Pietro Vilardi, l’ingegnere reggino che fermò l’invasione tedesca

Dalla Reggio Calabria dell’Ottocento alla Romania in guerra: la storia di Pietro Vilardi, ingegnere delle ferrovie e protagonista eroico della Prima Guerra Mondiale

Pietro Vilardi Nella foto l'antica Casa Barreca

L’ingegnere Pietro Vilardi faceva parte di una famiglia della borghesia reggina, che possedeva, fra l’altro, un palazzo sul Corso Borbonio (si chiamava così, allora, l’attuale Corso Garibaldi), vicino Porta San Filippo (tra il Duomo e Piazza Carmine). Il padre, Giovanni, sposato con Marianna Michelizzi, da cui ebbe cinque figli: oltre a Pietro, nato nel 1868, abbiamo Pasquale, che gestirà assieme all’altro fratello Giovanni Domenico, fino al giorno del terremoto che distrusse Reggio e Messina, il 28 dicembre 1908, un negozio di tessuti in Piazza Duomo; il quarto fratello, Vincenzo, viene invece attratto dalla vita militare e diventa ufficiale dell’Esercito, andando poi a ricoprire il grado di Generale; per ultimo, Grazia, che sposerà Francesco Modafferi e morirà di parto a soli 23 anni.

Gli studi al Politecnico di Torino e l’inizio della carriera

Pietro ha voglia di studiare: si reca, perciò, al Politecnico di Torino dove, nel 1891, consegue la laurea in Ingegneria. La sua famiglia non ha problemi economici nel mantenerlo fuori casa presso una delle sedi universitarie più prestigiose d’Europa.

Appena laureato, l’ingegnere Vilardi cerca un lavoro, ma i tempi sono difficili per tutti. Partecipa, perciò, assieme ad altri nove ingegneri ad un concorso bandito dallo stato rumeno. La Romania ha da poco conquistato l’indipendenza, è uno stato giovane che necessita di tecnici preparati, di funzionari seri, di uomini capaci di far muovere i primi passi alla nazione. Evidentemente il governo di Bucarest avrà divulgato le modalità del concorso presso le migliori facoltà universitarie europee, fra le quali Torino rientra a pieno diritto.

Vilardi partecipa al concorso, vincendolo: viene, pertanto, assunto nel Corpo delle ferrovie rumene e si reca, quale prima destinazione, a Turnu – Severin, città sul Danubio al confine con la Iugoslavia.

La nuova vita in Romania e l’ascesa professionale

Il primo impatto con la nuova realtà è positivo, per cui l’ingegnere non esita a costituire la propria famiglia in Romania: si unisce in matrimonio con Antonietta Barreca, appartenente ad una famiglia del rione Sbarre – possidenti, usava dire allora –. La famiglia della moglie era proprietaria di Casa Barreca, un edificio dell’800 su Via Sbarre Centrali, oggi demolito; probabilmente, la casa venne ideata e progettata proprio dal cognato del Vilardi, l’ingegnere Pasquale Barreca, sul modello delle case rurali rumene, anche se i canoni architettonici sono inequivocabilmente italiani.

La moglie lo segue in Romania, dove nascono le figlie Marianna, Laura e Cecilia.

La carriera dell’ingegnere Vilardi, intanto, è folgorante: da Turnu – Severin viene trasferito a Craiova, ad una sessantina di chilometri dalla precedente residenza, dove il Vilardi viene incaricato di dirigere il locale compartimento ferroviario. Nel 1914 viene nominato Presidente del Corpo Tecnico della Romania.

La Prima Guerra Mondiale e il sabotaggio strategico

Scoppia, intanto, nel 1915 la Prima Guerra Mondiale ed il Vilardi viene richiamato dall’esercito rumeno che lo incarica di far saltare i ponti ferroviari per impedire l’avanzata dei soldati tedeschi e bulgari, per cui non esita, il 16 novembre del 1916, a distruggere il ponte presso Turnu – Severin, nodo strategico dei trasporti ferroviari per l’ingresso in Romania.

Nel corso del conflitto la famiglia Vilardi si divide, perché l’ingegnere è trasferito a Iasi, sul confine orientale con la Moldavia, mentre la signora Antonietta e le figlie rimangono a Craiova.

La morte prematura e il ritorno in Italia

Alla fine, la famiglia si ricompone a Bucarest, dove il Vilardi va a ricoprire l’incarico di Direttore del Compartimento Ferroviario della capitale.

E dove, purtroppo, muore il 26 giugno del 1921; la vedova e le tre figlie ritornano, dunque, in Italia e si stabiliscono a Roma.

L’epigrafe e il ricordo della città

Pietro Vilardi è sepolto al Cimitero Centrale, al Rione Condera.

Sulla sua lapide si legge:

“ING. PIETRO VILARDI

PRESIDENTE DEL CORPO TECNICO DELLO STATO RUMENO

DIRETTORE DEL COMPARTIMENTO FERROVIARIO DI BUCAREST

A 53 ANNI

A BUCAREST IL 26 GIUGNO MCMXXI”

Reggio Calabria gli ha dedicato Largo Pietro Vilardi, lo spazio prospiciente l’edificio della Stazione Ferroviaria di Santa Caterina.

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