Piccola Biblioteca sul Mare: un luogo dell’anima
A Villa San Giovanni esiste un luogo dell’anima, una casa dell’esperienza: la Piccola Biblioteca sul Mare, fondata da Patrizia Flecchia e dal suo compagno tra libri illustrati, kamishibai e laboratori di cultura e formazione condivisa
Non è facile spiegare cos’è la PBM. Trovarla è semplice, basta seguire il faro e quel lembo di Stretto dove l’isola è più vicina, o il lampione con cui la fondatrice, Patrizia Flecchia, condivide i suoi dialoghi. Ma per ritrovarla veramente bisogna aprire il cuore, l’anima, perché varcare la soglia della Piccola Biblioteca sul Mare a Villa San Giovanni è come entrare in uno scrigno di tesori. Dove respirare serenità, toccare e annusare libri (oltre che leggerli!), tra albi illustrati e prime rare edizioni, seduti su un tappeto con i calzini spaiati, ascoltare storie raccontate con il kamishibai, frequentare laboratori di ogni tipo, accarezzare oggetti provenienti da tutto il mondo o anche prendere un tè seduti sul divano a fianco del Pinocchio intagliato dal mitico Geppetto calabrese o comodamente seduti nel salottino affacciato sul mare di Scilla e Cariddi.
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Fondata nel 2023 da Patrizia Flecchia (docente di Arte e immagine, laureata all’Accademia di Belle Arti, formata nel metodo “Giocare con l’arte” di Bruno Munari e in Arti terapie a Roma con Vezio Ruggieri), e dal suo compagno di vita Gianluca, la PBM è molto più di una biblioteca: è “la casa dell’esperienza, di un’esperienza sensibile e molto umana che rimette al centro cosa significa essere umani oggi”.
Dalla “Stanza per noi” alla “Stanza per tutti”
“Tutto nasce nell’estate del 2023 – racconta Patrizia Flecchia – dopo la pandemia era necessario incontrarsi nuovamente in spazi aperti ma gioiosi. Così è venuta l’idea della bicicletta kamishibai, ispirata ai cantastorie giapponesi”.
Dopo un ‘estate di eventi, in giro per Reggio Calabria e provincia, le persone cominciavano a chiedere “’E adesso dove vi rincontreremo?’ Così l’entusiasmo ha lasciato il passo alla responsabilità. E abbiamo messo a disposizione quella che noi chiamavamo la stanza per noi trasformandola in una stanza per tutti. Insieme ai nostri libri e al kamishibai”.
È così che nasce la PBM, “dove abbiamo scelto la gratuità, perché volevamo arrivasse a chiunque, realizzando il concetto rodariano della cultura per tutti”, e dove i libri si possono leggere, annusare e prendere in prestito senza registri né tessere, in un rapporto fondato sulla fiducia. “E non abbiamo mai perso un libro” specifica la Flecchia.
La PBM, “l’abbiamo immaginata come un nuovo inizio, una rinascita in uno spazio protetto, accogliente, accudente, perché uno spazio curato è uno spazio che rispetta e fa sentire rispettati. È una scelta poetica, politica ed estetica” prosegue la fondatrice.
Il nome “Piccola Biblioteca sul Mare” è nato da subito perché “sapevamo che poteva essere solo una cosa piccola”. Ma da piccole cose, si sa, sono nate meraviglie.
Kamishibai: il rito delle storie in viaggio
Un tratto distintivo della PBM è l’uso del kamishibai, una tecnica narrativa giapponese.
“In realtà il butai è l’oggetto – spiega Patrizia – mentre kamishibai è la tecnica, nata tra gli anni Venti e Cinquanta. I cantastorie giravano in bici tra i villaggi, estraevano le tavole illustrate e leggevano il testo scritto dietro”.
Oggi alla PBM, l’inizio delle storie viene segnato da una campana tibetana: “È così che inizia il rito, il più antico del mondo: mettersi in cerchio e raccontare”.
Uno dei racconti più intensi, narrati dalla voce di Patrizia Flecchia per CULT, è “L’astronave” di Antonio Catalano: una storia tra spazio e infanzia, dove il piccolo astronauta, dopo essersi smarrito nei meandri dell’universo riceve dalla madre un biglietto “Vieni a mangiare, ho fatto il ragù”. E lui decide che le avventure possono bastare perché al ragù della mamma non si può proprio dire di no.
