Scempio verde a Porticello: l’indignazione degli ambientalisti

La reazione delle associazioni, tra cui il Club UNESCO Re Italo RC, e dei cittadini dopo il taglio degli storici pini nella frazione di Villa San Giovanni avvenuto nei giorni scorsi

alberi porticello

Un viale amato, ombreggiato da maestosi pini ultradecennali, è scomparso nel giro di poche ore. È successo a Porticello, frazione del comune di Villa San Giovanni, in località Santa Trada.  Qui, lungo la strada che conduceva alla spiaggia sottostante di Altafiumara, sono stati abbattuti otto alberi storici, da oltre quarant’anni parte integrante del paesaggio e del vissuto degli abitanti. Un’azione che ha scatenato lo sdegno di cittadini e associazioni ambientaliste e culturali, anche perché avvenuta senza un confronto pubblico né una comunicazione preventiva.

Il motivo: messa in sicurezza

A quanto pare l’intervento sarebbe stato realizzato dal comune di Villa San Giovanni ai fini di una messa in sicurezza del torrente, trattandosi di un alveo fluviale dove non possono esserci ostacoli. Un’operazione, dunque, ritenuta indispensabile per motivi di sicurezza.

Ma le spiegazioni non bastano a placare l’indignazione che si è scatenata con appelli accorati anche sui social.

Gioffrè: “Uno scempio gratuito”

“Gli abitanti protestano perché non sono stati avvertiti prima. L’amministrazione comunale sostiene che gli alberi sono stati eliminati per regimentare il torrente. Ma in realtà succederà l’esatto opposto: senza le radici l’attuale strada si sfalderà, e non sarà più possibile accedere alle case” dichiara Alberto Gioffrè, presidente del Club per l’UNESCO Re Italo di Reggio Calabria.

“È superfluo aggiungere che l’aspetto estetico della zona è ora mutato considerevolmente: il fascino che esercitava il viale è totalmente scomparso. A tale grave problema si aggiunga la riduzione dell’ossigeno e la perdita dell’ombra (gradevolissima soprattutto in estate). Uno scempio gratuito, inutile, e suicida, considerato che lo stesso Comune lo ha perpetrato” prosegue Gioffrè. Annunciando che i soci del Club per l’UNESCO “stanno sensibilizzando le associazioni scoutistiche e culturali affinché stiano all’erta e segnalino immediatamente il tentativo di altri scempi simili”.

Una ferita aperta

Una ferita aperta, dunque, per molti quella inferta a Porticello, sia dal punto di vista paesaggistico che identitario, peraltro essendo “risaputo che le radici trattengono il terreno” conclude Gioffrrè, domandandosi a nome di tutti “se non fosse stato possibile trovare una soluzione alternativa che tenesse conto del valore ambientale degli alberi abbattuti e dell’identità storica del quartiere”.

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