Santo Palumbo chiude la stagione dell’Odeon tra risate, identità e futuro

Ieri sera al cineteatro Odeon di Reggio Calabria, il comico reggino di Zelig ha chiuso la stagione invernale con “La Calabria è una cosa seria… forse”, tra ironia, nuovi progetti e un appello alla collaborazione tra i teatri cittadini - GALLERY

Risate, applausi e una Calabria raccontata senza filtri. Si è chiusa così, ieri sera, la stagione invernale del cineteatro Odeon di Reggio Calabria, con lo spettacolo di Santo Palumbo “La Calabria è una cosa seria… forse”, andato in scena ieri sera davanti a una platea gremita.

Dopo mesi di programmazione tra opera, concerti, operette e spettacoli teatrali, il sipario dell’Odeon si è abbassato con una serata all’insegna della comicità intelligente e della satira affettuosa, capace di trasformare la quotidianità calabrese in racconto collettivo. Sul palco, il comico reggino di Zelig ha portato un monologo che mescola ironia, memoria, linguaggio popolare e identità territoriale, facendo ridere il pubblico proprio perché dentro quelle storie ognuno finisce per riconoscersi.

Il titolo stesso dello spettacolo è una dichiarazione d’intenti: “La Calabria è una cosa seria… forse”. Un equilibrio continuo tra amore e dissacrazione, tra orgoglio e autoironia, che Palumbo conduce con il ritmo di chi conosce profondamente il proprio pubblico e la propria terra.

Uno spettacolo che racconta la Calabria senza maschere

Lo show ha attraversato vizi, contraddizioni, abitudini e sfumature della vita quotidiana calabrese, alternando momenti esilaranti a riflessioni più profonde. Una comicità diretta, tagliente ma mai distante, costruita su situazioni familiari e immagini che appartengono alla memoria collettiva del territorio.

Sul palco anche qualcuno dei ragazzi protagonisti della serata di emozioni, talento e inclusione “Artisti senza limiti – Il sogno” andata in scena proprio all’Odeon il 24 aprile scorso e che Palumbo ha voluto omaggiare.

Tra le novità più apprezzate dell’evento, anche il lancio ufficiale della sigla dello spettacolo, presentata in anteprima proprio dal palco dell’Odeon e destinata ad accompagnare il tour estivo dell’artista.

«C’è chi ride e chi sta male, c’è chi fa il segno della croce e chi parla sottovoce. Ogni casa è un’opera d’arte tra chi arriva e chi invece parte. La Calabria è una cosa seria. Forse», recita l’inizio della canzone, pensata — come ha spiegato lo stesso Palumbo — «come una sigla leggera che sa d’estate e di allegria».

Cuoco: “Un cartellone pensato per tutte le generazioni”

A tracciare il bilancio della stagione è stato Saverio Cuoco, amministratore unico dell’Odeon, che ha sottolineato il lavoro svolto per costruire una programmazione capace di parlare a pubblici differenti.

«Oggi chiudiamo la stagione teatrale di quest’anno e abbiamo cercato di coniugare l’ironia e la leggerezza della comicità con il fascino intramontabile dell’operetta, con la robustezza dell’opera e con l’emozione della musica e dei concerti», ha dichiarato. «L’obiettivo era creare ponti tra le varie generazioni, cercando di accontentare giovani e meno giovani attraverso gusti diversi e proposte differenti».

Una stagione che, secondo Cuoco, ha rappresentato anche un percorso di crescita per il teatro: «Il nostro augurio è di essere riusciti ad accontentare tutti. Ogni anno acquisiamo sempre più esperienza e vogliamo continuare a proporre spettacoli variegati anche nella prossima stagione».

Da Candlelight al “Fantasma dell’Opera”: qualche anticipazione

L’Odeon guarda già al prossimo cartellone. Tra le anticipazioni annunciate da Cuoco, il ritorno degli eventi Candlelight, che hanno registrato grande partecipazione, nuove operette come “Al Cavallino Bianco” e “Il Paese dei Campanelli”, oltre a possibili produzioni liriche ancora in fase di definizione.

