Primavera della Bellezza: dalle Arie d’Amore al Museum Day, oggi il sacro e domani “Echi romantici”
Grande partecipazione al concerto del 13 aprile e al Museum Day al MArRC tra Afrodite e Teodora: la Primavera della Bellezza continua oggi con la conferenza sul sacro volto e domani con il concerto “Echi romantici” al Castello - FOTO E VIDEO
Tra musica, archeologia e riflessione culturale, la “Primavera della Bellezza” dell’AIParC continua a raccontarsi come un percorso condiviso che unisce arti, luoghi e generazioni.
Dopo il concerto del 13 aprile al Castello Aragonese e il ricco programma del Museum Day al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la rassegna prosegue oggi e domani con nuovi appuntamenti che confermano la vitalità di un progetto sempre più partecipato.
“Arie d’Amore” e la visione di un Castello vivo
Il concerto “Arie d’Amore” del 13 aprile ha aperto uno dei momenti più significativi del festival, trasformando il Castello Aragonese in uno spazio vissuto e dinamico. A introdurre la serata è stato il presidente nazionale AIParC Salvatore Timpano, che ha ribadito il senso profondo della manifestazione: «La Primavera della Bellezza è un festival che, attraverso tutte le arti, vuole farci conoscere la bellezza con la B maiuscola. La bellezza è espressione dell’uomo ed è ciò che ci avvicina: attraverso la musica, la scultura, la pittura, la danza, l’archeologia».
Non solo una dichiarazione d’intenti, ma una vera progettualità culturale che punta a rendere i luoghi protagonisti: «Il Castello, con le sue mostre permanenti – fotografia, ceramiche, scultura, pittura e conio – può essere ravvivato solo se vive. E vive se viene attraversato: ascoltando artisti, visitando mostre, creando scambi tra persone».
Timpano ha insistito anche sulla qualità artistica come valore imprescindibile: «Abbiamo scelto di investire i pochi contributi nella professionalità. La bellezza deve essere rappresentata al meglio: questa è la punta dell’iceberg».
La serata ha visto protagonisti il soprano Roberta Panuccio, il violinista Pasquale Faucitano e l’arpista Sabrina Palazzolo, in un programma lirico raffinato che ha attraversato Donizetti, Rossini, Puccini e la tradizione francese. Come spiegato dallo stesso Faucitano: «È un concerto lirico con un repertorio soprattutto italiano, ma aperto anche alla musica francese, per offrire una visione ampia e coerente».
Il Museum Day tra mito, storia e partecipazione
Il Museum Day di ieri al MArRC ha rappresentato un momento centrale della kermesse, costruito come un’esperienza continua tra mattina e pomeriggio, capace di coinvolgere studenti, studiosi e pubblico.
La giornata si è aperta sulla terrazza del Museo con i saluti del direttore Fabrizio Sudano, seguiti dal seminario “Dalla bella Afrodite alla fascinosa Teodora: percorsi di bellezza tra mito e storia, arte e teatro”, moderato dalla professoressa Mariangela Monaca e arricchito dagli interventi di M. Mormino, V. Quadarella e A. Sterrantino dell’Università di Messina. La partecipazione degli studenti dei licei reggini ha confermato la forte attenzione dei giovani verso il progetto.
Il presidente Timpano ha evidenziato proprio questo aspetto: «I giovani stanno colmando di attenzione le nostre aspettative. Il percorso da Afrodite a Teodora ha mostrato come la bellezza non sia solo forma, ma anche intelligenza, visione politica, capacità di incidere nella storia».
Il passaggio dal mito alla figura storica di Teodora diventa così chiave interpretativa: «Abbiamo raccontato una donna che, pur con le sue contraddizioni, è stata una grande imperatrice, anticipando temi fondamentali come la parità dei generi e la giustizia sociale».
A metà giornata, la consegna del Premio Demetra 2026 “Irene Tripodi” (sezione Storia delle Religioni) alla professoressa Monaca ha suggellato il valore scientifico dell’iniziativa.
Nel pomeriggio, il festival si è aperto al pubblico con la presentazione del percorso tematico diffuso “Afrodite e il culto della bellezza al MArRC”, curato dall’archeologa Maria Raneri. Un progetto innovativo, come sottolineato dalla stessa studiosa: «Abbiamo scelto un approfondimento tematico che permetta ai visitatori di entrare nei dettagli della vita antica: rituali, usi funerari, quotidianità. Il culto della bellezza per i Greci non era solo estetico, ma anche interiore, legato all’animo».
Il percorso, costruito attraverso il simbolo del fiore di pesco da individuare nelle vetrine, ha guidato i visitatori tra statuette votive di Afrodite da Medma, pinakes locresi legati al mito di Persefone, e oggetti della vita quotidiana femminile come pissidi, unguentari e specchi in bronzo.
Raneri ha sottolineato il valore di questi reperti: «Gli oggetti raccontano identità, status sociale e rapporto con il sacro. Anche un semplice specchio diventa testimonianza culturale e simbolica».
La giornata si è conclusa nuovamente sulla terrazza con la consegna della borsa di studio AIParC “Ibico Reggino” ad uno studente meritevole del Conserevatorio e il concerto dell’Hyle Saxophone Quartet del Conservatorio Cilea, composto da Vincenzo Martorello (sassofono soprano), Lucantonio Perri (tenore), Ruggero Capalbo (baritono) e Orlando Russo (baritono).
Il direttore del Conservatorio, il maestro Francesco Romano, ha evidenziato il valore concreto dell’iniziativa: «Molti studenti provengono dalla provincia e affrontano spese importanti. Queste borse, assegnate con criteri di merito e svantaggio economico, rappresentano un sostegno reale». E ha aggiunto una riflessione più ampia sul sistema culturale: «Spesso troviamo maggiore attenzione nelle associazioni e nei cittadini che nelle istituzioni. Questo ci incoraggia e ci permette di costruire una progettualità più solida per il futuro».
Sottolineando infine la missione educativa del Conservatorio, ha concluso Romano: «La musica è un linguaggio universale che unisce generazioni diverse. I nostri studenti vanno dai 10 anni in su: è questa la forza della nostra istituzione».
Il concerto ha proposto un viaggio musicale che, a partire dal Quartetto op. 109 di Glazunov, ha attraversato le atmosfere internazionali di Guillermo Lago fino all’omaggio all’opera italiana con Verdi, Mascagni e Rossini, mettendo in luce la versatilità e la qualità della formazione.
Oggi e domani: il programma della Primavera prosegue al Castello
Il percorso della Primavera della Bellezza continua oggi, 15 aprile alle ore 17.30, al terzo livello del Castello Aragonese (Sala Pluriuso), con la conferenza “Il sacro volto della bellezza” a cura di Mariangela Monaca (Università di Messina), un itinerario storico-religioso dalla Grecia classica al Cristianesimo.
Domani, 16 aprile alle ore 17.30, lo stesso spazio ospiterà, invece, il concerto di musica classica “Echi romantici”, con il duo formato da Paola Fatima Oppedisano al clarinetto e Domenico Leonello alla chitarra.
Una comunità che cresce attorno alla bellezza
Tra il successo degli eventi già realizzati e l’attesa per quelli imminenti, la “Primavera della Bellezza” si conferma come un’esperienza culturale in continua espansione. Un progetto che non si limita a proporre appuntamenti, ma costruisce relazioni, valorizza i giovani e restituisce centralità ai luoghi della cultura. Un cammino che, giorno dopo giorno, dimostra come la bellezza, quando condivisa, diventi davvero patrimonio di tutti.