Scilla si mobilita: l’assemblea pubblica contro il progetto Edison

Alla Casa della Carità di Scilla oggi pomeriggio l’assemblea pubblica promossa dal Comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola, rilancia la mobilitazione contro il progetto Edison a Favazzina, tra timori ambientali e richieste di trasparenza

Favazzina

Oggi, 16 dicembre 2025, alle ore 18.00, la Casa della Carità di Scilla, in via G. Minasi 11/13, ospiterà un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola. Al centro dell’incontro il progetto EdisonFavazzina – impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio” e i rischi dell’impianto sulla Costa Viola, con un approfondimento sugli ultimi sviluppi.

L’iniziativa rappresenta un nuovo momento di confronto aperto con la cittadinanza, dopo mesi di mobilitazione e di iniziative pubbliche volte a informare e coinvolgere direttamente le comunità interessate.

La mobilitazione del Comitato per la difesa della Costa Viola

Da mesi il Comitato porta avanti una battaglia contro il progetto Edison, dando voce ai residenti di Scilla, Bagnara, Favazzina e Melia. Secondo il Comitato, l’intervento proposto rischia di compromettere in modo irreversibile un territorio di grande valore paesaggistico, storico e ambientale, oggi minacciato da un’opera definita “green”, ma ritenuta fortemente impattante.

Sui social, in particolare attraverso reel pubblicati su Instagram, il Comitato ha documentato sopralluoghi e incontri con proprietari dei terreni e cittadini, raccontando nel dettaglio cosa comporterebbe la realizzazione dell’impianto.

Da Favazzina a Melia: i timori per l’invaso

Nei mesi scorsi, infatti, il Comitato ha incontrato il dottor Gianni Minutolo, proprietario, insieme ai fratelli, di alcuni dei terreni interessati dal progetto. Terreni storicamente appartenuti alla famiglia Florio, caratterizzati da agrumeti, casali e piante secolari, tra cui gelsi e i limoni celebri nel mondo.

Il dottor Minutolo ha spiegato come l’opera prevista sia paragonabile, per dimensioni, a un’area vasta quanto due stadi di calcio affiancati, con una profondità di circa 200 metri e una larghezza di 350 metri. Gli scavi interesserebbero circa 10mila metri quadrati, mentre per il resto dell’area sarebbe previsto un cantieraggio della durata stimata di circa sette anni.

La mobilitazione si è estesa anche a Melia, dove il Comitato ha raccolto le preoccupazioni dei residenti che vivrebbero nei pressi dell’enorme invaso previsto dal progetto Edison. L’impianto comporterebbe il pompaggio di oltre un milione di litri di acqua salata del mare della Costa Viola a più di 600 metri sul livello del mare, con rischi significativi.

Tra le criticità evidenziate: la compromissione degli habitat naturali e della biodiversità, il peso strutturale su una costa già fragile e soggetta a frane, e l’impatto dei lavori necessari per la realizzazione dell’intero sistema di pompaggio.

A Melia, il dottor Francesco Santacroce ha illustrato le bellezze dell’area collinare interessata dal progetto, sottolineando come si tratti di una zona già in passato segnata da interventi invasivi che hanno peggiorato la qualità della vita degli abitanti. Un contesto che, secondo i promotori della mobilitazione, non può sostenere ulteriori opere di grande impatto.

Le accuse di scarsa trasparenza e le assemblee

Il Comitato per la difesa della Costa Viola ha più volte denunciato quella che definisce una mancanza di trasparenza nelle procedure portate avanti da Edison Spa. Secondo quanto riportato, la popolazione locale sarebbe stata tenuta all’oscuro delle reali dimensioni e conseguenze del progetto, nonostante le forti perplessità espresse dal territorio.

Già a febbraio, nel corso di un’assemblea molto partecipata, cittadini, comitati e associazioni avevano manifestato un netto rifiuto dell’opera, ritenuta priva di benefici energetici o economici diretti per la comunità locale e potenzialmente disastrosa dal punto di vista ambientale. A maggio, anche i candidati alla carica di sindaco di Scilla avevano pubblicamente dichiarato la propria contrarietà.

Nonostante ciò, afferma il Comitato, Edison non avrebbe interrotto il proprio percorso procedurale. Da qui il confronto avvenuto il 3 novembre scorso, durante il Consiglio comunale straordinario aperto di Scilla, e la decisione di continuare con momenti pubblici di informazione e mobilitazione. A questo è seguita il 2 dicembre un’assemblea pubblica a Bagnara.

Oggi il nuovo appuntamento per la Costa Viola

Anche l’assemblea pubblica di oggi pomeriggio si inserisce in questo percorso.

Un’occasione per aggiornare la cittadinanza, approfondire i rischi dell’impianto e rilanciare una battaglia che il Comitato sintetizza così: “se ami Scilla, se ami la Costa Viola, se ami questa terra e questo mare, non puoi che essere dalla nostra parte”.

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