Rosarno, la casa e la dignità: domani l’incontro pubblico

A Rosarno incontro pubblico sulle politiche dell’abitare e la condizione dei lavoratori braccianti nella Piana di Gioia Tauro. Appuntamento domani 21 maggio alla Casa del Popolo Valarioti

Rosarno Patto Territoriale

Domani, giovedì 21 maggio 2026 alle ore 18, la Casa del Popolo Giuseppe Valarioti di Rosarno ospiterà una riunione aperta alla cittadinanza dedicata al tema dell’abitare dei lavoratori della Piana di Gioia Tauro. L’iniziativa nasce nell’ambito del “Patto territoriale” che coinvolge diverse realtà calabresi impegnate sui temi dell’accoglienza, dei diritti sociali e del lavoro agricolo.

Un momento di confronto collettivo “per parlare di politiche dell’abitare in un territorio che da decenni cattura i lavoratori braccianti per farli vivere in una logica di separazione e ghettizzazione”.

“Campi, tendopoli e container”: la critica al modello emergenziale

Nel documento diffuso alla vigilia dell’incontro, il giudizio sulle politiche adottate negli ultimi anni è netto. “Campi, tendopoli, container, ed ora casette in legno come prevede il decreto Caivano”, sono strumenti inseriti “dentro la logica di uno Stato che si nutre di emergenza ed è incapace di progettare”.

Secondo gli organizzatori, il problema non riguarda soltanto le condizioni materiali degli insediamenti, ma un modello più ampio di gestione della forza lavoro migrante. “Non è questione di una singola tendopoli – si legge nella nota – ma di una irresponsabilità politica” che coinvolgerebbe istituzioni e filiere economiche.

Particolarmente duro anche il passaggio dedicato alle nuove forme di accoglienza: “Parole vuote per mascherare la solita politica che non permette di uscire dalla precarietà la forza lavoro migrante”.

L’idea di una “accoglienza diffusa”

L’assemblea di Rosarno vuole anche avanzare una proposta alternativa. Gli organizzatori parlano infatti della necessità di costruire “un punto di vista differente” fondato sull’accoglienza diffusa, sul recupero delle abitazioni vuote presenti nella Piana e su politiche capaci di garantire dignità e integrazione sociale ai lavoratori agricoli.

Nel testo si rivendica la volontà di prendere le distanze “dalla logica autoritaria e ghettizzante del modello Rosarno e del decreto Caivano”, promuovendo invece “politiche dell’abitare, economia solidale e bene comune”.

L’appello alla cittadinanza della Piana

Un appuntamento quello di domani rivolto non solo agli attivisti o alle associazioni, ma all’intera comunità della Piana di Gioia Tauro. “Ci vediamo insieme come società morale della Piana di Gioia Tauro”, scrivono gli organizzatori, richiamando la figura di Giuseppe Valarioti, storico dirigente politico calabrese ricordato come “difensore dei lavoratori braccianti”.

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