Quando la luce diventa musica: Caravaggio rivive sulla terrazza del Museo

Musica barocca, Tableaux Vivants e i capolavori di Caravaggio protagonisti sulla terrazza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per il penultimo appuntamento della stagione dell’Orchestra del Teatro Cilea - GALLERY E VIDEO

Caravaggi e Caravaggeschi al MArRC

Un palcoscenico sospeso tra arte, musica e teatro. In questi si è trasformata la terrazza del MArRC sabato 30 maggio in occasione di Caravaggi e Caravaggeschi, penultimo appuntamento della XXI Stagione Concertistica dell’Orchestra del Teatro Francesco Cilea: uno spettacolo capace di fondere linguaggi artistici diversi in un’unica esperienza immersiva, dove il silenzio, la luce e il suono hanno dialogato senza soluzione di continuità.

Protagonisti della serata i Tableaux Vivants della compagnia Teatri 35 e la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, impegnata nell’esecuzione di pagine musicali di Francesco Durante, Giovanni Battista Pergolesi, Alessandro Scarlatti, Arcangelo Corelli e altri autori del Settecento napoletano.

L’arte prende vita davanti agli spettatori

A raccontare il senso profondo dell’evento è stato Pasquale Faucitano, presidente dell’Orchestra del Teatro Cilea e primo violino della Nuova Orchestra Scarlatti.

«Quello che abbiamo presentato è una vera e propria “azione concerto“. Non si tratta semplicemente di accompagnare dei quadri con la musica, ma di creare un tutt’uno tra arti diverse. Gli attori ricostruiscono dal vivo le opere di Caravaggio e dei Caravaggeschi attraverso movimenti, costumi e trasformazioni che portano alla composizione finale dell’immagine, come se il dipinto prendesse vita davanti agli occhi del pubblico».

Le celebri opere del maestro lombardo e dei suoi seguaci hanno così preso forma attraverso il sapiente utilizzo del chiaroscuro, mentre l’orchestra accompagnava ogni scena con esecuzioni dal vivo.

Teatri 35: vent’anni di ricerca sul linguaggio dei Tableaux Vivants

Francesco De Santis, fondatore di Teatri 35 insieme a Gaetano Coccia e Antonella Parrella, ha raccontato la genesi dello spettacolo.

«Siamo una compagnia teatrale che lavora in maniera orizzontale: tutti siamo attori, registi, organizzatori e tecnici. Questo spettacolo nasce nel 2005 proprio da Caravaggio e nel 2011 si è trasformato in una collaborazione stabile con la Nuova Orchestra Scarlatti».

Secondo De Santis, il progetto rappresenta un vero itinerario artistico nella Napoli del Seicento.

«Attraverso i quadri raccontiamo il passaggio di Caravaggio a Napoli e l’enorme eredità artistica che ha lasciato. Pittori come Massimo Stanzione, Bartolomeo Manfredi, Mattia Preti e lo Spagnoletto, sono stati profondamente influenzati dalla sua rivoluzione del realismo e della luce».

Elemento centrale della rappresentazione è proprio il chiaroscuro: «Utilizziamo quasi esclusivamente una sorgente luminosa principale che scolpisce i volti e crea gli stessi contrasti che caratterizzano le opere caravaggesche. È una tecnica che da anni rappresenta la nostra cifra stilistica».

La collaborazione con la Nuova Orchestra Scarlatti prosegue ininterrottamente dal 2011.

«Lavorare con la musica dal vivo rende tutto più intenso. È un percorso che portiamo avanti da anni e che continueremo anche nei prossimi progetti internazionali».

Tra le opere più significative presentate durante la serata figuravano il “Compianto” di Andrea Vaccaro, scelto anche come immagine simbolo dello spettacolo, e capolavori di Caravaggio come “San Matteo e l’Angelo”, “Salomè con la testa del Battista”, “Martirio di Sant’Andrea” e “Madonna dei Pellegrini”.

Gaetano Russo: «Musica e pittura raccontano la stessa interiorità»

Per Gaetano Russo, direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, il rapporto tra musica e immagini va oltre il semplice accompagnamento.

«In realtà la musica non accompagna i quadri e i quadri non accompagnano la musica. Le due arti agiscono contemporaneamente, esprimendo gli stessi valori emotivi. Se pensiamo a Caravaggio, pensiamo alla passione, all’intimità dell’essere umano, alle emozioni più profonde. Tutto questo può essere espresso sia attraverso il colore sia attraverso il suono».

Russo ha spiegato come l’obiettivo dello spettacolo sia quello di creare un’esperienza emotiva diretta: «Le emozioni suscitate dai quadri e quelle trasmesse dalla musica si incontrano e si fondono. È qualcosa che non si spiega razionalmente: si vive. In quel momento il quadro commenta la musica, la musica commenta il quadro, ma entrambe raccontano il nostro mondo interiore».

Nel programma musicale figuravano anche composizioni di Francesco Durante e Carl Maria von Weber.

«Durante rappresenta una delle grandi scuole musicali napoletane, mentre Weber porta con sé una forte componente passionale e romantica. Entrambi preparano il pubblico a quell’incrocio di emozioni che si realizza quando le arti si incontrano sulla scena».

Un legame artistico lungo quindici anni

Durante l’introduzione alla serata, Faucitano ha sottolineato il profondo rapporto professionale e umano che lo lega alla Nuova Orchestra Scarlatti.

«Collaboro con loro da quindici anni e ho avuto la fortuna di partecipare a concerti e tournée straordinarie. Gaetano Russo rappresenta per me un punto di riferimento artistico e umano, una persona che ha contribuito in maniera significativa alla crescita dell’Orchestra del Teatro Cilea».

Russo ha ricambiato la stima.

«Pasquale Faucitano è il primo violino della nostra orchestra e rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Il rapporto tra musicisti va oltre la semplice collaborazione professionale: si costruisce attraverso ideali condivisi, passione e una visione comune della musica».

Il direttore artistico ha inoltre ricordato l’impegno della Nuova Orchestra Scarlatti nella formazione delle nuove generazioni attraverso la Scarlatti Junior, nata nel 2014 e diventata negli anni una delle più importanti realtà giovanili italiane.

L’ultimo appuntamento della stagione: il Concerto Barocco

La rassegna si concluderà mercoledì 11 giugno alle 18.30 con il “Concerto Barocco”, ultimo appuntamento della XXI Stagione Concertistica dell’Orchestra del Teatro Cilea.

Sul palco saliranno Simonide Braconi, prima viola del Teatro alla Scala di Milano, il liutista Ugo Nastrucci, il mezzosoprano Chiara Tirotta e il direttore Alessandro Tirotta, accompagnati dall’Orchestra del Teatro Cilea. In programma musiche di Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Haendel.

Faucitano ha inoltre annunciato un importante progetto discografico.

«Realizzeremo la registrazione di un CD destinato alla rivista musicale Amadeus. Simonide Braconi suonerà la viola d’amore, uno strumento antico dal timbro particolarmente dolce e raffinato, ideale per il repertorio barocco di Vivaldi».

Una serata che resta nella memoria

Tra il respiro silenzioso dei quadri viventi, le note della tradizione barocca e le suggestioni del chiaroscuro caravaggesco, la terrazza del Museo Archeologico Nazionale ha ospitato una delle serate più affascinanti dell’intera stagione concertistica.

Un incontro tra arti diverse che ha ricordato come musica e pittura, pur parlando linguaggi differenti, siano capaci di raccontare le stesse emozioni, senza bisogno di parole.

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