«La comicità e il cabaret restano intramontabili e sempre molto apprezzati», ha spiegato. «Abbiamo inoltre parlato con Samuela Piccolo e con la sua scuola: c’è in cantiere il progetto del “Fantasma dell’Opera”».

L’attenzione del teatro resta rivolta anche ai giovani e alla sperimentazione artistica. «Cerchiamo sempre di portare novità, anche nelle opere e nelle operette, inserendo una parte narrata e una parte musicata per renderle più accessibili e comprensibili al pubblico».

Non mancheranno anche il prossimo anno le iniziative extracartellone e i tanti eventi solidali e la presenza di artisti di fama. «Come quest’anno, in cui abbiamo avuto diversi spettacoli di beneficenza, uno proprio ieri sera legato a Telefono Amico, e la presenza del maestro Vozzella, violinista di fama internazionale, insieme alla soprano Canale» ha confermato Cuoco ringraziando il pubblico e lo staff tecnico del teatro. «Dietro ogni spettacolo c’è il lavoro dei tecnici, del service e di tutto il personale. E naturalmente – ha concluso – ringraziamo il pubblico che ci ha dato fiducia e riconoscenza per questa programmazione».

L’appello: “Serve coordinare le date degli spettacoli”

Nel corso della serata è arrivato anche un appello rivolto al mondo culturale cittadino. Palma Azzarà, della proprietà dell’Odeon, ha evidenziato la necessità di una maggiore collaborazione tra le realtà teatrali di Reggio Calabria.

«A livello di programmazione sarebbe auspicabile una collaborazione per evitare accavallamenti tra le date degli eventi delle varie stagioni teatrali cittadine», ha dichiarato. «A pagarne le conseguenze, infatti, non sono le compagnie o gli artisti, ma il pubblico, che magari vorrebbe assistere a entrambi gli spettacoli programmati nello stesso giorno».

Un invito al coordinamento culturale pensato, soprattutto, nell’interesse degli spettatori e della partecipazione.

Santo Palumbo: in arrivo “Tutta colpa di Cavour, forse”

Anche per Santo Palumbo quella dell’Odeon è stata una delle ultime repliche di “La Calabria è una cosa seria… forse” prima dell’avvio del nuovo progetto teatrale. «Da settembre partirà la tournée di “Tutta colpa di Cavour, forse”, una rivisitazione in chiave comico-storica del Regno delle Due Sicilie», ha raccontato l’artista. «L’unità d’Italia sarà narrata attraverso il nostro punto di vista di calabresi».

Lo spettacolo sarà prodotto dalla Showlike di Pasquale Richichi (Paco). Intanto continuerà il tour estivo dell’attuale produzione, accompagnata dalla collaborazione con Paolo Sofia e i Quarta Aumentata.

Tra i progetti futuri, Palumbo ha annunciato anche il proseguimento della collaborazione con Sofia e con lo scrittore Gioacchino Criaco. «Per me è come realizzare un sogno», ha confessato. «Dal film “Anime nere” desideravo condividere almeno una volta la stessa linea d’onda con Gioacchino Criaco. Ha una capacità narrativa straordinaria e dal suo libro “La Maligredi” ho tratto tantissima ispirazione».

L’attore e autore ha poi parlato con emozione dell’area grecanica, territorio al quale sente di appartenere profondamente: «In quei luoghi c’è un’energia che non esiste altrove. Te ne accorgi soprattutto quando sei lontano e poi ritorni».

Un’immagine evocata anche attraverso il lavoro fotografico di Enzo Galluccio “La Vallata delle Grandi Pietre”: «Ogni tanto, quando sono fuori, riguardo quelle immagini. Pietra Kappa, i Tri Petri, tutta quella vallata ha qualcosa che non trovi in nessun’altra parte del mondo».

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