Poeti per la pace, l’udienza a Napoli

Una delegazione di poeti reggini ricevuta a Napoli dal cardinale Domenico Battaglia: cultura, pace e impegno civile al centro dell’incontro

Poeti per la pace

I “Poeti per la Pace”, nati con l’avvio a Gambarie d’Aspromonte del concorso nazionale di poesie sul tema della pace nel mondo, scorgono nella Chiesa cattolica l’unica Istituzione concretamente attenta nel denunciare il dramma delle guerre che, in questo tragico momento storico, travolge l’umanità. I poeti dopo aver posto il tema della pace in un incontro, svolto nei mesi scorsi, con l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi “Reggio Calabria- Bova”, mons. Morrone, alla presenza del Vicario don Pasqualino Catanese, sono stati ricevuti dal cardinale di Napoli, promotore di pace e attento osservatore dei disastri provocati dai conflitti presenti in tutte le parti della terra.

Cultura come denuncia e responsabilità

Durante l’emozionante colloquio la delegazione ha fatto presente a S.E. Domenico Battaglia, che nel doloroso contesto nel quale si trova l’umanità, è necessario che la cultura offra piena solidarietà all’azione della Chiesa cattolica per denunciare la pervasiva sindrome bellica presente nel mondo. C’è necessità di un recupero della ragione e la cultura è la forma più alta di luminosità, di splendore, di libertà, di denuncia. I poeti, panificatori di versi, pertanto, non intendono rimanere indifferenti e rincorrendo le parole, con amore e passione, non si lasceranno sfuggire ogni possibile azione di impegno civile con l’obiettivo di portare l’argomento PACE come priorità assoluta nell’agenda politica mondiale.

Il monito contro l’indifferenza

La cultura è uno strumento di liberazione di ogni forma di oppressione e come diceva Bertolt Brecht. “…tuttavia non si dirà: i tempi erano oscuri, ma perché i loro poeti hanno taciuto…”. Un vero monito contro l’indifferenza! L’uomo dunque non può mai perdere la speranza nella vittoria del bene e i poeti non si possono rinchiudere nel silenzio. Hanno il dovere di inseguire la serenità provando a trovarla in loro stessi e poi con amore donarla agli altri per tentare di smuovere la colpevole ignavia sul tragico tema dei conflitti presenti in ogni angolo della terra.

Guerre, ipocrisie e responsabilità istituzionali

Adesso più che mai, ad esempio, la tensione morale nata intorno alle “flottille” non può abbassarsi. L’attacco esternato da vari governi e tante forze politiche sull’inutilità di quelle azioni e la feroce critica sulle oceaniche manifestazioni di piazza, oggi si dovrebbe tradurre in soccorso ISTITUZIONALE programmato e organizzato da parte di chi aveva sostenuto l’importanza di aiuti alternativi, risultato: niente! Nessuna azione mirata ad assistere la popolazione palestinese devastata e impaludata nel fango. Come mai? Dove sono finiti i denigratori che dicevano: ci penseremo noi a portare nei modi “corretti” il sostegno alle popolazioni colpite dallo sterminio di massa? Quanta ipocrisia…!!! Ovviamente non è solo Gaza, o la guerra tra Russia e Ucraina, il solo problema.

La denuncia della mentalità guerrafondaia

C’è in atto, purtroppo, una diffusa mentalità guerrafondaia che sta spandendosi a macchia d’olio e la Chiesa cattolica, a partire da Papa Francesco, ha costantemente denunciato questa pericolosa tendenza. “I poeti per la pace di Reggio Calabria”, anche se l’eco mediatico sulle loro denunce è debole, (immaginiamo se questo movimento fosse di Torino, oppure di Milano), sono vicini a tutti coloro che intendono impegnarsi per la pace e hanno trovato nel braccio teso da S.E. Domenico Battaglia un irrinunciabile punto di riferimento.

La figura di don Mimmo Battaglia

Il cardinale di Napoli è una figura di grande carisma che con chiarezza e alto senso di responsabilità si adopera per la PACE, evitando qualsiasi possibile strumentalizzazione dall’alto della sua cultura. In ogni occasione questo eccelso uomo della Chiesa urla al mondo la necessità di rientrare dal pervasivo delirio collettivo e aggiunge nelle sue riflessioni l’invito a non essere indifferenti verso le tragedie provocate dai conflitti armati precisando, tra l’altro, che l’indifferenza è la via più breve per raggiungere la disumanità.

I doni e il messaggio finale

La delegazione reggina, guidata da Giovanni Suraci, durante l’incontro ha ribadito forte preoccupazione riguardo gli avvenimenti che stanno colpendo il mondo e hanno espresso al Cardinale totale solidarietà e vicinanza all’azione intrapresa dalla Chiesa cattolica. I poeti reggini hanno portato in dono a Sua Eminenza, che con immensa umiltà, intende essere chiamato Don Mimmo Battaglia, il volume “Cento e più poeti per la Pace” , contenente le poesie delle prime due edizioni dell’apposito concorso; il volume, sempre di poesie, “Un libro una rosa”, a cura di numerose Associazioni culturali della città di Reggio Calabria; il volume delle attività svolte dalla Fondazione Rhegium Julii nell’anno in corso; una lettera personale di padre Giuseppe Sinopoli, padre spirituale dei poeti per la pace; una lettera invito del Comune di Santo Stefano in Aspromonte, a firma del sindaco Francesco Malara e numerosi messaggi poetici inviati da scrittori e poeti calabresi. L’incontro si è concluso con i ringraziamenti, una preghiera e la benedizione di Sua Eminenza rivolta ai poeti, alla Comunità della Calabria e a tutti coloro che si impegnano per la pace.

Share via