Risate e tempo sospeso: Guarneri incanta il finale di stagione al Cilea
Standing ovation al Teatro Cilea per Enrico Guarneri in “40… ma non li dimostra”: una chiusura di stagione tra comicità, emozione e riflessione sul tempo che passa
Al Teatro “Francesco Cilea” si è chiusa con una standing ovation la stagione teatrale “Le maschere e i volti” della Polis Cultura, affidando il saluto finale al pubblico a uno spettacolo che è insieme classico e sempre attuale: “40… ma non li dimostra” di Peppino De Filippo e Titina De Filippo, nella regia di Plinio Milazzo.
A portarlo in scena è stato Enrico Guarneri, volto amatissimo e legato da profonda amicizia alla Polis Cultura, che ha saputo trasformare questa chiusura di stagione in un momento di autentico teatro condiviso.
La commedia, costruita su un impianto tipicamente eduardiano fatto di equivoci, dinamiche familiari e ironia amara, trova nella regia di Milazzo un equilibrio efficace tra ritmo comico e profondità emotiva. I tempi scenici sono ben calibrati, le situazioni scorrono con naturalezza e lasciano emergere, dietro la risata, una riflessione mai banale sul tempo che passa, sulle occasioni mancate e sulle convenzioni sociali.
Il vero motore dello spettacolo è però Enrico Guarneri, protagonista assoluto nei panni di un padre tanto autoritario quanto inconsapevolmente fragile. La sua interpretazione è un piccolo saggio di versatilità attoriale: con gesti misurati, movenze studiate e un linguaggio impeccabile, capace di passare con disinvoltura dal registro comico a quello più intimo, Guarneri domina la scena e conquista la platea, che più volte esplode in risate spontanee. La sua comicità non è mai forzata, ma nasce da una profonda comprensione del testo e dei suoi sottotesti.
Accanto a lui, il cast si dimostra solido e affiatato. Le attrici che interpretano le figlie restituiscono con efficacia il contrasto tra modernità e tradizione, tra leggerezza e sacrificio, offrendo caratterizzazioni credibili e mai sopra le righe. Ogni personaggio trova il proprio spazio, contribuendo a rendere corale una storia che vive proprio dell’equilibrio tra le sue diverse anime. Anche i ruoli di contorno sono ben delineati, segno di un lavoro attento e curato, in cui nessun dettaglio è lasciato al caso.
Il risultato è uno spettacolo che diverte e, allo stesso tempo, lascia qualcosa su cui riflettere. Il pubblico del Cilea ha risposto con calore, tributando applausi convinti a una compagnia capace di restituire freschezza a un grande classico del teatro italiano.
Con questa serata si chiude dunque una stagione di successo per la Polis Cultura, che già guarda avanti: l’appuntamento si sposta ora all’Arena “Alberto Neri” per la 41ª edizione di CatonaTeatro, pronta a riportare il teatro sotto le stelle e a proseguire un percorso culturale che continua a crescere, anno dopo anno.
Prima di spegnere le luci, l’ultimo a guardare quel teatro ora in silenzio, è il direttore artistico Lillo Chilà che ha portato avanti anche quest’anno, una kermesse intensa e di grande qualità, sostenuta da uno sforzo organizzativo significativo e da una visione culturale chiara e coerente. Chilà, insieme alla sua squadra, ha lavorato con determinazione per dare continuità e linfa a un cartellone che ha saputo alternare classici e proposte contemporanee, registrando una risposta sempre calorosa da parte del pubblico. Un impegno corale che non può passare in secondo piano e che oltre agli applausi della gente, forse, meriterebbe qualcosa in più.
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