Quando non volli incontrare e conoscere Ornella Vanoni

Ricordi, frammenti di quel 29 agosto 2019 quando Ornella Vanoni si esibì al parco Ecolandia di Reggio Calabria. Un'immagine custodita in una cornice dell'anima che non vuole essere infranta

Ornella Vanoni

Il mondo della musica è fatto di ascolti, immagini, ricordi, canzoni, tante canzoni. Mia madre mi raccontava sempre che, quando ero bambino ed andavamo al mare a Lazzaro con la sua Fiat 500, quando passavamo davanti alla Coca Cola all’altezza di Bocale, cantavo “Sapore di sale” di Gino Paoli. Le canzoni, attimi, schegge della nostra vita. 29 agosto 2019. Una data da ricordare in questi giorni, perché ha segnato il tempo di “Imparare ad amarsi” con un concerto inserito nella rassegna EcoJazz di Giovanni Laganà, con il concerto di Bungaro insieme ad Ornella Vanoni.

La storia della nostra vita è come tanti frames, per mutuare il termine del sociologo della comunicazione Marshall McLuhan: delle cornici in cui si contengono i frammenti delle nostre esperienze.

Ornella Vanoni ha riempito tante cornici della sua vita: la povertà, la fisicità, la canzone, il teatro, l’Arte; forse era proprio lei un’opera d’arte con la sua vita, con la sua libertà senza convenzioni e pregiudizi.

La passione per Giorgio Strehler e l’amore per Gino Paoli, amori che fermano il tempo, ma poi svaniscono e rimangono nella sua stanza dei ricordi.

29 agosto 2019: personalmente vivo da sempre il mondo della musica, trasmettendo in radio, iniziando dal 1978 e facendolo tuttora, scrivendo libri “Motown Soul Power”, organizzando concerti della mia dimensione musicale e non primaria professionale. Ho collaborato anche con Bungaro, organizzando suoi concerti, ma anche in progetti scolastici in cui insieme abbiamo diffuso l’importanza della musica e delle parole. Ornella Vanoni alloggiava all’Hotel Excelsior di Reggio: mi era stato chiesto di organizzare il suo trasferimento fino al Parco di Ecolandia; avrei potuto farlo io, ma ho trovato un driver con una sua auto per realizzare tutto questo.

Durante il pomeriggio sono stato con Bungaro ed i musicisti Antonio Fresa, Antonio De Luise, Raffaele Casarano e Amedeo Ariano durante il soundcheck e le interviste tv. Ornella Vanoni sarebbe arrivata a concerto iniziato, con la sua assistente, ed era avvolta in una bolla di chiusura verso l’esterno. Potevo incontrarla, conoscerla, come ho fatto con tanti artisti di cui ho organizzato concerti, con l’apice della mia emozione incontrando il “monumento” Franca Valeri nel 2009, ed in lei rivedevo le scene televisive ed i film interpretati insieme ad Alberto Sordi o Peppino De Filippo. Non ho voluto incontrare Ornella Vanoni neanche dopo il concerto, perché volevo che rimanesse ferma, in una cornice della vita in cui cantavo da bambino “Sapore di sale” del suo amore Gino Paoli, che Ornella cantò quella sera accompagnata dal pubblico presente. Volevo che fosse una cornice da custodire dentro di me, con la sua voce, la sua immagine, senza una relazione, ma con le grandi emozioni che ha regalato al mondo. Questa è l’immortalità dell’Arte.

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