antiborbonica del settembre del 1847. In seguito ed in conseguenza di questi eventi Genoese fu arrestato, poi sottoposto a processo e condannato a morte.
Venne liberato l’anno seguente, in relazione alle vicende della rivoluzione del 1848, ma morì subito dopo.
Il lascito testamentario e il titolo di benefattore
Ma sulla lapide che si trova sul basamento si legge “benefattore”. Perché?
Genoese, alla sua morte, dispose a favore della città di Reggio Calabria un lascito testamentario, con l’obbligo di realizzare importanti opere pubbliche, vale a dire un asilo, una scuola di Arti e Mestieri ed un acquedotto.
L’asilo Federico Genoese
L’asilo è tuttora esistente, porta il suo nome, ed è ubicato in quell’edificio che fa ad angolo fra la via Aschenez e la via Palamolla.
La scuola di Arti e Mestieri
La scuola di Arti e Mestieri venne realizzata molti anni dopo, nell’Italia unitaria del Regno.
L’acquedotto di Pavigliana e la ricostruzione post 1908
Per consentire la realizzazione dell’acquedotto, Genoese donò all’Amministrazione comunale della città una sorgente di sua proprietà situata in località Pavigliana: l’opera di conduttura venne realizzata nel 1910 e fu il primo acquedotto costruito dopo il terremoto del 1908; la sorgiva aveva una portata limitata, circa 7 lt/sec , per cui non risolse, come magari il Genoese avrebbe desiderato, i problemi dell’approvvigionamento idrico della città, ma comunque costituì un importante opera nel quadro della ricostruzione post 1908.
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