Remigranza, memoria viva di borgata Giardini
Ieri, 14 dicembre, la proiezione del docufilm “Remigranza – storie di borgata Giardini” ha raccontato un modello di convivenza, memoria e rigenerazione sociale tra passato e presente
Presso l’Auditorium del Complesso dei PP. Monfortani, in via Fortunato Licandro, nel pomeriggio di ieri, domenica 14 dicembre si è tenuta la proiezione del docufilm “Remigranza – storie di borgata Giardini” , da un idea di Demetrio Spagna per la regia di Santa Spanò, prodotto da MuStruMu – Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.
Borgata Giardini: un modello abitativo e sociale
Borgata Giardini è quell’insediamento di case popolari per i ferrovieri costruito negli anni Venti che sorge sul limitare della sponda sinistra della fiumara Calopinace, un po’ prima del ponte Sant’Anna, lambito da Via Pio XI.
45 alloggi a piano terra, ognuno con il suo giardino, e una rete nel mezzo a dividere le unità immobiliari. 45 famiglie che si trovano a co – abitare, portando avanti i valori della società di cent’anni fa.
I racconti e la memoria collettiva
Il docufilm è stato girato fra il 2022 ed il 2024, coinvolgendo quelli che allora erano i bambini della borgata, e che oggi sono persone anziane, ma che rimangono legate con i ricordi a quell’esperienza di socializzazione. I racconti dei residenti, oggi con i capelli grigi, sono tutti improntati nel riconoscere la validità di un modello sociale di convivenza felice, di buon vicinato, di aiuto reciproco.
Il dibattito dopo la proiezione
Alla fine della proiezione si è aperto il dibattito, coordinato da Santa Spanò. Il professore Giuseppe Cantarella ha parlato di “utopia costruttiva” mettendo in evidenza come, nel rione Sbarre, già a partire dagli anni immediatamente successivi al 1908, siano stati realizzati numerosi insediamenti di case popolari come rione Guarna, rione Caridi, rione Cosmano, ma anche le prime edificazioni del rione Ferrovieri: tutti insediamenti dalla tipologia costruttiva a piano terra, che favorisce la socializzazione, e va incontro alle esigenze delle persone.
Le criticità attuali e gli studi urbanistici
La professoressa Giuseppina Foti ha proseguito su questa linea, sottolineando la circostanza che recentemente, su borgata Giardini, si è registrato solamente un intervento che ha riguardato la costruzione di una piazza e di un campo di calcio a 5, senza soffermarsi sulle effettive e più importanti esigenze attuali dei residenti, nonostante ci siano stati numerosi e qualificati studi da parte della Facoltà di Architettura, con i quali erano state formulate interessanti proposte.
La sorte delle periferie appare segnata da un modo di costruire che non tiene in nessun conto le esigenze delle persone.
L’esperienza missionaria e la rigenerazione sociale
Nel corso della serata si è registrato l’intervento di Padre Vincenzo Troletti e del dottore Giovanni Cassone, i quali hanno raccontato, con molta commozione, della loro esperienza missionaria in Malawi attraverso la Fondazione Clara Travia Cassone. I due hanno messo in evidenza che anche l’esperienza missionaria può diventare un’occasione di rigenerazione sociale, perché introduce nella nostra società elementi che hanno voglia di crescere e di integrarsi, anche all’interno di una nuova visione di società multietnica ed inclusiva.