Rispunta il Terzo Bronzo di LBS: l’appello dell’artista per l’ex Cinema Orchidea

L’artista reggino Bruno Salvatore Latella (LBS) tramite la sua opera provocatoria il “Terzo Bronzo dell’Eterno Eden” lancia un appello sul futuro dell’ex Cinema Orchidea di Reggio Calabria

Terzo bronzo LBS

“È rispuntato dalle macerie il Terzo Bronzo dell’eterno Eden. Per quanto ancora porterà la sua “vacca sacra” a pascolare per il caos della brutalità? Dell’oggetto che non ha futuro? Rimarrà lì? Chi lo sa…”. È la frase che in questi giorni circola sui social insieme all’immagine dell’opera di Street Art “Terzo Bronzo dell’Eterno Eden”, firmata dall’artista reggino Bruno Salvatore Latella, in arte LBS. L’opera campeggia ancora oggi sulla facciata dell’ex Cinema Orchidea di Reggio Calabria, edificio simbolo del centro storico e al centro di un progetto di riqualificazione che, secondo l’artista, rischia di non vedere la luce nei tempi previsti.

Un’opera nata come atto di attenzione civica

La genesi del “Terzo Bronzo dell’Eterno Eden” non è casuale, ma si inserisce in un percorso di sensibilizzazione avviato prima ancora dell’apertura del cantiere.

«Questa è una storia che affonda le radici nel 2022-2023, prima dell’avvio dei lavori di restyling dell’ex Cinema Orchidea. Insieme ad Angelina De Salvo avevamo avviato un’azione di attenzionamento del bene attraverso la Street art e un lavoro di riqualificazione simbolica del patrimonio architettonico, in dialogo con il tema dei beni culturali. Parliamo di un immobile tutelato. All’epoca non c’erano cantieri aperti: l’edificio cadeva letteralmente a pezzi».

L’intervento si inseriva in una più ampia azione collettiva: «È stato un intervento di un collettivo di writers. Sulla parte frontale c’erano altri disegni. Il mio contributo era il “terzo bronzo di Riace”, con una bandiera bianca e la spazzatura ai piedi».

Un’immagine fortemente simbolica, costruita sull’ironia ma carica di significato civile: «Faceva ironia sui Bronzi a cinquant’anni dal loro ritrovamento. Era una provocazione, certo, ma anche una riflessione. Nella bandiera c’era scritto “No future for you in this city”. Era parte di una narrazione più ampia, quella dell’Eterno Eden: questo bellissimo Cinema Orchidea che resta un Eden irrealizzato, un’utopia sospesa, che rischia di non tornare mai al suo splendore». La vacca raffigurata accanto alla figura richiama, nelle parole di Latella, «il simbolismo delle vacche sacre della ’ndrangheta», in riferimento alla storia del luogo e alla sua appartenenza passata a Gioacchino Campolo.

Non una semplice opera murale, dunque, ma un’immagine provocatoria che intreccia arte, memoria e denuncia sociale, un gesto artistico concepito come stimolo pubblico, come richiamo alla responsabilità collettiva verso un luogo identitario della città.

Il nodo dei lavori e la scadenza del 30 aprile 2026

Oggi il punto centrale non è solo artistico, ma amministrativo. Il contratto d’appalto per la conclusione dei lavori indica come data di chiusura il 30 aprile 2026. Tuttavia, secondo LBS, le condizioni del cantiere renderebbero difficile rispettare quella scadenza.

«Il calendario è al 30 aprile 2026, ma in qualsiasi modo siano i lavori, ancora la condizione non è da consegna ad aprile 2026. Il problema è che se a questa data finirà l’appalto, rimane il rischio di non vederlo compiuto».

L’artista teme che l’ex cinema possa trasformarsi «in un incompiuto urbano della città, se non si trova il modo di continuare i lavori con altri fondi». I fondi, «derivanti dal Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Reggio Calabria – evidenzia Latella – risultano vincolati. Sul sito istituzionale comparire una delibera del 2020 relativa all’appalto per la costruzione del “Mediterranean Cultural Gate”, ma manca un cronoprogramma aggiornato».

«Bisogna avere chiaro il destino di questo bellissimo luogo – rincara l’artista – che rischia di diventare un mostro brutale».

L’appello: “Nessuna polemica, l’importante è che si faccia qualcosa”

Quello di LBS è, nelle sue parole, «una sorta di appello artistico». L’obiettivo non è alimentare polemiche, ma sollecitare una soluzione concreta.

«La paura è che quest’opera effettivamente non possa risplendere, ma è fondamentale. Non c’è mai stato uno splendore per questo luogo, nonostante i buoni propositi, i lavori in corso e quant’altro. Non lasciamo questa brutalità!»

Per Latella, il recupero dell’ex Cinema Orchidea rappresenta una priorità strategica per la città: «È fondamentale in questa città. Il Museo del Mare avrà la sua importanza, ma quest’opera è fondamentale, anche perché è in pieno centro storico».

Il post di Angelina De Salvo

Sulla stessa linea, con toni diretti, interviene anche Angelina De Salvo, giornalista, attivista e operatrice culturale, che in un post su Facebook scrive: “Lo squallore continua. Reggio Calabria, Super Cinema Orchidea. I lavori pubblici che procedono a rilento non creano solo disagi e ferite nel decoro urbano. Producono soprattutto una percezione collettiva: quella di una città bloccata e di un’amministrazione che fatica a trasformare gli annunci in risultati concreti”.

E ancora: “Siamo a meno di tre mesi dalla consegna fissata al 30 aprile 2026, e il cantiere dell’ex Super Cinema Orchidea è ancora completamente aperto. Basta passarci davanti: non serve alcuna competenza tecnica per capire che i lavori non sono in fase di conclusione. Questo è un dato di fatto”.

Nel suo intervento, la De Salvo richiama la necessità di chiarimenti istituzionali alla cittadinanza sui seguenti punti: “se la scadenza del 30 aprile 2026 verrà rispettata; se esistono atti ufficiali di proroga; se il cronoprogramma iniziale è stato disatteso e per quali ragioni”.

Nel post ricorda, inoltre, che l’ex Cinema Orchidea è inserito nel Portale dell’Architettura Contemporanea del Ministero della Cultura, sottolineando che si tratta di un bene riconosciuto a livello nazionale. E chiosa chiedendo “trasparenza, verità sui tempi e responsabilità politiche”, non come polemica ma come “esercizio di cittadinanza. Perché i cantieri eterni non minano solo lo spazio urbano: minano la fiducia di un’intera comunità”.

Un simbolo tra arte e destino urbano

Intanto, il “Terzo Bronzo dell’Eterno Eden” è ancora lì, sulla facciata dell’ex cinema, come un monito sospeso tra ironia e preoccupazione.

Resterà a testimoniare un’utopia mancata o accompagnerà la rinascita di uno dei luoghi culturali più significativi del centro storico?

Non resta che attendere.

Share via