Una biblioteca viva: laboratori e incontri
Alla PBM si svolgono laboratori di lettura consapevole con Romina Arena, ma anche corsi di meditazione con Mimma Mollica, di origami con Jiayi Li, e, ancora, laboratori ispirati a Munari, incontri per mamme e neonati con Cuore di Maglia per realizzare corredini per i bambini prematuri, laboratori di filosofia illustrata e tanto tanto altro.
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Fiore all’occhiello della piccola biblioteca sono gli “albi illustrati”, la cui lettura è accompagnata dal rito del tè marocchino preparato da Bouchra El Habchi. “Abbiamo scelto gli albi illustrati d’autore che sono a disposizione in quello che io chiamo ‘il Bosco degli albi illustrati’ perché è bello che la gente ci entri, ci si perda, poi esca e ci ritorni”. È un’educazione alla cura, alla meraviglia, all’empatia.
“Ciò che auspichiamo, l’idea che stiamo accarezzando è andare verso un concetto di città educante, di una sorta di educazione diffusa che deve uscire fuori dalle aule di scuola e deve avere questo fil rouge all’interno. Per farlo però occorre collaborazione ed è importante che le persone capiscano che cosa significa costruire un luogo, costruirlo insieme”. È questa la differenza della PBM, rispetto a una biblioteca tradizionalmente concepita, dove, si sottolinea, i due fondatori i libri presenti li hanno selezionati uno per uno con cura e li hanno letti tutti ma proprio tutti, dandoli in prestito sulla fiducia.
La PBM come rifugio e presidio sociale
La PBM è inoltre parte della rete dei “Rifugi”, progetto formativo della casa editrice Settenove e della Fondazione Giulia Cecchettin, dedicati alle biblioteche e alle librerie, presidi culturali che accolgono e lavorano sulla coesione sociale. “Queste due realtà, che lavorano insieme all’associazione Percorso Donna di Pesaro, stanno creando dei punti dove le persone sanno di poter trovare ascolto e orientamento, chiedere informazioni e aiuto. Si tratta di ponti in sostanza, di spazi sicuri che fanno da intermediari anche con i centri antiviolenza”. E la PBM ne fa parte integrante.
Cultura per tutti, senza vincoli
La Piccola Biblioteca sul Mare non chiede fondi e non è associazione. “Abbiamo deciso di non diventarlo per scelta, perché volevamo lavorare su un’idea precisa, libera, muoverci sulle relazioni e poterle scegliere. Relazioni che non fossero legate al profitto perché anche questo è un grande limite culturale, ribaltare il concetto del profitto e rimettere al centro il concetto di relazione è una cosa bellissima ma ci vuole del tempo” spiega ancora Patrizia.
“Molte volte le persone ci chiedono cosa possono fare per aiutarci, sapendo appunto che questa è una biblioteca privata, indipendente ed autofinanziata, noi qui non abbiamo nessun tipo di tessera, nessun tipo di pagamento neanche per le attività di laboratorio. Allora quello che chiediamo, per chi vuole contribuire è di donare un albo illustrato. Abbiamo una wish list di libri che ci possono servire, se le persone ne hanno voglia, non è una prescrizione medica. Se hanno piacere a farlo noi diamo il titolo e loro possono acquistare un albo per far crescere il patrimonio librario. Oppure possono portare libri usati. Non c’è nessuno obbligo ma solo un gesto spontaneo, per chi desidera farlo, per contribuire al bene comune”.
Seguire la bici kamishibai
Non bussate alla PBM ora: è chiusa! Ma Patrizia e Gianluca non sono spariti e non sono in vacanza. Sono semplicemente in giro, all’aperto. Li potete trovare con i loro laboratori nomadi “L’amore è il verso” nella neonata piazza delle Repubbliche Marinare di Cannitello, o nei luoghi vicini, nelle piazze, tra le strade, dove c’è bisogno di storie. Perché la Piccola Biblioteca sul Mare non è solo un luogo fisico. È un’esperienza, un’idea che cammina, che respira, che si muove “con l’anima, l’impegno e il cuore”. Basta seguire la bici kamishibai. E dove c’è una storia da raccontare, loro saranno lì.
Guarda e ascolta la storia narrata col kamishibai dalla voce di Patrizia Flecchia: