Roberta Recchia, il peso dei silenzi nel romanzo presentato da Ave

Ieri nuovo appuntamento con la cultura firmato Ave Ubik nel cuore di Reggio Calabria, dove i lettori hanno incontrato Roberta Recchia, finalista al premio Bancarella 2026, in occasione della presentazione del suo nuovo romanzo Io che ti ho voluto così bene, pubblicato da Rizzoli - GALLERY E VIDEO

Roberta Recchia

Nuovo appuntamento con la cultura firmato Ave Ubik nel cuore di Reggio Calabria, dove i lettori hanno incontrato Roberta Recchia in occasione della presentazione del suo nuovo romanzo Io che ti ho voluto così bene, pubblicato da Rizzoli.

Il libro arriva dopo il successo di Tutta la vita che resta, opera prima dell’autrice che ha conquistato pubblico e critica. Le due storie condividono il medesimo antefatto, ma, come ha spiegato la stessa scrittrice durante l’incontro, si sviluppano in modo completamente autonomo, offrendo due prospettive diverse su uno stesso evento. «Due facce della stessa medaglia», ha sottolineato Recchia, capaci però di vivere indipendentemente l’una dall’altra.

L’autrice ha raccontato come molti lettori di Io che ti ho voluto così bene abbiano successivamente riscoperto Tutta la vita che resta, trovandovi uno sguardo differente sul medesimo dramma. Un elemento che, in entrambi i romanzi, rappresenta soltanto il punto di partenza di una narrazione più ampia, incentrata sulla crescita personale, sulle relazioni umane e sulla possibilità di redenzione.

Se nel precedente romanzo, ambientato all’interno di una saga familiare che attraversava la seconda metà del Novecento, il racconto prendeva le mosse dalla tragedia di un femminicidio, esplorando il dolore e le ferite lasciate nella famiglia della vittima, in Io che ti ho voluto così bene lo sguardo si sposta invece su chi resta dall’altra parte della tragedia: la famiglia del carnefice. Un tema delicato che Roberta Recchia affronta con la stessa sensibilità e profonda umanità che hanno caratterizzato il suo esordio.

Protagonista del romanzo è Luca, un ragazzo che non ha ancora quattordici anni e che possiede una sensibilità discreta, quasi silenziosa, che lo rende diverso dai suoi coetanei. Vive con i genitori e il fratello maggiore in una località di mare dove tutto sembra immutabile, finché un’estate, insieme ai primi battiti del cuore per una ragazza piena di vita, arriva l’evento destinato a sconvolgere per sempre la sua esistenza.

Quando la giovane scompare e i carabinieri bussano alla porta della sua famiglia, il mondo di Luca si spezza. Per proteggerlo dall’ombra che si allunga inesorabile sui suoi cari, la madre lo affida agli zii che vivono al Nord. Qui, accanto allo zio Umberto, insegnante di liceo, alla zia Mara e alle cugine, il ragazzo intraprende un difficile percorso di ricostruzione, imparando nuovamente a dare un significato a parole come fiducia, appartenenza e speranza. Ad accompagnarlo ci sarà anche Flavia, una ragazza determinata a restituirgli uno sguardo sul futuro.

Con una scrittura delicata e intensa, Roberta Recchia costruisce una trama fatta di relazioni profonde, dialoghi autentici e silenzi carichi di significato. Io che ti ho voluto così bene è un romanzo che parla di colpa e di perdono, di ferite e di rinascita, accompagnando il lettore fino all’ultima pagina con la forza discreta delle verità sussurrate.

Share via