Piroscafo Torino, il relitto di Garibaldi nel mare di Melito
A Melito di Porto Salvo, il relitto del piroscafo Torino custodisce sotto il mare una pagina del Risorgimento e una storia ancora da valorizzare
Melito di Porto Salvo è un importante centro della fascia costiera del versante jonico reggino, ad una trentina di chilometri da Reggio Calabria, raggiungibile tramite la SS 106.
Il Lungomare dei Mille costituisce la strada litoranea del paese, e prende il nome dalla vicenda storica che proprio qui, in località Rumbolo, si è svolta nella notte tra il 18 e il 19 agosto del 1860, all’interno della spedizione di Giuseppe Garibaldi, in uno degli episodi più determinanti del Risorgimento.
Adagiato sul fondale, vicinissimo alla riva, a pochi metri di profondità, tra i 2,5, mt. e i 7 mt. sotto il livello del mare, giace il relitto del piroscafo Torino. In corrispondenza del relitto, sul Lungomare, sorge il Museo Garibaldino. ![]()
Il piroscafo Torino venne costruito nel 1856, e varato il 20 giugno di quell’anno, da John Mare & C. a Blackwall sul Tamigi, aveva 1.985 tonnellate di stazza lorda e 1.049 di stazza netta, due macchine, un’elica, e una velocità di 11 nodi. Poteva trasportare 48 passeggeri di 1° classe, 36 di 2° e 174 di 3°. Entrò in servizio a novembre 1856 con la Compagnia Transatlantica per la Navigazione a Vapore di Genova, infatti il 21 novembre di quell’anno inaugurava la linea Genova – Rio de Janeiro.
Il 12 maggio del 1859 la proprietà del piroscafo venne rilevata dal Credito Mobiliare di Torino, e nel novembre di quello stesso anno venne noleggiato al governo spagnolo come trasporto truppe, mentre nel luglio del 1860 fu noleggiato al governo dittatoriale siciliano.
La vicenda è ormai nota: nella notte tra il 18 e il 19 agosto del 1860, due navi si dirigono verso la costa calabrese, sono il “Torino”, comandato da Nino Bixio, e il “Franklin” al cui comando si trova Giuseppe Garibaldi. Nell’approssimarsi verso la costa il “Torino” rimane incagliato negli scogli affioranti dal fondale.
A quel punto Garibaldi decide, con un’abile mossa diplomatica, di rimandare indietro, verso la costa siciliana, il “Franklin” con la bandiera americana, riuscendo così a sfuggire all’attacco dei soldati borbonici. In effetti le navi della Marina borbonica, Aquila e Fulminante, avvistato il piroscafo arenato, lo attaccarono e ne determinarono l’inabissamento definitivo.
Tuttavia le camicie rosse erano già sbarcate, pronte a marciare verso Reggio dove entreranno qualche giorno dopo, e dove saranno protagoniste della battaglia presso il Duomo del 21 agosto successivo.
Oggi, quel relitto è stato dichiarato di interesse culturale dal Ministero della Cultura. “L’interno del piroscafo – scrive il segretariato in una nota – conserva buona parte della sala macchine, la struttura interna dello scafo, una parte dell’artiglieria, è conservato infatti in situ un cannone in lega di ferro.
Nell’estate del 2022 il relitto è stato oggetto di una serie di visite, in snorkeling, organizzate grazie alla sinergia tra gli istituti del Ministero – Segretariato regionale, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Nucleo Carabinieri TPC Cosenza e Nucleo Carabinieri subacquei – Messina, Capitaneria di Porto – Guardia Costiera.
Le immersioni si sono effettuate sotto la guida di un funzionario archeologo subacqueo e del Nucleo Carabinieri subacquei di Messina.
La presenza del relitto e del Museo Garibaldino, unitamente alla possibilità di replicare queste visite guidate dello scafo inabissato, costituiscono un potenziale di interesse notevole, sia in chiave turistica che in chiave di ricerca storica. Una opportunità che non dovrebbe essere sprecata.
Dal punto di vista turistico, e segnatamente di turismo balneare che è la tipologia di turismo più praticata in assoluto (si stima che il 50% di turisti a livello mondiale pratichi una vacanza balneare, quindi uno su due), Melito di Porto Salvo può contare su una ottima dotazione di spiagge, in particolare quella di Annà, in corrispondenza della quale andrebbe prolungato il Lungomare dei Mille per migliorarne l’accessibilità, dal momento che è già presente una struttura ricettiva di tipo camping, ma esistono ancora delle aree libere che possano essere destinate alla costruzione di altre strutture.
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L’attrattiva storica potrebbe essere utilizzata tutto l’anno per organizzazione di incontri di studi, celebrazioni, convegni. Non può essere banalizzato un luogo che appartiene a pieno titolo alla storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia.