Reggio Calabria, la memoria rivive in 3D
IMARS 2026 al MArRC: presentato oggi il progetto di ricostruzione 3D e realtà aumentata per rendere più accessibile il patrimonio storico e le aree archeologiche di Reggio Calabria
Ricostruzioni tridimensionali per restituire forme a siti del passato e potermi meglio comprendere e raccontare. Questo l’obiettivo del progetto “Circuito delle aree archeologiche urbane di Reggio Calabria. Realizzazione contenuti video, ricostruzioni ambiente virtuale in 3d e immagini per il sito web del circuito delle aree archeologiche urbane fu Reggio Calabria”.
La tecnologia al servizio della memoria
L’iniziativa, finanziata nell’ambito del POR Calabria FESR 2014-2020 – Asse V, ha previsto la produzione di contenuti multimediali, immagini e ricostruzioni virtuali in 3D destinate al sito web del circuito archeologico cittadino, con l’obiettivo di rendere più accessibile e comprensibile il patrimonio storico-archeologico del territorio. Un ruolo centrale è stato svolto dalla collaborazione con il CNR, grazie alla quale sono stati realizzati virtual tour immersivi, rilievi mediante laser scanner e ricostruzioni tridimensionali ad alta precisione. La sinergia tra tecnologia e ricerca ha consentito di sviluppare strumenti innovativi per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, garantendo al contempo un elevato livello di accuratezza scientifica.
Ad illustrarlo, per la prima volta è stata Daniela Neri, Funzionaria EQ del Settore Cultura e Turismo del Comune di Reggio Calabria, all’evento IMARS 2026 – II edizione “Viaggio nel futuro dei beni culturali. Sistemi intelligenti per monitoraggio, recupero e conservazione sostenibili”, svoltosi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e promosso dal Dipartimento di scienze chimiche e tecnologie dei materiali nell’ambito dell’attività del Chrosslab (laboratorio diffuso dedicato ai beni culturali), organizzato dall’istituto per i Processi chimico-fisici in collaborazione col MarRc.
Tour virtuali e realtà aumentata per le aree archeologiche
«Il Comune di Reggio Calabria ha puntato allo sviluppo della valorizzazione digitale del patrimonio in collaborazione con enti di ricerca, attraverso ricostruzioni in 3d e tour virtuali – ha chiarito la Neri -. Fondamentale è stata la collaborazione con l’IPCF (Istituto per i Processi Chimico-Fisici) del Cnr di Messina. Si tratta di tecnologie avanzate per il patrimonio culturale, un progetto in cui ero Rup, partito con l’assessore Irene Calabrò, per realizzare una serie di tecnologie avanzate per la tutela del mondo culturale. A breve lo presenteremo e lo faremo conoscere alla città. Darà la possibilità di realizzare un circuito di fruizione di tutte le aree archeologiche attraverso la modellazione e la ricostruzione in 3d, congiuntamente a tutti i sistemi della realtà immersiva, quindi virtual tour e realtà aumentata».
Le ricostruzioni tridimensionali permettono infatti di restituire forma e contesto a monumenti e siti oggi conservati solo parzialmente, offrendo una lettura più completa della loro evoluzione storica e rendendoli maggiormente fruibili anche al grande pubblico. Nello specifico oggetto delle attività sono importanti siti archeologici e monumentali del territorio comunale: le Terme Romane, il Parco delle Mura Greche, l’Ipogeo di Piazza Italia, l’Odeon di via XXIV Maggio; il Castello Aragonese; l’Area archeologica di Motta Sant’Agata comprendente i ruderi delle chiese di San Nicola e San Basilio. Attraverso la modellazione digitale e le ricostruzioni virtuali, il progetto rappresenta un importante esempio di come le nuove tecnologie possano contribuire alla conservazione della memoria storica, favorendo una fruizione più coinvolgente e consapevole dei beni culturali e rafforzando il legame tra patrimonio, ricerca e città.
Il ruolo degli enti locali nella tutela del patrimonio
All’evento del MArRC, la Neri ha relazionato sul tema dal titolo “Custodire la memoria, costruire il futuro: il ruolo degli enti locali tra tutela, innovazione e valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale”, evidenziando le attività svolte dal Comune di Reggio Calabria per la tutela, valorizzazione, conoscenza del patrimonio culturale attraverso le tecnologie ossia gli strumenti digitali, in collaborazione con enti di ricerca, la Regione e istituti preposti alla digitalizzazione del patrimonio culturale, in sinergia con queste professionalità – ha aggiunto – ha potuto realizzare la tutela del patrimonio culturale inteso non solo come beni architettonici e archeologici, ma anche come patrimonio documentale e archivistico che possiedono sia la Biblioteca De Nava che l’Archivio storico comunale. Auspichiamo di considerare tutto il nostro patrimonio come un’identità culturale e, come Ente locale, vorremmo che tutta la comunità reggina possa riconoscersi nella sua storia. Cerchiamo dunque di rendere fruibile, comprensibile e noto il nostro patrimonio affinchè tutta la comunità possa avere un ruolo attivo nella conservazione, valorizzazione e trasferimento della memoria».